ARMODIO

itinerari in un mondo prossimo

AGO 09

Quando? Terminato domenica 29 settembre 2013

Dove? PALAZZO MEDICI RICCARDI, FIRENZE, ()
GPS: 43.7751902, 11.2557749

43.7751902, 11.2557749


Nella vita di un giovane pittore, o sarebbe più corretto dire “aspirante tale”, essere presente all’inaugurazione della mostra del sommo pittore e poeta Armodio è come vivere in un sogno dove tutti gli arcani misteriosi della pittura vengono svelati .
Questo è ciò che è accaduto a me il 9 agosto nelle splendide sale di Palazzo Medici Riccardi a Firenze in occasione del l’inaugurazione della mostra itinerante dell’eccelso maestro “ Itinerari in un mondo prossimo” curata in modo superbo dall’amico carissimo Giovanni Faccenda e coordinata, tra gli altri, dal grande Franco Ristori.
Non sono solita condividere pubblicamente momenti intimi della mia vita privata visto il mio carattere schivo e riservato ma questa volta mi è impossibile, inevitabilmente impossibile .
Lo devo al caro e sincero amico Giovanni Faccenda che stimo incondizionatamente conoscendone ed apprezzandone alti valori umani e caratura professionale , dal quale ricevetti cortesemente l’invito qualche mese fa quando già lavorava instancabilmente alla realizzazione del progetto itinerante sulla grande arte del Maestro Armodio.
Lo devo però soprattutto alla sublime pittura del Maestro Armodio che da sempre è per me sinonimo di arte; si, perché dire Armodio vuol dire Arte, quella con la lettera maiuscola, quella Vera, quella Grande,quella Eterna.
Questo sito, che ho riaggiornato dopo qualche tempo di assenza è merito proprio della mostra del Maestro Armodio che è riuscita dove altri avevano fallito ; le sue parole, i suoi consigli, la sua dedizione costante ed appassionata verso la pittura , la sua coinvolgente forza comunicativa , hanno riacceso in me la voglia e la bramosia della condivisione ; quelle stesse emozioni che invece, da qualche mese , ritrovavo leggendo gli articoli dell’appassionante e ben scritto blog “ TRE COSE CHE SO” ( che consiglio vivamente e del quale sono una grande fan) della brava e simpatica Paola che finalmente ho anche avuto il grande piacere, in occasione dell’inaugurazione, di conoscere e dalla quale attendo di leggere con ansia il suo di sicuro bellissimo pezzo.
“Itinerari in un mondo prossimo” è una mostra semplicemente straordinaria .
Entusiasmante, coinvolgente, affascinante, studiata, elegante in un’aura di raccoglimento perfetto come solo Palazzo Medici Riccardi sa offrire, in una città sempre incredibilmente bella come Firenze.
Florentia , la città che consegnò l’eterna bellezza all’intera umanità , che consacrò l’immortalità dell’arte, la città dove tutto ebbe inizio, dove il rinascimento raggiunse il più sontuoso splendore e dove ,per caso o per volontà divina,la prima visione metafisica, quella stessa metafisica che Armodio continua ad onorare con impareggiabile maestria, nello splendore di Piazza Santa Croce in un pomeriggio d’autunno venne alla luce dal genio di Giorgio de Chirico.
La mostra racchiude tutto l’ingegno sopraffino ed inarrivabile di un “mostro sacro” dell’arte contemporanea tanto da raggiungere il culmine della perfezione pittorica assoluta ; è corredata da un catalogo completo e dettagliato nel quale sono contenute tutte le illustrazioni fotografiche relative alle opere in mostra, opere che si dividono equamente tra carte, per la maggior parte invecchiate , e tempere su tavola, alcune anche di grandi dimensioni.
Opere talmente belle da mozzare il fiato, avvolte da una potente aurea metafisica che racchiude la vera essenza della pittura, il prototipo dell’arte in sé e per sé : raffinate, geniali, seducenti,colte, ironiche, emblematiche, poetiche.
Tutti aggettivi che qualificano ben poco l’arte di Armodio, riuscendo a descrivere solo superficialmente le sensazioni e le emozioni che assalgono l’osservatore quando si trova di fronte ad un quadro del Maestro.
Appena entrati nelle sale di Palazzo Medici sembra di varcare la soglia del tempo e come per incanto ci si trova nel ‘400 ,l’epoca di Piero della Francesca e di Cosmè Tura, fatta rivivere con egregia ed eccelsa bravura dai virtuosismi pittorici del Maestro resi possibili da un’abilità manuale “non umana” che disorienta ed entusiasma al contempo.
Le sue opere sono seducenti scenografie, talvolta indecifrabili , pervase da una luce misteriosa, indagata e tuttavia sconosciuta, che resta sempre il maggior enigma da svelare; gli oggetti raffigurati sono sapientemente ed ingegnosamente ideati dalla sua fervida immaginazione che riesce a creare una realtà parallela,dove fenomeno e noumeno si fondono e convivono in un perfetto sodalizio.
Da anni ormai, nutro una stima incontrollabile ed indescrivibile verso la pittura del Maestro Armodio, non a caso lo considero il più grande pittore vivente della scena dell’arte contemporanea e non a caso ho lasciato Catanzaro e percorso ben 1104 km nel traffico attuale di esodo d’agosto per godere del privilegio assoluto di essere presente all’inaugurazione della sua mostra a Firenze.
Non ho neanche specifiche preferenze verso un’opera particolare del Maestro dal momento che le reputo tutte straordinarie, tuttavia, in questa occasione, dopo aver visitato e rivisitato ,osservato e riosservato e poi ancora venerato e rivenerato la mostra per diverse ore, non posso evitare di segnalare una menzione speciale per un paio di opere del Maestro ospitate a Palazzo Medici Riccardi che ho trovato a dir poco geniali: la prima si intitola “Domanda” una tempera su tavola 35x70 cm di realizzazione non recentissima (2011) e “Un bel dì” tempera su tavola 50x60 cm (2012).
