Mauro Gasparinetti
scultore
Si avvicina alla scultura in giovane età, e decisamente lontano dagli ambienti accademici. Le spiagge di sabbia fine sono i suoi laboratori ma non ama definirsi propriamente un sand artist, non è la celebrazione della tecnica scultorea di un materiale così friabile ad interessarlo, bensì la sua stessa caducità. Infatti è sulla battigia che nascono quelle che, alla fine, potrebbero anche definirsi delle performance: corpi abbandonati e lascivi in attesa della marea che li dissolverà. Ciò che lo affascina è questo gioco che ricorda molto il Mandala tibetano dove il paziente e lungo lavoro di creazione viene spazzato via da un colpo di vento o, come in questo caso, da un'onda. Con il tempo questa passione si è trasformata, quasi per osmosi, in una vera e propria attività di studio, a contatto con un altrettanto nobile materiale naturale: la creta. Ma i soggetti continuano ad essere gli stessi: corpi, spesso femminili, in pose classicheggianti ma intrisi di uno spirito arrendevole, remissivo. Come se questa apparente sottomissione della donna nei confronti del maschio dominante fosse in realtà, la mossa vincente e gloriosa di una umana natura troppo spesso sedotta dal modello dell'invincibilità ad ogni costo, tipica della società dei consumi e dei media. E' tra gli scatti dei più celebri fotografi contemporanei di nudo che spesso trova i suoi pretesti estetici e le forme che utilizza, Karel Vojkovsky, Ruth Bernhard, ed altri importanti artisti.