E L'ANGELO GUARDÒ LA LUNA © IRISV

2017

E l'Angelo guardò la luna,
contemplandola come Venere sognante,
attonito e assorto, senza distoglier sguardo,
dacché, già, l'avea notata,
la notte, al suo usual incedere fatato,
mai rimirandola come in cotal momento.

Parea dipinto,
sì talmente immobile com'era, da parer finto,
tutt'uno, sopra l'esiguo scoglio che l'accoglieva.
Turbato, com'un innamorato, ebbro d'ardore,
ch'andava a intonar la serenata ch'avea nel cuore.
S'avesse avuto voce, per quel cantico d'amore!

Regina della notte, al palesars'in cielo,
enfasi e stupore,
per l'astro incoronato d'alone luminoso,
che riflettea sul mar barlumi luccicanti a pelo d'acqua,
brillanti luccichii d'argento,
sopr'al candido riverbero, delineante strana rotta.

Rotta del desiderio... pensò l'Eccelso.

E l'Angelo guardò la luna,
pensando alla sua veste immacolata,
perpetuo, il suo scrutare solitario,
nel tempo suo, ch'andava a terminare,
gioendo, di splendor ch'avrebbe perso,
non soffermandosi, quell'attimo d'eterno.
Informazioni tecniche
  • Codice Gigarte.com:GA131570
  • Tecnica:E l'Angelo guardò la luna, contemplandola come Ve
Lascia un commento / scrivimi
Inserisci il tuo nome
Inserisci un indirizzo email corretto
Inserisci un messaggio
Pubblico (mostra in questa pagina) Privato (invia solo a Iris Vignola) Commento pubblico o privato
Cliccando su "invia il messaggio" accetto che il mio nome e la mail vengano salvate per la corretta erogazione del servizio


  • Codice:GA131570
  • Tipo:Poesia
  • Creata nel:2017
  • Archiviata il:sabato 23 giugno 2018