2019 Presentazione della mostra Personale

Le forme pittoriche del cammino umano: sussurri e grida dell' interiorità in Lucia Sanavio

“ I dipinti della Sanavio ci permettono innanzitutto di approcciare l’arte in generale, quindi di entrare nel mondo pittorico dell’artista venendone sorpresi ed avvinti ed infine ci convincono che quanto esposto è anche un qualcosa che ci appartiene e che ci fa correlare l’arte alla vita, alla vita nostra e di tutti coloro che con noi interagiscono, per un più pieno e lieto sviluppo del nostro cammino.
L’esposizione di questi quadri ci ricorda dapprima come avvicinarci alla pittura, insegnandoci che quella visione fugace che di solito prestiamo ai dipinti, dai grandi capolavori a quelli di artisti ancora da scoprire, se basta a farci entrare con empatia o pure immediato trasporto nella visione proposta, spesso non riesce a cogliere la piena potenzialità e gli intenti di quanto si agita sulla tela.
Occorre avvicinarsi alla superficie del dipinto, scrutare il linguaggio delle pennellate, delle contrapposizioni di forme-luci-e colori, osservare in prossimità gli sfondi dove appaiono figure e segni prima invisibili, per scoprire così all’interno dell’opera altri elementi significativi, originanti una vibrante dialettica tra le parti e le parti e il tutto, che nell’intenzione del pittore esprimono un senso ben oltre l’usuale visione estemporanea, a distanza di spazio come di sentimenti.
Ed è quanto accade con i dipinti della Sanavio, che attirano inizialmente per via della loro forza cromatica, di una carica decorativa derivante da una sensibilità femminile che si nutre anche del valore simbolico ed universale dell’oro e baluginii preziosi, della dinamica compositiva che muove abilmente le forme e le forze nel quadro e che si impone con immediatezza e piacere nel nostro vedere e sentire.
Ma tutto questo non basta: i dipinti della Sanavio non sono solo delle belle campiture di colore, delle riuscite tappezzerie cromatiche, delle danze figurative ed astratte che s’accontentano di essere ammirate da lontano ad onor dell’artista. No, tutti questi quadri esigono l’ulteriore livello, vogliono che ci si avvicini, che si presti attenzione al più sottile e nascosto intrico di linee, di scalfiture, di graffi cromatici e materici che sconvolgono questo suadente scenario pittorico, facendolo significare ed esprimere in una maniera diversa ed essenziale. Non solo, ci invitano a scoprire gli antagonismi tra queste diverse parti del quadro, il loro diverso pulsare, il loro agire un dialogo continuo sulla tela.
In questo modo giungiamo al secondo livello di relazione con l’opera, quello specifico dell’artista in questione, che in queste sue contrapposizioni pittoriche esprime la propria urgenza espressiva, la propria visione del mondo e le proprie domande sul suo percorso come persona singola e come membro di una più ampia collettività.
Scrutando con attenzione i quadri e lasciandoci guidare dalla loro scrittura segnica e cromatica possiamo così sentire quei sussurri e quelle grida che hanno dato il titolo alla mostra.
Lucia propone qui un percorso di introspezione che non esita a cogliere le più intime ansie, paure e timori della propria storia personale e della storia attuale del mondo.
Sono queste le “grida”, che esprime nei dipinti in ritratti pensosi ed assorti e in fragranti, deflagranti colorismi delle tinte ataviche del rosso (il dolore, il sangue, ma anche la forza), e del nero (tutte le oscurità dell’animo e i disagi e crimini della società), cui accompagna un vasto guizzare di linee grigie, graffi e ferite pittoriche sulla tela, cui prima si è accennato.

Da qualche altra parte del quadro ecco però i “sussurri”, un più calmo e rassicurante invito al superamento delle difficoltà e dell’empasse personali e collettive: si tratta di porzioni astratte dalla serica stesura a spatola, che si offrono placide e dolcemente vibratili in una infinita prossimità con le parti inquiete circostanti, cui si contrappongono anche cromaticamente affidandosi ai toni rasserenanti dell’azzurro, tradizionale espressione della spiritualità e della rinascita .
In ciascun’opera, quanto di dinamico ed agitato, anche in senso viscerale e metaforico, trova una possibilità di superamento in queste stesure ai margini della tela, a volte impreziosite da simboliche venature d’oro. È la promessa di conforto, bellezza ed equilibrio che l’arte spesso lascia intravedere, lasciando a noi il compito di trovare la risposta su come realizzarla nella nostra quotidianità, superando gli egoismi, le diffidenze, le violenze private e societarie che ancora e sempre compiamo nel mondo, anche nei confronti delle donne, cui i dipinti della Sanavio espressamente spesso si rivolgono.

Ci accorgiamo allora, e qui approdiamo al terzo livello, che questa urgenza è anche la nostra, che questi grumi di irrequietezza e di irrisolutezza pure ci appartengono e ci accomunano, nella nostra storia privata e nel nostro comporre una società, e che parimenti vogliamo trovare dentro di noi quella stessa speranza e forza per superarli, rispecchiandoci dentro quelle profondità celesti che campeggiano in queste tele per poi tornare a noi stessi con un’accresciuta maturità e serenità, un’inedita visione.

Lucia Sanavio ci offre in questa panoramica la possibilità di affacciarci sul dolore forse indispensabile della vita, cui nessuno può andare esente, e al contempo l’invito a fondersi in una gioia inattesa, affinché sempre più sussurri di completezza, saggezza e bellezza accompagnino la nostra quotidianità.

Al riguardo, [….] le ultime, recentissime sperimentazioni, in un nuovo ciclo espressivo che trova nella tela grezza di sacchi del caffè un nuovo supporto per una nuova dimensione del sentire: una ruvidità di fondo che ben si presta alle macerazioni esistenziali dell’artista ma che sembra portare al contempo ad una visione globale più sfumata e soffusa rispetto ai quadri, più morbida e delicata, finanche dolce, pronta a srotolarsi e oscillare dentro inedite brezze di serenità, verità e maturazione personale.

Giorgio Fedeli


Mostra Personale Villa Pomini