Castelsardo da Baja Ostine

Lisia Giacomo, olio, cartone telato

Informazioni tecniche
  • Codice Gigarte.com:CDA929
  • Artista:Lisia Giacomo
  • Misure:40 cm x 30 cm
  • Tecnica:olio
  • Stile:Paesaggistico
  • Supporto:cartone telato
Informazioni sulla vendita
  • Collezione:Collezione privata Carboni renzo - roma
  • Disponibile: no
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Descrizione

Giacomo Lisia, pittore ciociaro, nato a Paliano (FR) nel 1938 e morto, sempre a Paliano, nel 2001.
Ha iniziato a dipingere per passione e da autodidatta. Solo dopo il servizio militare ed alcuni anni di lavoro in fabbrica riusciva a concludere gli studi artistici (maturità d' Arte Applicata ed Accademia di Belle Arti). Abilitatosi all' insegnamento dell' Educazione Artistica, rinunciava al lavoro di insegnante per dedicarsi completamente all' attività artistica.
Ha tenuto oltre 1311 mostre personali in Italia, da Venezia, Milano e San Remo fino a Caltanisetta ed Agrigento ; oltre alle personali in Francia, Germania e Belgio .
Ha partecipato a centinaia di estemporanee, esposizioni collettive e concorsi d'arte contemporanea esponendo anche a Londra, Parigi, New York, Filadelfia, Boston, Tokyo, Budapest e Stoccolma.
Ha conseguito numerosi primi premi, è socio di numerose Accademie ed ha ricevuto molti riconoscimenti per meriti artistici .
Nel 1985 ha tenuto la prima esposizione degli "Aspetti Ciociari" , consistente in 97 opere riguardanti i 91 comuni della provincia di Frosinone, il costume ciociaro, volti caratteristici e scorci particolari. Nel 1988 il comune di Recanati gli ha tenuto una personale nell'ambito delle "Celebrazioni Leopardiane" ed il comune di Paliano ha organizzato la sua prima mostra Antologica "Trent' anni di pittura"
La seconda Antologica è stata organizzata dal comune di Treia nel 1989, nella bella Chiesa di S. Filippo. Nel 1998, sempre il comune di Paliano, ha organizzato l' Antologica "40 anni di pittura".
E' presente sulle più importanti riviste e cataloghi d'Arte (ad es. sul "Catalogo d' Arte Moderna" -ex Bolaffi- n. 25 - 26 - 29 - 31 - dal 33 al 39 e n° 40 di prossima pubblicazione), di lui hanno parlato importanti critici su riviste e quotidiani alla Radio e Tv, private e regionali.
Le sue opere si trovano in alcune Chiese ed in collezioni pubbliche e private .
Oltre alla monografia "Aspetti Ciociari" è stata pubblicata, a cura della CIDA di Roma, una monografia antologica di 96 pagine e con circa 50 riproduzioni a colori e B/N.
Nel 1998 è stata edita la seconda monografia "Giacomo Lisia 1990 - 1998", con 100 riproduzioni a colori e altre in B/N, a cura di Lalli Editore, Poggibonsi (SI).
Dopo la sua morte, nell' agosto 2001, il comune di Serrapetrona ha organizzato una sua personale nella Pinacoteca comunale. Nello stesso comune, alcuni anni prima, gli era stata conferita la cittadinanza onoraria.
Continuando a parlare delle esposizioni seguite alla sua morte, di particolare importanza è quella organizzata dal comune di Paliano, in collaborazione con la provincia di Frosinone: "La Ciociaria di Lisia", tenutasi dall' 11 al 25 gennaio 2003 presso la bella Villa Comunale di Frosinone.
Ultima, per ordine cronologico e non certo per importanza, è la mostra organizzata dalla provincia di Macerata che si terrà dal 15 al 25 aprile 2004 nella suggestiva abbazia di Fiastra. Come per la Ciociaria, anche in questa esposizione compaiono tutti i comuni della provincia, 57 per la precisione, visti attraverso gli occhi dell' artista.
Sono queste le cose che ci fanno sentire ancora vivo Lisia e ci confermano quello che Foscolo sosteneva qualche secolo fà: quando una persona muore, le sue azioni, i suoi ricordi e le sue opere continuano a vivere senza conoscere i limiti della barriera del tempo.
Per i suoi meriti artistici è stato socio benemerito dell’Accademia Guglielmo Marconi di Roma., socio honoris causa dell’Accademia delle Scienze ed Arti di Milano, accademico di merito dell’Accademia dei 500, accademico gentilizio dell’Accademia “Il Marzocco” di Firenze, socio dell’Accademia Terzana Thirus.
E’ stato membro dell’Albo professionale degli Artisti europei. L’organizzazione a misura umana dei soggetti, le possibilità costruttive di Giacomo Lisia si traducono in termini della ricerca artistica carichi di disponibilità e tali da far scoccare la scintilla dell’invenzione e del movimentato sprizzare della materia pittorica.
Il significato del suo lavoro spazia dalle figure umane ai nudi femminili, dalle nature morte ai fiori dal paesaggio ai soggetti a sfondo religioso : messaggi vitalistici vissuti come esperienza di attimi che non svaniscono nel tempo.A ridarci il senso di un rapporto che va ben oltre il solito piano formale pur nelle logiche parvenze.
Volontà e chiarezza hanno un senso in ragione del suo impegno quotidiano,di chi è coerente fino in fondo con se stesso e con la sua visione del mondo e dell’arte.
E’ dunque ben chiaro,al di fuori di ogni ricerca che possa definirsi d’avanguardia,l’impegno in nome di un idealismo purista che viene a sovrapporsi alla vera natura,inquieta e nello stesso tempo sentimentale dell’artista frosinate. Così Giacomo Lisia ha maturato il proprio gusto in termini di un verismo da lui definito aerodinamico perché crato nello spazio come momento magico dell’esperienza quotidiana,come rispondenza qualificante della concezione di una forma che rispetti,attraverso i colori,la luce e i suoi riflessi,l’efficacia visiva.
Dinamici toni squillanti che nei paesaggi trascinano alla spettacolarità e nello stesso tempo alla lirica contemplazione. Tutto un mondo,ad es. quello della Ciociaria,interamente vissuto che passando attraverso le vie dell’ottica e per quelle del tatto e della immedesimazione sensoriale diventa fonte di meditazione e di mistico abbandono;lembi di vita che trasformando ogni occasione coloristica in spazi ampi e liberi,diventano condizione di vita umana.
Il destino di pittore di Lisia si manifesta interamente anche nelle nature morte dai colori vibranti ed impetuosi e nei volti di Cristo. Dove la ricerca di una verità interiore non è più un miraggio ma una realtà in atto e direttamente contemplabile. Sussulti creativi che rivelano uno stile personale e soprattutto i segreti respiri delle forme e della massa cromatica incorporati entro le pulsazioni luminose.
Antonio Oberti

