Tommaso Grella
fotografo artistico
Tommaso Grella nasce a Roccapiemonte il 29 Ottobre del 1973, giovanissimo si dedica alla fotografia d\'autore e di reportage, alla pittura e alla computer-grafica . Il suo estro poliedrico si riflette nelle sue opere sia fotografiche che pittoriche, vengono esposte in varie mostre nazionali ed estere. Fondatore dell\'associazione \"Bianco Fotografico\" nel 1996 con cui presenta vari eventi. Progetta \"Estate in Villa\", la serie del 1997, \"Quetzalcóatl\", nel 1998 \"Visione Zen\" e \"On Voyage\" sono ispirate al grande fotografo statunitense Lee Friedlander. Il lavoro \"Dream\" del 1998 invece è un omaggio alla cinematografia, tra tutti lo influenzano le opere di: Michelangelo Antonioni, François Roland Truffaut, Federico Fellini, Terrence Frederick Malick, Quentin Tarantino, Francis Ford Coppola e Bernardo Bertolucci. Collabora come fotografo alla rivista \"Sposa Magazine\". Altri lavori a seguire trarre ispirazione dai grandi della fotografia mondiale: Sarah Moon, Masao Yamamoto, Peter Lindbergh, Ralph Gibson, Joel-Peter Witkin, Josef Koudelka, Mimmo Jodice. Continua con varie personali e nel 1999 apre uno studio galleria in provincia di Salerno, interessandosi alla foto reportage, si dedica con successo alla foto pubblicitaria e industriale e anche le sue opere pittoriche sono molto apprezzate. Interessato da sempre anche al mondo digitale unisce alla tradizione l\'uso di software moderni con l\'ausilio di competenze specifiche anche nel campo Web come Full-Stack, PWA Architect, \"Fotografando in digitale\" e altre riviste del settore pubblicano le foto del lavoro Onde. In Circus, Mixage e Nights Lights coniuga la fotografia tradizionale, con le nuove opportunità offerte dai moderni software fotografici. Perno centrale della sua produzione, è cogliere immagini non banali, capaci di risvegliare la coscienza con i temi quali: la riflessione sul rapporto ormai sopito con la divinità, la natura che è in noi ma viene dimenticata, gli affetti quotidiani sminuiti, lo sguardo alieno su quello che si vuole definire realtà. In lavori come: Anatomies paréidoliques, Kensho, solo per citarne alcuni; l\'autore, ci fa riflettere che l\'immersione in un mondo \"onirico\" non può far altro che bene al nostro essere, lobotomizzato da valori etici ed economici che non ci appartengono, aprendo porte su altre realtà bistrattate dalla società moderna, ma meritevoli di attenzione e dignità.