Paolo Uttieri
pittore
Paolo Uttieri nasce a Napoli nel 1960 e già nell'adolescenza mostra una spiccata inclinazione per le arti figurative. Viene notato a scuola per come disegna tanto che i suoi lavori vengono esposti nelle sale dell'istituto che frequenta.Dopo qualche anno , interessato ai classici della pittura, gira per le sale dei musei alla ricerca di capolavori da ammirare e l'entusiasmo è tale che scrive due saggi, uno su Leonardo da Vinci e uno su Raffaello, che verranno poi pubblicati, con grande piacere dell'editore nel biennio 1984-85 su una Rivista di Arte di Milano.Comincia a sperimentare la sua pittura con opere legate ad uno stile surrealista. Cerca il confronto partecipando a diversi Concorsi e Rassegne d'Arte , ma ben presto approda ad una decisiva innovazione stilistica. Fondamentali sono le prime mostre personali tenute a Napoli nel 1988 dove presenta un nuovo modo di intendere il figurativo basato sulla dominanza del colore nero che, in fitti ricami, crea complesse immagini che poggiano la loro struttura su fondi tenuamente colorati. La stampa di settore si interessa al suo operato e, dal 1984 al 1987, viene recensito su giornali e riviste per decine di volte.Decide di mettere ordine e di fissare i canoni di questa sua idea pittorica che definisce "Nerismo" .E' un nuovo modo di intendere il colore nero in pittura e di estrapolare contenuti e significati da semplici immagini. Lo fa pubblicando ufficialmente nel 1988 su una rivista di arte il I° Manifesto del " Nerismo". Espone al pubblico concretamente con una personale avente titolo "Dal Surrealismo al Nerismo" Riceve grandi consensi di critica e di questa mostra se ne parlerà fino al 1990 in un articolo pubblicato sul quotidiano Nazionale" Avvenire ".Inaspettatamente inizia però una pausa che durerà fino al 2004. Per circa16 anni dipinge freneticamente al solo scopo di sperimentare e di approfondire la sua ricerca. In questo periodo molti lavori che non lo soddisfano spesso non vengono terminati o addirittura distrutti .La scossa però arriva nel 2004 quando viene invitato a partecipare ad una collettiva d'arte a Venezia. Da quel momento, non contando le mostre all'estero e le fiere d'arte, espone in Italia per oltre 70 volte .In diverse occasioni ha modo di conoscere e apprezzare le opere del maestro Antonio Tammaro e di scambiare opinioni con Guglielmo Roehrssen, esponente del futurismo a Napoli e cronologicamente l'ultimo artista futurista in Italia. Insieme a quest'ultimo partecipa a diverse collettive d'arte. Inizia poi anche la sua esperienza a livello internazionale esponendo in Senegal, più volte in Francia a Cannes, nel Burundi in Africa, in Marocco ed in Inghilterra presso la pubblica biblioteca di Macclesfield.E' presente in molte Fiere ed Expò d'arte, fra le quali si ricordano quelle di Parma, Padova, Bari, Brescia e Viterbo. Dal 1985 fino al 2013 viene recensito su giornali e riviste di settore per oltre 110 volte e conta più di 45 inserimenti in cataloghi d'arte, Enciclopedie, Dizionari e Annuari d'Arte.Viene anche evidenziato, quale artista, in due volumi di Storia dell'Arte dei quali il secondo inviato al Metropolitan Museum of Art di New York ed ivi archiviato nella Biblioteca Thomas j. Watson appartenente allo stesso Museo.Ultimamente è stato selezionato, sul bimestrale d'Arte "Effetto Arte", diretto da Paolo Levi, per l'ammissione al progetto editoriale "Artisti" esaminato da Vittorio Sgarbi.