hanno scritto

Palazzo Datini Pier Paolo Castellucci (Juliet n. 90 dic.98, gen.99)
 
...Si attarda sull'illusione -lusoria di un' iconografia che si appella al chiasmo, alla deposizione retorica, cioè, di un'effige prescelta (la goyesca Maya desnuda) smembrata, (ri) ordinata e deviata lungo le variabili reiterazioni dei piedi i quali riflettendosi e riflettendo specularmente quelli dello spettatore, in un gioco fra piccoli tondi pittorici ed uguali tondi specchiati, agiscono alla fine come metadoppiezza sia dell'effettività che della finzione, dando origine ad un effetto di straniamento e quindi di perdita dell'immagine data, forse a sfidare le consuetudini del nostro sguardo e, perchè no?, dei nostri riferimenti culturali magari nell'inversione dei ruoli fruizionali entro le righe di un oppositorum ordo, dell'esecutrice, appunto a chi accetta la metafora dell'iconography bewildered.

maya
maya