L'UNIONE SARDA Lunedi 03 Aprile 2006
CULTURA
Arte I percorsi paralleli di padre e figlio. Di Maria Dolores Picciau
La mostra 'CADENZE CROMATICHE' di Enrico e Andrea Ibba a Cagliari Lunedì 03 aprile 2006
L 'arte qualche volta può diventare un semplice diletto, una passione che un padre assennato può trasmettere a un figlio curioso. Seppure, alla fine, gli esiti artistici si distanzino apparentemente per immagini, linguaggi, uso di materiali. Peculiarità evidenti nella mostra personale 'Cadenze cromatiche' che Enrico e Andrea Ibba propongono nello spazio al numero 226 del corso Vittorio Emanuele a Cagliari. Mostra che è il prodotto di un lungo percorso artistico. Enrico, infatti, inizia la sua attività pittorica a Torino, mentre la sua prima personale nell'Isola risale al 1969; poi, nel 1985, decide di dar vita a un movimento artistico in tutta la Sardegna al quale partecipano oltre duecento artisti tra pittori, scultori, ceramisti, poeti e critici d'arte. Inizia il suo viaggio tra i paesi della Sardegna come autore di murales, sculture di piccole e grandi dimensioni, senza mai abbandonare comunque il campo del figurativo con immagini mimetiche, descrittive, facilmente fruibili. Adesso lavora sulla juta, impasta il colore, inserisce intarsi di filo, stemmi, la bandiera dei quattro mori, passando da paesaggi rappresentati con una precisione certosina a città futuristiche dalle architetture sghembe. Sicuramente più 'acerbo' il percorso del figlio Andrea, che da almeno un decennio segue le orme paterne. Le sue sembrano tavole sacrali in cui l'artista alterna le icone riprese dalla nostra tradizione artigianale con figurine ritagliate su sfondi di bronzo e oro. Tutto è statico e algido, sospeso in una dimensione lunare, o più spesso, soprattutto quando sono raffigurati in sequenza particolari di cattedrali romaniche, rosoni, ricorda la planarità di certe icone bizantine. Tradizione e innovazione, quindi, mondi nuovi che guardano al passato; tutto questo ritroviamo puntualmente sulle tele del padre e del figlio che proseguono in quelli che, in una personale, hanno loro stessi definito 'percorsi paralleli'. M. D. P.
CULTURA
Arte I percorsi paralleli di padre e figlio. Di Maria Dolores Picciau
La mostra 'CADENZE CROMATICHE' di Enrico e Andrea Ibba a Cagliari Lunedì 03 aprile 2006
L 'arte qualche volta può diventare un semplice diletto, una passione che un padre assennato può trasmettere a un figlio curioso. Seppure, alla fine, gli esiti artistici si distanzino apparentemente per immagini, linguaggi, uso di materiali. Peculiarità evidenti nella mostra personale 'Cadenze cromatiche' che Enrico e Andrea Ibba propongono nello spazio al numero 226 del corso Vittorio Emanuele a Cagliari. Mostra che è il prodotto di un lungo percorso artistico. Enrico, infatti, inizia la sua attività pittorica a Torino, mentre la sua prima personale nell'Isola risale al 1969; poi, nel 1985, decide di dar vita a un movimento artistico in tutta la Sardegna al quale partecipano oltre duecento artisti tra pittori, scultori, ceramisti, poeti e critici d'arte. Inizia il suo viaggio tra i paesi della Sardegna come autore di murales, sculture di piccole e grandi dimensioni, senza mai abbandonare comunque il campo del figurativo con immagini mimetiche, descrittive, facilmente fruibili. Adesso lavora sulla juta, impasta il colore, inserisce intarsi di filo, stemmi, la bandiera dei quattro mori, passando da paesaggi rappresentati con una precisione certosina a città futuristiche dalle architetture sghembe. Sicuramente più 'acerbo' il percorso del figlio Andrea, che da almeno un decennio segue le orme paterne. Le sue sembrano tavole sacrali in cui l'artista alterna le icone riprese dalla nostra tradizione artigianale con figurine ritagliate su sfondi di bronzo e oro. Tutto è statico e algido, sospeso in una dimensione lunare, o più spesso, soprattutto quando sono raffigurati in sequenza particolari di cattedrali romaniche, rosoni, ricorda la planarità di certe icone bizantine. Tradizione e innovazione, quindi, mondi nuovi che guardano al passato; tutto questo ritroviamo puntualmente sulle tele del padre e del figlio che proseguono in quelli che, in una personale, hanno loro stessi definito 'percorsi paralleli'. M. D. P.
