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Il barbone ed il gabbiano

Il barbone ed il gabbiano

IL BARBONE E, 2014

€ 15,00 Disponibile

Informazioni generali

Categoria:
Altro
Eseguita il:
2014

IL BARBONE E IL GABBIANO Un barbone viveva da parecchio tempo sul bordo del Tevere. Si era costruito una specie di rifugio con dei grandi cartoni che usava anche come coperte durante la notte quando faceva molto freddo. Era molto meticoloso nel conservare le sue poche misere cose: un fornelletto, un pentolino , un bicchiere di plastica, un cucchiaio, un coltello ,una forchetta e due coperte di lana. Di più non aveva ma in fondo non voleva avere di più di questo. Si sa, la vita è dura per tutti i barboni, avere di più significa correre ogni giorno il rischio di essere derubati o ammazzati. Sulla riva del Tevere dove si fermava per lavare i suoi abiti (ormai veri e propri stracci ) e dove con una rudimentale canna da pesca ( un pezzo di corda attaccata ad un lungo ramo) pescava qualche pesce scurito dall'acqua non proprio pulita del fiume, spesso si arenava qualsiasi cosa, rami rifiuti di ogni genere, che a volte raccoglieva per riutilizzare a seconda delle esigenze del momento: lattine, bidoni, bottiglie di plastica, finanche lenzuola volate chissà da quale finestra. Un ben di dio insomma per un poveraccio come lui che una volta uscito di galera aveva giurato a se stesso che non avrebbe mai più rubato per sopravvivere. Un giorno nel rovistare tra questi doni imprevisti, scorse un piccolo gabbiano, troppo piccolo per saper volare, ormai troppo esausto per richiamare l'attenzione della propria madre. Aveva un'ala spezzata non poteva neanche volare per allontanarsi dalla presa di quella mano che seppure enorme e non perfettamente pulita lo afferrava per portarlo sulla sponda del fiume. “Ciao caro, abbandonato come me, eh?” gli disse il barbone guardando il gabbiano che con gli occhi sgranati lo fissava senza alcun timore, in fondo contento di essere stato salvato e rincuorato dal calore di quella mano enorme che lo teneva avvolto come una coperta. Il barbone si prese cura del piccolo gabbiano, lo nutrì con tutto quello che trovava: piccoli vermi, resti dei suoi magri pasti e quando la sua ala guarì e fu sufficientemente grande , gli insegnò finanche a volare, prima lanciandolo in aria dal punto più alto di una scalinata sul bordo del fiume, poi addirittura da un ponte. Ed entrambi erano felici di questa loro amicizia tanto che ognuno nel proprio linguaggio parlava all'altro. Il barbone lo chiamava e il gabbiano rispondeva, il primo gli impartiva dei semplici ordini che il gabbiano aveva imparato ad eseguire perfettamente. Un giorno il barbone si ammalò, aveva la febbre alta e non ce la faceva a raggiungere la strada per chiedere come al solito la carità per poi procurare il cibo per sé ed il suo amico gabbiano, che nel frattempo era diventato grande e grosso e veramente molto bello. La gente “normale” che passeggiava lungo la riva del fiume o andava in bicicletta o faceva jogging gli passava davanti del tutto indifferente, come se non esistesse. Solo il gabbiano si preoccupava del suo caro amico umano, fin troppo “umano” che anziché farlo morire tra i rifiuti del fiume lo aveva salvato e si era preso cura di lui. Zampettava nervosamente avanti e indietro intorno al suo povero amico malato e lo chiamava a modo suo per risvegliarlo dal sopore in cui era sprofondato per la febbre ma soprattutto per l'inedia. A un certo punto il gabbiano afferrò col becco il bicchiere di plastica e si issò in volo si buttò nell'acqua del fiume riprese la quota svolazzando sopra il suo amico in modo che l'acqua del bicchiere gli cadesse sopra la faccia . E lo ripete' tante e tante volte finchè il barbone si svegliò. Il gabbiano non contento lasciò il bicchiere, sorvolò il fiume per un po' e poi si buttò in picchiata nell'acqua e riemerse con un grosso pesce nel becco che anziché divorare gettò ai piedi del suo grande amico che tremante lo afferrò. Il gabbiano atterrò accanto a lui e col becco si avvicinò al volto confuso e commosso del barbone che con la sua mano enorme lo accostò a sé e lo abbracciò , piangendo. Solo per il gabbiano lui in fondo non era affatto un reietto.

Dettagli dell'opera

Informazioni tecniche

Tecnica:
IL BARBONE E

Informazioni sulla vendita

Collezione:
"Reietti", 2014, Gruppo Editoriale L'Espresso
Prezzo:
€ 15,00
Disponibile:
sì

Informazioni Gigarte.com

Codice GA:
GA88019
Archiviata il:
25/06/2014

Condizioni di vendita

Dettagli generali

tutte le opere, ad eccezione di quelle appartenenti a collezioni private sono in vendita

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