La favola è un Gioco

La Favola E' Un Gioco



è il percorso fotografico ed artistico proposto da PiziArte, in cui l'ascolana Stefania Piccioni utilizza la tecnica del fotocollage digitale o del fotomontaggio, che ricordano le associazioni di pensiero ed i flussi di coscienza del Dadaismo e del Surrealismo.



E' un'indagine introspettiva, fatta attraverso il linguaggio dell'anima, , in cui ogni fotografia riconduce ad una fiaba, rielaborata in chiave onirica ed allegorica.



Un Minuto Dopo Mezzanotte e' dedicata alla capacita' di cogliere l'attimo fuggente, di vivere secondo il precetto classico del "Carpe Diem", dell' Hic Et Nunc, del "S'ei Piace, Ei Lice", che Cenerentola aveva coraggiosamente interpretato in tempi non sospetti.



Nel Bosco che non Conosco, abbiamo la curiositas gnoseologica di chi sfida i limiti imposti dai divieti razionali del mondo degli adulti e di chi decide di intraprendere quel percorso di crescita, così irto di ostacoli,dal quale si può uscire solo più forti e determinati, a tal punto che il lupo, ridotto ad un mero giocattolo, non fa più paura a Cappuccetto Rosso, che, con la spavalderia dei piccoli, lo spedisce alla velocita' della luce su una palla di fuoco, lontano dai sogni dei bambini.



La Libertà di Pino e La Direzione sono un inno al libero arbitrio, alla libertà di scelta individuale, che ogni ragazzo, come Pinocchio, possiede nel momento in cui decide di cimentarsi nella scelta della vita, assumendosene tutte le responsabilità.

La bambina presente in tutte le fotografie è sempre lei, Stefania Piccioni, che ha recuperato dall'album di famiglia le foto che le scattava il padre, fotografo di straordinaria bravura ed estremamente creativo, da cui ha ereditato il DNA artistico ed il coraggio di mettersi sempre in gioco,davanti e dietro la macchina fotografica.



Nel Paese dei Predecessori , però, il bambino è il padre di Stefania e la spiaggia e' quella della località abruzzese di Martinsicuro, dove egli svolse la sua attività professionale.



Il Barone Rampantissimo ritrae un "eroe" dei nostri giorni, un concorrente del Grande Fratello, abbarbicato ad un albero, che confonde la sua natura fitomorfica con il disordine architettonico di strani grattacieli, che ironizzano, alla maniera di Calvino, sulla fiducia dell'uomo di ogni tempo nel progresso e nelle scienze.



Il Diavoletto Fece Capolino mostra una Cinquecento giocattolo, da cui si affaccia, impertinente, la piccola Stefania, sorretta dalla madre, splendida nella versione Anni '70, che la regge con forza, tra un fuggi-fuggi generale di mollette per i panni, mentre indica un punto indefinito dell'orizzonte, la meta creativa della sua esistenza, a cui la nostra artista non è ancora arrivata.



Favole che raccontano storie di vita.



Vita vissuta narrata con linguaggio da fiaba, in cui tutto è sogno, visione, miraggio.

In cui tutto appare attraverso lo sguardo incorreggibile di una bambina, ormai cresciuta e madre, ma che conserva, di fronte allo spettacolo della vita, lo stupore e l'innocenza del "fanciullino " pascoliano.

Tutto questo nelle fotografie di Stefania Piccioni.



di Maria Cristina Calvaresi
Docente
2014

Opera di riferimento

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