Omaggio a Vittorio Sopracase

Il Gabbiano arte contemporanea

MAG 13

Quando? Fino a domenica 11 giugno 2017

Dove? via nino ricciardi 15, La Spezia, (SP)
GPS: 44.1090057, 9.8304902

44.1090057, 9.8304902

La galleria IL GABBIANO della Spezia in occasione del primo anniversario della sua scomparsa rende omaggio all’artista Vittorio Sopracase.
Accompagna la mostra un testo inedito di Bruno Corà.
orario: da martedì a sabato ore 17-20
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 13 maggio 2017. ore 18
curatori: Bruno Corà
autori: Vittorio Sopracase
patrocini: Comune della Spezia
genere: arte contemporanea, personale

La galleria IL GABBIANO della Spezia in occasione del primo anniversario della sua scomparsa rende omaggio all’artista VITTORIO SOPRACASE. Accompagna la mostra un testo inedito di Bruno Corà.

Vittorio Sopracase nasce a Galiziana di Pola, Istria, nel 1942.
Nel 1947 deve lasciare l’Istria a seguito dei massacri delle foibe, quindi con la madre e il rimanente della famiglia si stabilisce alla Spezia.
Muore nel 2016 nella sua città di adozione, a 74 anni.

Compie i suoi studi al Liceo Artistico, poi all’Accademia di Belle Arti di Carrara.
Dal 1960, giovanissimo, inizia la sua intensa attività espositiva.
Dal 1967 al 1975 fa parte del “Consiglio Nazionale del Sindacato Artisti” e dal 1968 al 1982 è Segretario Responsabile Provinciale.
Nel 1968 è tra i più entusiasti fondatori alla Spezia della Galleria d’Arte “SPEZIA 66”.
Nello stesso anno avvia rapporti operativi con il gruppo CRAS di Torino, in particolare con Filippo Scroppo e Sergio Saroni. Conosce ed opera con gli artisti cecoslovacchi Jaroslav Zemina e Jiří Kolář.
Nel 1971 il critico d’arte e poeta Cesare Vivaldi gli organizza una mostra personale nella galleria d’arte “IL CAPITELLO” di Roma. Per questa occasione (18 febbraio) gli viene dedicato un servizio televisivo nella Rubrica “L’APPRODO” - Lettere e Arti, al Telegiornale delle 13.30 di RAI1.
Dal 1960 alla sua morte, Vittorio partecipa a oltre 500 Mostre ed Esposizioni collettive ottenendo numerosi premi, mentre le Mostre personali sono oltre 40.
A un primo periodo nell’ambito dell’Imprinting Figurativo segue un interessamento alla Pop Art e successivamente alla Nuova Figurazione.
Dopo il 1970 avviene la svolta che lo porta a una fedele e intensa ricerca tesa verso una “Astrazione“, che guarda prima all’Astratto-Concreto di Lionello Venturi, successivamente all’Abstract Expressionism americano di Harold Rosemberg e Clement Greenberg, nonché a una costante ricerca nell’ambito dell’Abstract Lyrique, testimoniato dalle sue presenze espositive ai Salons Parigini. Non poche le sue attenzioni verso l’Art-Autre e l’École de Paris. Non casuali i suoi viaggi a Parigi e le partecipazioni ai Salons (des Independents, d’Automne, ecc.). Queste esperienze di continua ricerca e costanti spostamenti trovano conferma nelle sue numerose conoscenze espositive in Italia e all’Estero (oltre 400). Da qui numerose conoscenze amicali e operative con colleghi, intellettuali, artisti, critici d’arte, curatori di eventi, tra i quali: Giovanni Vanni, Enzo Brunori (con il quale stabilì una solida amicizia interrotta dalla scomparsa dell’artista), Giorgio Celiberti, Giovanni Campus, Gastone Breddo, Achille Perilli, Afro, William Xerra, Ernesto Treccani, Toti Scialoja, Filippo Scroppo, Sergio Saroni, Mattia Moreni, Carlo Zauli, Sandro Cerchi, Giancarlo Fasce, Ugo Guidi, Jaroslav Zemina, Jiri Kolibal, Gunther Kirchberger, Klaus Műnch, Ulrich Zeh, Renato Ranaldi, Pedro Cabrita Reis, Bizhan Bassiri, Marco Gastini, Paolo Bertolani, Domenico Cara, Cesare Vivaldi, Nello Ponente, Antonio Maugeri, Franco Solmi, Bruno Corà, Jannis Kounellis, Pietro Archis, Melten Nil, Giancarlo Caneva e altri.