La figura di Giacomo Lisia,recensita senza riserve,va inquadrata nella luce delle sue immagini ma pure,e forse più ancora,delle sue aspirazioni; per quello che ha prodotto e per la ampie possibilità che ha dimostrato di possedere. Bella nel suo canto armonioso e gentile,dolce nel suo incanto e nel suo stupore,se noi cogliamo dalla tavolozza quanto mai suggestiva di Lisia, i motivi più cari al suo cuore,quelli essenziali che preludono ad un domani sempre più ricco di affermazioni e di soddisfazioni,avremo fissato il pittore nella sua sensibilità ad ogni voce e richiamo della natura.
Lisia dimostrava di avere di avere bisogno nella vita di questi intimi colloqui con se stesso,con il suo io di profondità e di pensiero,per rinascere ogni giorno,attraverso la sua opera, a nuova speranza.
L’autoritratto più vero del nostro pittore è in questa continua manifestazione della sua interiorità, nella drammatizzazione che egli compiva giorno per giorno dei fatti della vita,così che in virtù del suo linguaggio di colore,reso in gamma di variazioni,si riesce a comprendere,e bene,quel che s’agitava d’immenso nel suo cuore e che nelle sue tele si riflette con adeguata perfezione.
Remo Alessandro Piperno

L’arte è vita,espressione sublime dell’anima di chi opera e si concretizza nella giusta unione di mestiere e sentimento dando all’artista quella soddisfazione che lo ripaga dei tanti sacrifici,ed ai buoni fruitori sensazioni di pace e nobiltà d’animo.
Franco Miele

Una pittura visiva che assomma delicatezza e levità di accenti,vellutati paesaggi e ricchezza di toni liberi,aerei,meravigliosamente rischiarati da una luce interiore. Ed ecco avvicendarsi le immagini del lago di Caccamo,il paesaggio che fa corona a Montepulciano,gli olivi contorti e danteschi della Puglia,le visioni orientali di Venezia,gli sguardi sognanti della provincia di Frosinone…
Antonino De Bono

Il figurativo acquista in Giacomo Lisia un valore umano.Paesaggio e non paesaggio,tradizione e novità,pittura antica e ricerca moderna,avanguardia e riesumazione,termini questi che trovano poca corrispondenza quando ci si imbatte nelle tele del Maestro.
Qui domina la pittura,quella vera,fatta di idee,natura,abilità,tecnica e trasfigurazione.C’è arte e mestiere,tecnica e ispirazione ed ogni altro discorso è pura retorica. Ciò che si ammira nelle tele del Lisia,appartiene alla bellezza pura dell’oggetto che è soggetto indiscusso del quadro,come di ogni opera d’arte.
Possiamo trasformare e travisare,dividere e separare,ma quando il vero ed il chiaro entrano in una tela,con autorità e splendore,allora e soltanto allora possiamo dire che ci troviamo nel giusto,cioè nella sagace pittura del maestro Lisia.
Antonio Visconte

Hanno scritto di lui i critici:
M.Dorico; Italo Marucci; R.Lamperini; G.Quenzatti; G.B.Mantovani; Antonio Oberti; Franco Miele; Antonino De Bono; Gianni Latronico; L.Tallarico; Remo Alessandro Piperno; Antonio Visconte; A.Malmo; Mario Monteverdi; Giuseppe Selvaggi; N.Biondi; T.D’Antò; Raffaele De Marinis; Orfeo Carpinelli; Mino Valeri.

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  • Codice:CDA929
  • Tipo:Pittura
  • Archiviata il:luned� 11 gennaio 2010