Panorama di Isola delle Femmine ( Palermo )

45)- 1 - Questa foto l'ho fatta per riprodurla sulla tela. Isola delle Femmine è un paesello nella provincia di Palermo, prense questo nome in seguito alla storia avvenuta ( per come si racconta )nell'isolotto di fronte ad esso. Da questa foto vi mostrerò come procederò a trasferire l'immagine con alcune aggiunzioni, come le onde spumeggianti che si scontrano dai due lati opposti.
In ogni immagine vi racconterò una parte della storia dell'Isola delle Femmine.

45)- 2 - In questa vi mostro la foto ingrandita in alto e sotto di essa alle stesse dimenzioni una tela su cui disegnerò l'Isola delle Femmine.

45) - 3 - questo il sistema che adotterò nel copiare la foto da me scattata.

Sulla costa nord-occidentale della Sicilia a circa sei miglia da Mondello, al di là del monte Gallo oltrepassate la punta di Barcarello e la conca di Sferracavallo, c’è Isola delle Femmine. Un’isola che non è un’isola e che con le donne non c’entra affatto: anticamente era un piccolo villaggio di pescatori sulla terraferma intorno ad una grande costruzione feudale, poi una vasta borgata marinara, emblematico esempio di espansione peschereccia è oggi un importante centro turistico e di villeggiatura nonché una delle mete preferite dei surfisti locali, con una singolare riserva naturale marina e terrestre

45) - 4 - L'Isola prende forma.

L'origine del nome del comune di Isola delle Femmine risale alla leggenda che vede nell'isolotto un penitenziario femminile, come testimonia Plinio il Giovane (62 d.c.) in una lettera indirizzata a Traiano.
Altra testimonianza fa risalire l'origine del toponimo al termine latino insula fimi, ovvero "Isola di Eufemio", generale bizantino governatore della provincia di Palermo.
Le prime fonti storiche documentate e testimoniate da reperti archeologici, risalgono al periodo punico. Probabile colonia cartaginese, il sito presenta la particolare condizione di sicuro porto dietro l'isolotto, al riparo contro i venti di levante.

45) - 5 - In questa immagine ho iniziato il muretto che separa la scogliera alla stradella.

Dal bollettino ecclesiastico di Monreale datato 1912 si legge che, con l'antico nome di "isola di fimi", risalente al 1176, si intendesse l'isola che sorge all'imboccatura del seno marittimo che si estende verso ovest sino a Punta Raisi , nel territorio di Carini; definito anche prope portum gali, poi Porto di Gallo nel 1581, ed oggi corrispondente al punto di Grotta dell'Olio, tra il promontorio di Barcarello ed il Malpasso.

45) - 6 - Inizio a tracciare la tormentosa scogliera dal lato sinistro della tela.

In data imprecisata venne costruita la tonnara di fimi, dal latino fimis trascrizione del vocabolo arabo fim (bocca o imboccatura), termine poi trasformato nel dialetto fimmini ed italianizzato in femmine. La tonnara venne donata nel 1176 da Guglielmo II il Buono all'abate Teobaldo, vescovo di Monreale, notizia confermata da Federico il nelle sue lettere del 1320.
Intorno al 1400 venne edificata una modesta chiesa adiacente alla tonnara per il culto dei pescatori. Tra i secoli XV e XVIII, lo pirateria praticata in tutto il bacino Mediterraneo arrecò danni all'economia e ai traffici marittimi delle zone limitrofe alla fascia costiera, compresa la comunità di Isola delle Femmine.

45) - 7 - Continuo a disegnare un'alra parte della scogliera.

Si presentò così la necessità di fortificare i centri urbani costieri con un sistema di torri allineate a pianta quadrata e circolare, sui punti più elevati del territorio, per avvistare il nemico proveniente dal mare, avvisare in tempo la popolazione per l'evacuazione e predisporre la strategia difensiva necessaria per contrastare gli sbarchi nemici. Alla fine del XVI vennero progettate e costruite centinaia di torri con la collaborazione degli architetti più illustri del tempo, quali Tomasello, F. da Bergamo, Spannocchi, Camililiani, il quale nel 1583 compie un sopralluogo e una dettagliata relazione delle coste dell'isola siciliana.

45) - 8 - Sono molti i particolari che contengono la scogliera ma vedrò di rappresentarli tutti.

Ancora sono oggi presenti come segno di forte caratterizzazione del territorio comunale, anche se non adeguatamente valorizzate, i ruderi delle due torri in mare e in terra, risalenti a quel periodo. Sull'isolotto, già meta di frequentazione in età punico-romana, attestata dal ritrovamento delle cisterne e delle ancore di piombo nello specchio di mare tra Isola e Sferracavallo li, sorge la "torre in mare", progettata dall'arch. militare toscano C. Camilliani ed eretta alla fine del 16'00 a difesa del borgo marinaro e delle zone limitrofe

45 - 9 - Vado completando lentamente il mosaico della scogliera.

