Incontri e Residui - Galleria Cortina - Milano 2018

Il collage, dalle sue prime forme più mimetiche e satiriche dell’antipropaganda di John Heartfield, fino alla sua emancipazione in quanto vero e proprio mezzo espressivo in epoca dadaista, ritorna oggi trionfante sul palcoscenico dell’arte contemporanea grazie alla nuova vita che artisti come Joseph Zicchinella gli hanno voluto donare.
Il “transcollage” di Zicchinella sembra, appunto, tentare di fondere più linguaggi in uno, di modo da creare qualcosa di inedito in un campo talvolta considerato sin troppo abusato. Da un lato, nei suoi lavori, è infatti evidente una certa delicatezza nella sovrapposizione dissimulata degli elementi, dall’altro, alla sopracitata finezza, viene coniugata la grottesca matericità di un assemblaggio dichiarato. Il tutto viene poi racchiuso in un blocco di plexiglass atto a dare un ruolo concreto ad ogni opera rendendola non più mera decorazione ma oggetto partecipe di una vita che le scorre d’innanzi.

Stefano Cortina Milano 2018


Tra i precursori del collage si annovera George Grosz che, agli inizi del Novecento, eseguì disegni sotto forma di caricatura per riviste satiriche. Come ricorderà nei suoi scritti il maestro tedesco, senza rendersene conto, aveva realizzato un nuovo mezzo espressivo dalle enormi potenzialità che ancora oggi è in auge.
La mostra “Incontri e residui” di Joseph Zicchinella prosegue questo cammino con una visione contemporanea ed inedita. L'artista calabrese, trasferitosi da pochi anni a Verona, ripercorre vent'anni di carriera presentando, in maniera antologica, l’intera produzione caratterizzata dall'intensità della sua arte informale dotata di una freschezza qualitativa quasi palpabile.
Non solo. La sua ricerca pittorica, iniziata prendendo spunto da Mimmo Rotella, si avvale di una solida struttura affidata sia alla scomposizione delle forme che alla spiccata gestualità dei colori accesi, stesi con una notevole carica emotiva. Le emozioni, come ribadisce l'artista, vengono catturate anche in semplici gesti sino ad approdare ad una verità più profonda e universale: l'essenza umana.
Questa fonte d'ispirazione contraddistingue la sua pittura “transcollage” che sperimenta una sovrapposizione di più linguaggi delineati in modo armonioso ed allo stesso tempo assemblati con forza e matericità.
La grande energia che si manifesta nelle sue creazioni è evidente nei soggetti vivaci raffigurati con pennellate gestuali che denotano la spiccata personalità dell'artista. Ecco che si sprigiona una superba cromia delineata in maniera preponderante a partire dal blu, il colore per eccellenza del cielo e del mare.
Nelle elaborazioni dell'autore riaffiorano delle visioni oniriche che non ricorrono a simbologie particolari o ad impronte letterarie. Esse si combinano in immagini dove si percepisce la figurazione, con richiami a forme dilatate avvolte nel plexiglass e dove gli oggetti vivono di luce propria. Dunque non solo una notevole capacità tecnica, quella di Zicchinella, ma una concettualità che si esprime dalla fase preparatoria sino alla gestazione dell'opera costituita da figure e da interventi cromatici ben calibrati. L'autoritratto “Al di fuori del sé” del 1998, dove una macchia rossa al centro della testa sembra rappresentare una ferita o un grosso dolore, dialoga con “Memorie disperse” realizzata nel 2016 e che ritrae i frammenti di memoria sparsi nella nostra mente. Sono immagini suggestive ed intense che rasentano la poesia.

Francesca Bellola - Milano 2018

di Stefano Cortina - Francesca Bellola
Gallerista - Critico d'arte
2018

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