Lorena Gherardi
pittrice
Ero una bambina piuttosto timida e introversa, e soltanto nell’”arte” riuscivo a sentirmi davvero al sicuro e protetta. Raggiunta l'età per frequentare le scuole superiori, scelsi di intraprendere gli studi artistici. Proprio in quel periodo uscì un carattere particolarmente ribelle, una scontentezza generale su cio’ che mi circondava e una folle voglia di cambiare il mondo. Sentivo dentro di me crescere sempre piu’ forte la tensione con cui affrontavo la quotidianità. E li ancora una volta l’arte fu la mia salvezza, il mio approdo, il mio amore ma anche la mia fonte di rabbia. Mi sono poi iscritta all’Accademia di Belle Arti, e forse, acquistando un po’ di maturità e di consapevolezza ho trovato il coraggio di mettermi in gioco e iniziai così a fare i miei primi concorsi e le prime esposizioni. E grazie ai riscontri positivi ricevuti e a chi mi ha sempre appoggiato, per un certo periodo, ho continuato nel mio lavoro. Purtroppo, ad un certo punto della mia vita, causa vicende personali, è diventato particolarmente doloroso il rapporto che avevo con l’arte. Era difficile riuscire ad avvicinarsi ad un pennello, a un tubetto di colore, scavare dentro di me per portare le emozioni sulla tela. Ad oggi, dopo essermi ricostruita pezzo per pezzo, ho deciso di continuare questa attività, con la stessa voglia di introspezione ed analisi di un tempo, ma con una visione nuova. Nonostante cio’, da sempre tutto il mio lavoro è incentrato sull’uomo oggi, l’individuo, soffocato e oppresso da cio’ che lo circonda (dal troppo materialismo all’incertezza totale). Con la prospettiva di un futuro incerto e precario come non mai, si trova completamente solo ad affrontare ogni piu’ piccola parte delle sue angosce, delle sue paure, dei suoi incubi e delle sue ombre. Attraverso la tensione di posture innaturali e forzate, la fragilita’ di corpi nudi e l’impusivitàdel segno, ho scavato nelle mie emozioni, nelle paure e nelle passioni. E così continuo il mio scontro, questa guerra perenne con i miei fantasmi.