Rosa Marigliano
pittrice
Rosa Marigliano, nata a Montalto Uffugo (Cs), vive ed opera a Bari. Si dedica fin da giovanissima età alla pittura e terminati gli studi a Bari frequenta gli ambienti artistici. Nel 1998 presenta la sua prima mostra personale a Bari presso la Galleria \"Unione\" a cui faranno seguito partecipazioni ad importanti premi e rassegne d\'arte nazionali ed internazionali. Alcune recensioni: L\'incanto e la magia della sua tavolozza restituisce smaltata evocazione, nelle quali il colore asseconda la realtà ma penetra ancora più interiormente la verità del bello, tra luci solari o ectoplasmagoriche visioni notturne..... G. Amodio Una alchimia tra una dimensione onirica e una realtà materica, tra orizzonti sentimentali e reali, tra immagini, proiezioni di una sensibilità artistica e quello che di fatto lo sguardo coglie..... Gilda Camero Sulle tele vibrano con intensità, colori simili a frizzanti e leggere note che si dispiegano su di un pentagramma immaginario, creando una sinfonia policroma, che forma e trasforma, accordi prestabiliti di un ritmo incessante e continuo, quasi una ouverture dalla quale scaturisce in una fantasmagorica esplosione di colori e di assonanze a completamento dell\'opera stessa. Le tele, nate quasi per incanto dalla sua pennellata, vivono in una nube cromatica ideale, si nutrono di emozioni e sensazioni soggiacendo ad una realtà quasi sempre fabulistica..... Anna Sciacovelli Rosa Marigliano, nelle sue recenti opere, ha dato la stura alla sua fertile immaginazione e alla sua fantasia guardando alla natura, al paesaggio, a tutto ciò che la circonda, sensa falsi pudori, sensa cedimenti mercantilistici o di committenza voluttuaria, reticenze o occhieggiamenti a mode ricorrenti ma solo per estrinsecare sulla tela bianca le proprie sensazioni ed il proprio sviscerato amore per l\'arte..... Lello Spinelli La raffigurazione del paesaggio e la tematica prediletta da Rosa Marigliano nella sua espressione pittorica, sorgente di infinite sensazioni ed emozioni che l\'artista convoglia con suggestiva terminologia espressiva in immagini intrise di poetico afflato. Motivi stagionali, visioni campestri, angoli naturalistici di rara bellezza distesi lungo le rive di ridenti corsi d\'acqua o nascosti nel folto di una rigogliosa vegetazione, sono ricomposti nelle sue opere con esuberanti intonazioni di vivaci cromie nel trepido vibrare di serene atmosfere. I dipinti evidenziano scioltezza nella strutturazione grafica e prospettica, e una sapiente elaborazione di luci, ombre e colori. In essi la pittrice ricrea validamente quella vitale armonia della natura, cui sintonizza con pienezza i sentimenti e gli stati d\'animo alimentati da una sincera ispirazione, condensando nelle visioni pittoriche incomparabili bellezze e valori universali che danno alimento allo spirito. Vito Cracas Dal sito \"www.literary.it\" L\'impressionismo immaginifico di Rosa Marigliano In primo piano le opere pittoriche di Rosa Marigliano, calabrese di nascita, barese di adozione ormai da lunghi anni, un’artista che è stata gratificata da numerosi premi non solo nazionali, il cui penetrante segno pittorico illustri critici hanno posto in rilievo. Tante le mostre personali e le collettive presso Gallerie o nelle suggestive location dei castelli pugliesi, ultima la collettiva del 23 marzo 2013 al Castello Carlo V di Monopoli, da lei stessa organizzata per valorizzare il paesaggio costiero pugliese nell’arte. Le tele della Marigliano attraggono, rigenerano mente e cuore, e noi evidenziano la particolare sensibilità nell’impostazione narrativa e cromatica con cui appaiono armoniosamente fusi il verismo impressionistico e l’anelito all’onirico. Nulla ha infatti la sua pittura da spartire con le ultime sperimentazioni materiche, con certe avanguardie che, nella tensione alla frattura da un’ars ritenuta, sotto ogni aspetto, inadeguata a divenire espressione di un animus in repentina trasformazione, si sono volte a imprimere segni talora discutibili. La Marigliano sembra tornare a certi paradisi del pennello impressionista, fa suo il en plein air per cogliere la vera essenza delle cose, di paesaggi nelle diverse gradualità della luce. La narratio segnica e cromatica è lontana da avanguardie espressionistiche e accademie, vicina ai macchiaioli, impressionisti ante litteram, innovatori per l’uso di macchie di colore, verismo artistico in contrapposizione al canone romantico o neoclassicista sino ad allora accolto, considerato. Ma il tempo –si sa- è divenire trasformativo sotto ogni aspetto, pertanto anche l’impressionismo della nostra artista non ripete sé nel sentimento del passato, nelle forme di una realtà quale poteva apparire ai pittori dei secoli scorsi, tanta storia è passata ed il pensiero ha macinato concezioni diverse, considerato l’esistenza sotto inquadrature che ben poco serbano di ottocentesco o del primo Novecento. Quel che potrebbe ritenersi rivisitazione, include, dunque, nuovi stimoli artistici che toccano l’interiorità più profonda, le esigenze del momento storico. Oggi, nella continua lotta per la sopravvivenza, nell’ansia di dover essere sempre al passo di una tecnologia che muta a ritmi di impressionante celerità, la Marigliano cerca ristoro nella dimensione di un reale immaginifico, talora onirico, ed il pennello si fa pertanto espressione di un bisogno sempre più avvertito, coglie il reale nella luce anche dell’anima. Il suo sguardo en plein air è su taluni arroccati paesaggi calabri innevati oppure battuti da onde marine, richiamo della terra natia avvolta in fantasiose visioni, ma anche sugli splendidi paesaggi marini pugliesi dove sembrano quasi per magia emergere cattedrali e castelli dall’acque, su rasserenanti momenti di vita passata, sulle attese di momenti da vivere separati dal mondo, difesi magari da una vegetazione posta in funzione quasi di barriera. Le care visioni di un tempo che potremmo definire ‘lento’ rispetto all’odierno convulso procedere, sembrano esprimere il bisogno dell’artista di un rifugio da materialità e frenesia imperanti, ritaglio del battito dell’anima, simbiosi con la natura nella stasi di ogni lotta. Una pittura dove il segno narrativo appare sfumato per lasciare spazio a tuffi emotivi provenienti da cromatismi luminosi, solari, si fanno scuri nei notturni dove pur sempre fasci di luce immergono i paesi in narrazioni fabulistiche. E una ridente flora illumina le tele, alberi di sole, distese di girasoli, tenuità di verdi, di blu che si sbiancano confondendosi con serenità di cieli, e rosa e viola e nei campi, come sospesa, qualche sedia solitaria in attesa di chi voglia immergersi in una natura ridente, ritrovare la serenità perduta. Scarse le presenze umane e così ridimensionate nei brevi segni grafici e cromatici da lasciare spazio intero al lussureggiare coloristico che invade la narrazione, e sfioccheggia, si assembla, nuovamente si sfalda in pennellate brevi. Talora si veste anche di corposità sensuale nel rosso acceso dei papaveri o si drammatizza nel tronco contorto del millenario ulivo pugliese. In Rosa Marigliano la sostanza materica ritorna ad essere pittura, non oleografica o fotografica ma espressione di un sentimento che si volge all’ubi consistam del suo esistere e lo trova nel paesaggio naturale non funestato dalle sbornie umane degli ultimi decenni, intatto come oggi può esserlo nella visione immaginifica, onirica. Prof.ssa Antonietta Benagiano