Future Pop City

Come un grande Blob

OTT 27

Quando? Terminato giovedì 27 ottobre 2022

Dove? Viao Leonardo Da Vinci 16, Soresina, (Cremona)

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Future Pop City – 2022- Giuseppe Zumbolo Questo ciclo di opere è iniziato a seguito del mio viaggio negli Usa, in modo particolare durante la permanenza a New York nel 1996. Comprende molti lavori che non ho mai esposto al pubblico. Non perché non fossi convinto della loro qualità, ma perché le ho sempre considerate un libero sfogo dettate da una esigenza personale. Nella loro realizzazione potevo liberamente usare materiali diversi, compreso il collage, data la personale passione per la materia carta. Inoltre non ho avvertito impellenti vincoli ne di mercato ne di estetica, ma ho operato in assoluta liberatoria libertà. Per quel che riguarda le immagini utilizzate per i collage, queste vengono modificate e ambientate nel contesto del quadro, spesso cambia il significato stesso dell’immagine iniziale. Inoltre vi sono anche interventi prettamente pittorici e grafici manuali ad integrane le composizioni. Tutto per il racconto della vita in una grande metropoli che indubbiamente affascina, ma pone anche importanti domande di merito. Spesso ci chiediamo se l’agglomerato urbano sia la soluzione migliore per una convivenza pacifica ed eterogenea. Se tale contesto faciliti i rapporti umani, la socialità e la convivenza o li ostacoli. Quesiti che danno spazio a opinioni differenti a secondo di chi le affronta. Di fatto assistiamo sempre più alla nascita di grandi agglomerati urbani, il modello New York risulta fortemente in espansione sia in oriente che occidente. Le metropoli, che a volte subiamo, come se ci privassero della libertà esistenziale e le vediamo come luoghi informi pullulanti di persone che camminano per le strade senza guardarsi in faccia, che si confondono con grattacieli, reclames luminescenti e spots di ogni genere. Le luci e i bagliori dell’apparente facile vita proposta, dove tutto sembra possibile e ogni problema trova la soluzione in un prodotto corrispondente pubblicizzato con slogan attentamente studiati che diventano sintesi di comunicazioni e modi di vivere. Come un cronista mi appassiono e mi entusiasmo alla varietà dei soggetti che si possono rappresentare, ogni angolo in cui si posa lo sguardo diventa un modello rappresentativo, basta spostare l’obbiettivo un po’ più in là e trovi l’opposto di quello che hai visto prima, nello stesso spazio vitale coesistono situazioni d ogni genere. C’è il grande albergo super lussuoso, poco più in là c’è chi dorme in uno scatolone, qualcuno arriva in limousine davanti all’hotel, di fianco c’è chi trasporta tutti i suoi averi su una carrozzina per neonati. Insomma c’è spazio per ogni cosa e il suo contrario. In realtà questo è il mondo che l’uomo ha costruito, con tutte le imperfezioni possibili e le proposte risolutive ai problemi. Nonostante tutto, le metropoli sono diventate il sogno a cui aspirare e protendersi, un grande blob informe che a mano a mano si espande. Naturalmente la mia non è una critica sociale, non sono un sociologo, ma un cronista pittore, è la semplice constatazione della realtà che cerco di rappresentare e di narrare, con il mezzo che più mi è congeniale, la pittura. Con la pretesa, “presuntuosamente artistica”, che il mondo abbia bisogno della mia visione e del mio messaggio. Ciò che mi ha portato alla condivisione, nonostante l’iniziale reticenza, di questo ciclo di opere è l’aver constatato che nel corso del tempo diventano estremamente mutevoli. Mi sono reso conto, nel corso degli anni, che riguardando questi lavori accantonati nel mio studio a mano a mano che il tempo passa cambiano significato, acquistano più spessore, diventano cronaca e narrazione del recente passato. Le immagini assumono sempre più il ruolo di un racconto legato alla memoria di una società che cambia in fretta, continuamente e tende a non conservare il ricordo storico. Le scene del mondo vengono di continuo modificate e sostituite, ciò che era ieri è presto dimenticato in una frenetica osmosi di trasformazione. Così ogni singolo quadro diventa un frammento di vita trascorso. Immagini, spots e slogan, che al momento possono sembrare ovvie e scontate, perché rappresentano una realtà giornaliera che conosciamo bene perché la viviamo, dopo solo poco tempo, nel continuo susseguirsi e alternarsi, vengono dimenticate, ciò che era ieri oggo non c’è più. In questa frenetica corsa la funzione della memoria è quasi annullata. Future pop city vuole essere un racconto per immagini di ciò che era ieri motivato dal bisogno personale di fermare, come un fotogramma di istanti di vita quotidiana.

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  • Pubblicatagiovedì 27 ottobre 2022