Recensione del prof. Luigi Crescibene

" ... Il suo discorso pittorico, liricamente incardinato nella consistenza della vaghezza, capta ed esteriorizza fremiti lievi, passioni sanguigne e carnali, introiezioni consapevoli, suggestioni, irrazionali modulazioni, increscapure, tensioni, incrinature frantumate, aggrumate o dissolte, pencolanti fra oggettività cercata e l'io che irrompe e, pur sorvegliato, palmita, freme, si inarca, si ripiega, si tende, sussulta, si fa luce chiara, baluginio che sfrangia la trama di ombra e di nero, che luccica, bisbiglia, sospira, disfa la compattezza, si fa tenerezza arcana, si fa soffio di luce nella nebbia, dispersa, lontana, oltre l'orizzonte. Lorenzo Basile fissa anche l'attimo. Esso diventa simbolo, si fa lampo di rara intuizione che apre la grigia trama che vela la vita. Elementi eterei, favolosi, corposi si addensano oltre gli angusti spazi del tempo, si fanno brandelli, schegge, scaglie baluginanti di mistero che avviluppa, inebria, stordisce, disperde..."

di prof. Luigi Crescibene
Critico d’arte, Scrittore e Giornalista

Opera di riferimento

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