Cemento su tela estroflessa: questa la tecnica cui è approdato Magi Matteo dopo lunga ricerca. L’artista è indubbiamente un poeta che sogna ad occhi aperti, realizzando l’intuizione primaria, lasciandosi condurre dalla su istintualità innata e conservando, al contempo, un mirabile controllo sulla forma. Le sue creazioni sembrano richiamare alla mente i tagli di Lucio Fontana, ma Magi va oltre il bidimensionale e apre questi tagli dandogli profondità e armonico movimento. L’artista è riuscito a creare così una magica astrazione d’ambito lirico. L’indubbia professionalità esecutiva dell’autore, con il valore aggiunto di una forte sensibilità interiore, ha permesso di realizzare un raffinato costrutto plastico. Un’opera concettuale e significativa poiché lascia l’astante libero di interpretarla.

di Paolo Levi
Critico d'arte
2016

  • Pubblicazione:catalogo Arte Impero
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