Nel 1993, in un momento di grande tensione a seguito della scomparsa degli amici Enzo Brunori e Vanni Ratti, avvenute un giorno una dall’altra, distrugge 57 dipinti di grande formato. Andrà così perduto un periodo consistente del suo lavoro; si salveranno pochi quadri solo perché di altra proprietà.
Nel 1998, a Stoccarda, in Germania, insieme ad altri artisti italiani e tedeschi, fonda il Gruppo “Pluritendenze Itineranti“, tuttora operante, realizzando importanti esposizioni in varie città in Italia, Germania, Austria e Francia.
Nel 2002 Vittorio viene incaricato del Coordinamento Tecnico della Biennale Europea Arti Visive La Spezia – BIENNALE DEL GOLFO e della Mostra collegata dedicata a Berto Lardera, entrambi i progetti a cura di Bruno Corà.
Nel 2006, in occasione della Mostra PROGETTI D’ARTISTA, realizzata alla “Fondazione Il Fiore” di Firenze, vengono esposte, per la prima volta in pubblico, opere inedite della serie denominata Dolmen, realizzate con materiale di recupero e dove l’intervento del colore viene ancor più impreziosito dalla forma rigorosamente cilindrica, nelle misure più disparate, offrendo una chiave di lettura fuori dalle regole usuali dei materiali e supporti e delle forme (tela, telaio, tavola, quadrato, rettangolo, tondo, ovale), ma volutamente mantenendo il pigmento-colore usuale.
Nel 2008 partecipa insieme ad altri 98 artisti italiani alla “XV QUADRIENNALE NAZIONALE D’ARTE” di Roma, Palazzo delle Esposizioni, dove viene considerato da una giuria di critici internazionali. Inizia a far parte del Fondo Vittorio Sgarbi, per la realizzazione di eventi e progetti curati da Vittorio Sgarbi per il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali in Italia.
Nel 2013 viene invitato a TV KOPER di Capodistria, Slovenia, a parlare delle sue opere realizzate in memoria dei massacri delle foibe nei quali la sua famiglia era stata drammaticamente colpita nel 1947.
Nel 2014 partecipa, insieme ad altri pittori e ceramisti, alla commemorazione di Jose’ Ortega, al Museo “CASA ORTEGA“ di Bosco, nel Cilento.
Dal 2008 al 2016 segue un’incessante attività artistica di Vittorio Sopracase, il quale partecipa a numerose Mostre ed Esposizioni collettive e personali, che lo hanno visto oltre che in Italia, in Germania, Francia, Austria, Turchia, Finlandia, Gran Bretagna, Emirati Arabi, Giappone, Argentina, Svezia, Slovenia e Stati Uniti d’America.
Di questi ultimi anni è anche la sperimentazione di nuovi materiali, colori, forme, misure e tecniche. Si nota, infatti, anche uno sviluppo vivace e fruttuoso di conoscenze personali e professionali nel mondo artistico locale e internazionale.
Diverse presenze programmate vengono successivamente cancellate dovute alla mancanza improvvisa del pittore.

Accompagna la mostra un pieghevole con un testo inedito di Bruno Corà; galleria IL GABBIANO arte contemporanea (Fernando Andolcetti, Cosimo Cimino, Mario Commone), design Marta Manini, editing Mario Commone, in collaborazione con Francesca e Alessandro Sopracase e Serena Venturelli.

  • Pubblicata domenica 07 maggio 2017

  • Da Vittorio Sopracase

Lascia un commento / scrivimi
Inserisci il tuo nome
Inserisci un indirizzo email corretto
Inserisci un messaggio
Pubblico (mostra in questa pagina) Privato (invia solo a Vittorio Sopracase) Commento pubblico o privato


  • Pubblicatadomenica 07 maggio 2017