Santissimo Costato

scultura, pittura,istallazione,manipolazione, argilla cotta, acciaio, pvc, rame, legno, resine,, 2019

Informazioni tecniche
  • Codice Gigarte.com:GA148855
  • Misure:110 cm x 70 cm x 9 cm
  • Tecnica:scultura, pittura,istallazione,manipolazione
  • Supporto:argilla cotta, acciaio, pvc, rame, legno, resine,
Descrizione

“SANTISSIMO COSTATO”

Realizzata interamente a mano dalla “fusione” di argilla cotta, acciaio, pvc, rame, legno, resine, glitter e mistura cementizia, ha le seguenti misure 110x70x9 cm. L’opera attinge il suo significato da simboli numerici ed evangelici, che ci riportano al Sacrificio della “Passione di Gesù”, come prova del suo grande amore, da questi elementi si “forgia” il titolo dell’opera:
“Santissimo Costato”
Sulla croce sono applicate “33” targhette in rame, come gli anni di Gesù, suddivise in gruppi di 5, 12, 9,7. Applicate ai profili centrali evidenzia la sua origine quando per la prima volta dal “basso” nell’orto del Getsemani, Gesù si rivolse al Padre, “innalzando” la sua preghiera nell’alto dei cieli, donando all’umanità il privilegio di rivolgersi a Dio come un “Padre”, la scelta pertanto di richiamare ed incidere la pronuncia in Aramaico Antico del “Padre Nostro” con l’auspicio recitandola di sentirci più “vicini” a Dio Padre. Inoltre la croce è realizzata con quattro profili di legno installati in maniera “sfalsata” ad evidenziare il significato del numero “4”, che ci riporta al venerabile Beda (Santo e dottore della chiesa VII secolo), il quale sosteneva che la croce di Gesù fosse stata realizzata con quattro diversi tipi di legno. Il numero quattro inoltre indica l’universo, il mondo, poiché quattro sono gli angoli della terra, quattro i venti principali, quattro i punti cardinali. Il quattro lo ritroviamo infine nel quarto evangelista, Giovanni 19, 28 che recita: “dopo che Gesù è messo in croce, i soldati si dividono le vesti in quattro parti”. La raffigurazione del busto martoriato, sottolinea la “dura sofferenza” sofferta da Gesù, nell’atto della flagellazione quando legato alla colonna di marmo patì l’accanimento dei sei flagellatori che in maniera atroce e disumana lo fustigarono senza nessuna pietà provocandogli gravissime ferite, in particolare quelle riportate con il “flagrum” romano un arnese munito di palline di metallo o frammenti d'osso e poi con cinghie munite di uncini di ferro, che laceravano la pelle e strappavano in brandelli la carne ancor più quelle patite sulla croce.
Il tutto sembra mitizzato, inverosimilmente statico, evidenziato dalle gocce di Sangue e Acqua che fuoriescono dalla ferita al costato, provocata dalla lancia di Longino. L'esegesi di quest’opera è contraddistinta da “Tratti” realistici, che rievocano l’affermazione di Giovanni (1,14) ossia “il Verbo si fece Carne e venne ad abitare in mezzo a noi” e quindi un Dio fatto uomo in tutto e per tutto. Il Santissimo Costato infine è inglobato in uno sfondo a quattro tonalità di colore “Oro” e glitter dorati, in relazione alla Maestà di Dio


Lamezia Terme 05 maggio 2019.


Raffaele MAZZA

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  • Codice:GA148855
  • Tipo:Scultura / Installazione
  • Creata nel:maggio 2019
  • Archiviata il:martedì 28 maggio 2019