La costruzione presenta una pianta quadrata e parte basamentale scarpata, con due cisterne per la raccolta delle acque meteoriche e struttura muraria portante con spessore di oltre due metri. La "torre in terra", la cui presenza è testimoniata già nel 1176 a difesa della "Tonnarella monta e leva", è edificata su una probabile preesistenza, già citata nei
documenti risalenti al 1329 e 1383.

45) - 10 - Questa la bozza della futura pittura. Adesso che l'ho completata passerò a dare una base per i sottofondi ed in seguito inizierò la pittura vera e propria.

Adeguata alle esigenze difensive intorno al XV secolo, è costruita in conci di tufo e presenta caratteristiche simili alle torri di Mondello e di Sferracavallo, con una pianta circolare con due piani fuori terra, di cui quello inferiore adibito a cisterna e quello superiore con volta a cupola, utilizzato dai torrari come magazzino per le armi, vettovagliamenti e guardiola. Sulla copertura il terrazzo, raggiungibile con scala interna parzialmente demolita, è contornato da un parapetto con le aperture per le bocche da fuoco.

45) - 11 - Ho dato un leggero strato di colore al cielo all'isolotto al mare e sul parapetto stradale, ho voluto dare un movimento del mare vicino la scogliera.

La torre conservava fino a pochi anni fa le tracce dell'originaria pavimentazione in campigiane, dell'intonaco e della rete di convogliamento e raccolta delle acque meteoriche alla cisterna.
Recentemente è stata restaurata a cura della Provincia Regionale di Palermo.
Sia l'isolotto che la terra ferma appartenevano nel XVI secolo alla famiglia Bologna.
La tonnara era di proprietà dell'arcivescovato di Monreale e pretesa dal conte Gilberto Bologna, proprietario dei fondi di Capaci che includevano l'attuale territorio di Isola, il quale rivendicava il suo diritto di proprietà affittando le case e i magazzini ai pescatori a prezzi elevati.

45) - 12 - Definito il cielo e l'isolotto ho cambiato il mare aggiungendo le onde che in quel tratto sono sempre presenti dato le due correnti contrarie, ho anche iniziato la pittura alle scogliere.

Nel 1799 il territorio costituente parte del fondo dei Conti di Capaci fu concesso ai pescatori per edificare un borgo, che in quel periodo presenta una modesta inurbazione con i luoghi caratterizzanti identificati nella chiesa e nella tonnara, divenuta abitazione della famiglia Bologna dopo il suo abbandono da parte dei pescatori per il cambiamento di rotta dei tonni, oggi attuale Casa Municipale. Si configura così il nucleo iniziale del centro urbano di Isola delle Femmine costituito nelle attuali vie di Maggio, via Roma, via Romeo, ed il cui asse trasversale è costituito dall'edificio della tonnara e dalle piazze Umberto I e piazza XXI Aprile.

45) - 13 - Definita la stradella e con lei il muretto terminerò anche la scogliera.

Ai lati dell'aggregato sorgono il Piano Levante e Piano Ponente, in cui si stendevano le reti ad asciugare. Considerate la configurazione del suolo del territorio, non adatto alla coltivazione, l'attività principale si è sempre rivolta alla pesca, in particolare del tonno che stagionalmente attraversava le acque territoriali dei dintorni, caratteristiche queste che hanno condizionato lo sviluppo economico, sociale e urbanistico del territorio legato al mare come fonte di sostentamento, ancora oggi la risorsa principale di molte attività locali.
La ricchezza della fauna marina ed il clima favorevole permisero l'edificazione e lo sviluppo urbano della borgata marinara in centro urbano denominato nel 1831 Tonnara e volgarmente definito "capaci iusu"- Capaci sotto-.

45) - 14 - Mancava l'erbetta al di sotto del muretto, posso dire che la pittura sarebbe completata, manca soltanto di apporre la mia nuova firma.

Il nome Tonnara risale al 1800-10 e deriva dalla presenza a levante dell'isolotto del sito in cui venivano calate le tonnare. Nel 1854 la borgata di Tonnara, appartenente al comune di Capaci, divenne un comune indipendente con uno stato civile e denominato Isola delle Femmine.
La popolazione da allora cresce in progressione, tranne il periodo tra il 1880-1900 in cui una consistente percentuale degli isolani emigrò a bordo delle resistenti imbarcazioni; locali dette “Capaciote “. L'emigrazione diventa esodo verso il miraggio americano, con la fondazione del
nuovo borgo di Pittsburg, sul fiume Sacramento, presso San Francisco.

45) - 15 - Adesso posso dire che la mia opera è completa, ho posto la mia firma in basso a destra, mentre sul retro oltre la data ho sritto ciò che rappresenta il quadro.


L'espansione demografica riprende nel 1965 con il trasferimento stagionale della popolazione di Palermo per le vacanze estive.
Nel 1997 la Regione Siciliana istituisce la Riserva Naturale Orientata ( R.N.O.) dell’Isola delle Femmine ( l’Isolotto ) e nel 2003 il Ministro dell’Ambiente istituisce l’Area Marina Protetta di Capo Gallo – Isola delle Femmine, a testimonianza delle bellezze a importanza paesaggistica, ambientale e naturalistica del territorio e del mare di Isola delle Femmine