Tuttavia l’ intento delle considerazioni sin’ora espresse non è quello di dilungarmi in un’analisi critica approfondita sulla pittura di Armodio, non è certo questo il mio mestiere né tanto meno riconosco in me degne capacità per farlo, lascio questo arduo compito a chi lo fa quotidianamente e lo fa egregiamente come il mio grande amico Giovanni Faccenda che prima di essere un esperto critico e storico dell’arte è anzitutto una bella persona, gentile, disponibile , leale, con grande senso del dovere e della rettitudine nonché un eccellente professionista, capace, preparato , competente e chiunque, come me, ha avuto il privilegio e la fortuna di incontrarlo e conoscerlo non può che confermarlo.
Giovanni, anche in questa occasione, e ad onor del vero coadiuvato dalla capacità di grandi professionisti del settore quali Franco Ristori e la dot.ssa Antonella Ierardi, nonché dalla presenza fattiva della Provincia di Firenze e de l Comune di Fiesole , ha curato questa straordinaria mostra in modo egregio, ponendo al centro assoluto l’arte eccelsa del Sommo Armodio, dedicando una cura maniacale verso i dettagli , dalla disposizione delle opere allo studio certosino della luce, dalle scelta delle opere alla realizzazione del catalogo.
Tuttavia , “dulcis in fundo”, nessuno me ne voglia, se decido di concludere queste mie personali valutazioni citando il protagonista assoluto di questa meravigliosa esperienza di vita, colui che ha reso possibile questo clima di incantevole magia, l’eccelso Armodio.
Pittore dall’ineffabile bravura, degno erede incontrastato dei più celebri pittori del passato, colui che è riuscito a vincere il tempo attraverso la sua mirabile arte , scrittore affabulante, poeta sopraffino, raffinato artigiano di sogni, ironico romanziere o come lui stesso si è definito in una delle nostre bellissime conversazioni “ un operaio della pittura”.
Armodio è tutto questo e molto molto altro ancora, è la stella polare per ogni aspirante artista, è il sogno della pittura che si fa realtà attraverso i suoi pennelli e le sue abili mani, è l’avverarsi, attraverso i suoi capolavori , di milioni di pagine di libri di storia dell’arte che altrimenti sarebbero restate vacue , vuote e prive di senso , è la prova che i veri pittori esistono ancora, quelli che imparano dal passato per scrivere il futuro, coloro che privilegiano il disegno su tutto, che indagano il colore in ogni sua forma per giungere all’essenza, quei pochi coraggiosi temerari che non si sono mai fatti sopraffare da coloro che intendono il “figuratismo” come sinonimo di blasfemia e sacrilegio.
Armodio è anzitutto una persona eccezionale , umile e già solo per questo immenso, cordiale, scherzoso, simpatico, acutamente ironico è l’anti divo per eccellenza pur avendo tutte le carte in regola per rientrare nella rosa dei “grandi” .
Armodio è il pittore delle grandi lettere: della “P” maiuscola di Pittore, della“M” maiuscola di Maestro e della “U” maiuscola di Uomo.
Per imparare a conoscere la grande figura di Armodio ci vuole davvero poco, si viene subito rapiti dalla sua modestia disarmante che solo i grandi possono vantare; ho accettato i suoi preziosi consigli da artista alle prime armi come rare gocce di saggezza dal valore inestimabile, dati con un tocco di sensibilità e rispetto; nella convivialità della tavola ho conosciuto il Maestro nella sua quotidianità e da questi attimi condivisi insieme a lui e ad altri cari amici ho apprezzato quanto a volte la vita possa regalare istanti meravigliosi ed indelebili che segneranno per sempre il nostro percorso accompagnandoci anche nei momenti più difficili; conoscere Armodio è stato un appuntamento imperdibile con la storia.
Il Maestro è la prova di come si possano raggiungere le vette più alte della popolarità mantenendo sempre viva la passione e lo stupore del “giovane pittore” ; alberga e convive ancora in lui il fanciullino che lo ha reso tanto celebre e al contempo così umile, un’umiltà disarmante di fronte a tanta grandezza, che sconcerta e spiazza soprattutto in un mondo, quello dell’arte, dove la tracotanza e l’arroganza fanno da padrone e che , quando non superano le effettive capacità di un artista, di certo le annullano laddove fossero presenti.
È vero! di artisti bravi l’arte contemporanea e non ne può vantare molti , per fortuna… ma credetemi, diventa davvero difficile auto -incensarsi artista se prima non si ha avuto l’ altissimo privilegio di trovarsi di fronte ad un’opera di Armodio.
A me non resta che continuare per questa lunga e difficilissima strada ,con l’umiltà e l’aspirazione di chi ha molto da imparare e tanto da comunicare, tenendo sempre presenti le parole del Maestro, segretamente e gelosamente custodite dentro di me come un grande dono e ripetendomi spesso la frase che il caro amico Giovanni Faccenda con molta generosità condivise con me in un periodo particolare della mia vita, una frase che ricevetti come un regalo che solo un amico sincero può farti , una frase che non dimenticherò mai più e che , per modalità diverse, finimmo entrambi di rubare dallo studio piacentino del Grande Maestro Armodio : “Sapendo a chi piaccio so quel che valgo”.

  • Pubblicata martedì 13 agosto 2013

  • Da Francesca Sirianni

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  • Pubblicatamartedì 13 agosto 2013