Tempo- Portrait

Fotografia Digitale- Elaborazione, Fujifilm Professional Paper DPII Silk, 2014

Informazioni tecniche
  • Codice Gigarte.com:GA83988
  • Misure:50 cm x 50 cm
  • Tecnica:Fotografia Digitale- Elaborazione
  • Stile:Ritratto
  • Supporto:Fujifilm Professional Paper DPII Silk
Informazioni sulla vendita
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Descrizione

Il Ritratto
(come entelechia)

Il concetto di entelechia, parola a cui approda la ricerca di Leonardo Sciascia intorno all’essenza della fotografia, mi si offre come punto di partenza per una riflessione nata dall’osservazione di tanti ritratti pittorici e fotografici.

“Il ritratto fotografico come entelechia”, è il titolo del saggio che ho letto, ideato da Sciascia, ispirato a un verso di Paul Valery:

«Se mi trovassi davanti a questa effigie/ Ignoto a me stesso, ignaro dei miei lineamenti/ In tante orrende pieghe d'angoscia e d'energia/ Leggerei i miei tormenti e mi riconoscerei»

Nell’ approfondire il tema, sono stata colpita anche dalla lettura di un’ intervista del fotografo Franco Carlisi, al fotografo Guido Harari, dove in un passaggio, Carlisi chiede ad Harari:

F.C.: Il ritratto di un artista, che magari abbiamo conosciuto attraverso le sue opere, pare collocarsi in una sospensione temporale o meglio in un tempo immutabile dove convergono, i percorsi della sua opera e della sua vita. Considerando il ritratto come entelechia, qual è l’idea del tempo che in esso si dispiega?
G. H: Siamo tentati di riconoscere a un ritratto una capacità di sintesi del soggetto che di fatto non possiede. Un ritratto coglie un intervallo infinitesimale nella vita del fotografo e del fotografato, due universi che collidono per una frazione di secondo. Un falso mito promuove poi quell’immagine, frutto di una collisione spesso frettolosa, a icona rappresentativa dell’interezza del percorso esistenziale del soggetto. È una trappola sentimentale, nulla di più, un abbaglio prospettico. Spesso il ritratto esibisce soltanto quello che il soggetto voleva che il fotografo vedesse o peggio ciò che il soggetto riteneva vendesse bene qualcosa di sé.
Punto di vista condivisibile, quello di Guido Harari, se si pensa che la fotografia è ontologicamente una sintesi, “un intervallo infinitesimale nella vita del fotografo e del fotografato” / “un abbaglio prospettico”, teoria che collima perfettamente con quella di Praz, che apre Il saggio: “Il ritratto fotografico come entelechia” demolendo il luogo comune della maggiore somiglianza della fotografia rispetto alla pittura.

I ritratti che presento sono elaborati digitalmente, essi si rifanno al pittorialismo ma non per imitare i canoni estetici propri della pittura, come fu per l’800, al contrario; credo infatti che la disponibilità dei nuovi strumenti post produttivi, nelle arti figurative, consentano di esprimere al meglio la propria visione contemporanea del mondo. Poichè i muri tra le diverse forme d’arte sono definitivamente crollati, la fotografia è finalmente libera di uscire dai suoi schemi "classici".
La tecnica che ho scelto di utilizzare credo esprima al meglio il concetto di ritratto fotografico come entelechia, perchè ciò che intendo rappresentare è un ideale, un modello iconico che, secondo la teoria aristotelica, è l'irraggiungibile massima espressione di un'identità.

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  • Codice:GA83988
  • Tipo:Fotografia
  • Creata nel:2014
  • Archiviata il:giovedì 13 febbraio 2014