“L’ANGELO CHE NON ESISTE.
Come si fa ad amare
e a non impazzire.
Desiderandosi così intensamente,
di un sentimento così maestoso.
E restare così tanto vicini,
senza rischiare di perdersi.
Ore ed ore.
Ad osservarsi
e a baciarsi sulle palpebre.
E a soffiarsi sul collo,
appena sotto il mento.
Ore ed ore.
A respirarsi all’unisono,
mai paghi.
Eppure.
Sospesi in equilibrio,
a cavallo di un sospiro.
Ci cerchiamo.
Mai stanchi.
Nelle calme vampate
di tregua.
A scalfire i nostri cuori
e a scavarli di smaniose emozioni.
Come musici,
che inventano cori.
Da melodici accenti,
regalati dal cielo.
E saliamo
E ascendiamo.
E irrompiamo.
E la mente annebbiata
riconosce noi stessi.
Ricordando,
chi siamo.
Ed affida all’olfatto
il profumo di baci.
Divenuti divini.
E mi approssimo a te.
Come a un angelo,
che non esiste.
In uno scampolo di vento
e di amore.
Sconquassato
dal tempo.
A farneticare con Dio,
dovunque Egli sia.
E tu.
Mi rivolgi un sorriso.
E intravedo
arabeschi di luce.