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chiedere aiuto

chiedere aiuto

<br> CHIED, 2014

Informazioni generali

Categoria:
Altro
Eseguita il:
2014

CHIEDERE AIUTO Saper chiedere aiuto è sempre difficile. Non solo ci vuole umiltà ed il riconoscimento dei propri limiti e della propria incapacità fisica o psicologica, ma si ha sempre comunque il timore, conscio o inconsapevole, di un rifiuto o di una non corrispondenza da parte di chi dovrebbe o vorrebbe porgere questo aiuto. Chi è sempre stato autonomo nella propria vita, soprattutto chi era abituato per indole o professione ad aiutare il prossimo, mal si adatta a questo nuovo ruolo “passivo” e non più attivo e quindi soffre due volte , sia per essere costretto suo malgrado a chiedere ed accettare l'aiuto degli altri, sia nel constatare che l'aiuto elargito non corrisponde mai alle reali aspettative. E ciò non avviene per orgoglio o per superbia, come erroneamente pensano i più, bensì perchè riconoscere la propria nuova debolezza o incapacità di essere autonomi come in passato fa tremendamente soffrire. Non sempre alla richiesta di aiuto corrisponde una adeguata risposta. La prima e più frequente reazione è la paura: della mancanza di autonomia del richiedente, della malattia o della povertà in sé, della limitazione della propria libertà personale. Alcuni spinti da sentimenti di affetto, amore, amicizia, solidarietà, superano questa paura e rispondono con empatia alla richiesta esplicita o meno di aiuto. Altri, condizionati da una mentalità perbenista, porgono aiuto solo formale, tacendo o malcelando una sopportazione spesso obbligata solo da un rapporto di parentela più o meno stretta. In questo caso prima o poi vengono fuori vecchi rancori sopiti dal tempo, in realtà vere e proprie bombe ad orologeria che la malattia o la povertà fa inesorabilmente scoppiare. Infine, c'è chi è assolutamente sordo alle richieste di aiuto, nascondendo il proprio egoismo e insensibilità nei confronti di chi soffre, dietro la parola “fobia”. Fobia della malattia o della povertà, fobia della disabilità, fobia del disagio in senso lato, in realtà insofferenza alle limitazioni che la vita inesorabilmente impone a chiunque. La richiesta di aiuto, che dovrebbe essere un normale diritto di chiunque, viene percepita come una pretesa, aumentando ulteriormente il disagio di chi soffre e la sensazione di inutilità che ne consegue. La società, che predilige le persone abbienti e produttive, tratta chi soffre come vere zavorre:aumento del costo della vita, riduzione dei posti letti negli ospedali, nei centri di riabilitazione, nei reparti di lungodegenza, aumento del costo dei medicinali, delle indagini diagnostiche, aumento delle liste di attesa per visite, ricoveri e cure, riduzione delle pensioni di invalidità e sociali, insufficiente copertura nel territorio dell'assistenza domiciliare. Tutto silenziosamente diretto verso una rapida ed ineluttabile fine, a questo punto agognata sia da chi suo malgrado è costretto a chiedere aiuto, sia da chi malvolentieri è costretto a porgerlo. E non è questione di una scarsa diffusione di una cristianità fin troppo spesso formale e priva di contenuti. La sensibilità, la solidarietà nei confronti di chi soffre per malattia o per disabilità o povertà dovrebbe essere appresa in famiglia fin dalla giovane età. La consapevolezza che la salute, il benessere, possono non durare per sempre o non essere un patrimonio comune dovrebbe essere trasmessa all'interno della famiglia e della scuola, anziché elargire dei modelli del tutto commerciali ben lontani dalla realtà circostante. Forse non a caso, dopo aver abolito l'obbligatorietà del servizio militare, è stata finalmente proposta l'obbligatorietà del servizio civile. Compenserebbe se non altro l'inadempienza della famiglia e della scuola a rendere gli adolescenti sensibili nei confronti di coloro che sempre più numerosi hanno bisogno di aiuto, che non hanno più la forza od il coraggio di chiederlo per timore di un un rifiuto o, ancora peggio, di una sempre più diffusa e crudele, insostenibile indifferenza.

Dettagli dell'opera

Informazioni tecniche

Tecnica:
<br> CHIED

Informazioni sulla vendita

Collezione:
archivio personale
Disponibile:
no

Informazioni Gigarte.com

Codice GA:
GA88077
Archiviata il:
26/06/2014

Condizioni di vendita

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tutte le opere, ad eccezione di quelle appartenenti a collezioni private sono in vendita

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