Puledda Giovanni
pittore
-Critica: Dtt Salvatore Russo. Frastuoni dell’anima. Visioni archetipiche di mondi metropolitani. Dissonanze cognitive e sillogismi della mente. Queste le caratteristiche principali della pittura di Giovanni Puledda. Il giovane Maestro si confronta con alterità altre rispetto al banalmente evidente. Le sue sono testimonianze “urlate” di realtà che tutti noi abbiamo sotto gli occhi. Grazie ad un’elaborata grafia visiva, Puledda riesce ad elaborare un proprio alfabeto. Una calligrafia chiara che gli permette di rappresentare persino il non noto. L’aristocrazia del tratto e l’estrema complessità del segno rendono Giovanni un Artista dalla forte personalità. Le sue architetture visive, capaci di creare nuove geometrie della mente, conducono l’astante verso altri mondi. La sua è una figurazione che va oltre la banale accademia. Sinfonie melodiche essere tracciate lungo la tela. Il linguaggio segnico utilizzato da Puledda è un linguaggio estremamente comunicativo. L’astante ne rimane sedotto. Affascinanti visioni. Ecco come definirei il dolcemente sussurrato su tela da parte di Giovanni Puledda. Al caos delle cose, Giovanni sostituisce la geniale razionalità del rappresentato. Nessuna scorciatoia concettuale, nessun intellettualismo della forma. Le sue opere si presentano al grande pubblico dell’Arte con grande sincerità. Puledda è destinato a calcare i palcoscenici artistici più importanti dell’Arte contemporanea. La sua è un’Arte libera da qualsiasi contaminazione. Un’Arte di raffinata sintesi. Un’Arte che è destinata ad avere un grande successo. Salvatore Russo