MARTELIVE 2011

Emilia Di Stefano ha dei punti in contatto con Flavio Romani perché opera anche lei con collages polima-terici su tela, ma lei stende le sue cromie acriliche in genere animata da uno spirito psichedelico-informale più poppeggiante, tant’è vero che i tappi di plastica per bottiglia e gli intrecci rotondi di corde sembrano tutto sommato momenti di calda generosità, effusioni di istintività vitale, manifestazioni di libertà d’espressione carica di ostilità solo verso le omologazioni e l’ipocrisia, come si evince dal suo depliant. E appunto, nel quadro realizzato ieri, sembrava manifestarsi più che altro una certa aggressività: le spugnette applicate sulla tela erano diventate quasi nere di colore e tutta la superficie era più sofferta, esprimendo un caos che avrebbe potuto essere gestito con più coerenza usando in senso più convenzionale le due spugnette contro le incrostazioni; ma tutto può ancora essere recuperato nella quiete dello studio di Emilia ripristinando una certa “pulizia” e poi ripercorrendo le tracce di un Mario Schifano supposto magari ostile alle casalinghe.

di Marco Settembre
Giornalista
2011

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