L'UNIONE SARDA Venerdi 19 Aprile 1996
SILIQUA:CULTURA E SPORT PER FESTEGGIARE SAN GIORGIO
SILIQUA «Un paese cresce se i suoi abitanti si aprono alla cultura e all'aggregazione»: la 'massima' è del parroco di Siliqua, don Gigi Xaxa, fatta propria in questi giorni da tutti gli abitanti.E così per festeggiare il patrono, San Giorgio, il comitato organizzatore ha voluto compiere un salto di qualità, anche per far dimenticare Siliqua come il paese degli episodi efferati (un neonato era stato lanciato dal ponte del Cixerri).Lo spunto arriva dalla parrocchia che si è fatta promotrice di un'iniziativa culturale senza precedenti per il paese. Lo scopo non è quello di lanciare nuovi artisti, ma dimostrare che anche a Siliqua c'è spazio e desiderio per l'arte e la cultura.Il pittore Enrico Ibba, originario di Siliqua, ha chiamato a raccolta una ventina di artisti (scultori e pittori) che presenteranno le loro opere nella chiesa di San Sebastiano.L'inaugurazione è del sindaco, mentre gli ospiti d'onore sono i maestri Atzeni e Nioi ed i docenti di storia dell'arte Alberto di Paola e Rita Grauso. Nioi (principe dei ceramisti) si esibirà anche in piazza col suo famoso tornio. Sono stati invitati a partecipare i ragazzi delle scuole (anche quelle che non sono di Siliqua) che potranno soffermarsi con gli artisti e discutere sulle tecniche di pittura e scultura.Non mancano le celebrazioni religiose (la processione è fissata per il 23 aprile) e quelle civili. Per giovedì 25 si esibirà la banda musicale col concerto dedicato a San Giorgio. Nello stesso giorno è prevista la pedalata ecologica con partenza dalla 'Madonnina'. Insomma, arte e cultura faranno parte del peogramma per onorare il santo patrono. San Giorgio ne sarà contento.
SILIQUA:CULTURA E SPORT PER FESTEGGIARE SAN GIORGIO
SILIQUA «Un paese cresce se i suoi abitanti si aprono alla cultura e all'aggregazione»: la 'massima' è del parroco di Siliqua, don Gigi Xaxa, fatta propria in questi giorni da tutti gli abitanti.E così per festeggiare il patrono, San Giorgio, il comitato organizzatore ha voluto compiere un salto di qualità, anche per far dimenticare Siliqua come il paese degli episodi efferati (un neonato era stato lanciato dal ponte del Cixerri).Lo spunto arriva dalla parrocchia che si è fatta promotrice di un'iniziativa culturale senza precedenti per il paese. Lo scopo non è quello di lanciare nuovi artisti, ma dimostrare che anche a Siliqua c'è spazio e desiderio per l'arte e la cultura.Il pittore Enrico Ibba, originario di Siliqua, ha chiamato a raccolta una ventina di artisti (scultori e pittori) che presenteranno le loro opere nella chiesa di San Sebastiano.L'inaugurazione è del sindaco, mentre gli ospiti d'onore sono i maestri Atzeni e Nioi ed i docenti di storia dell'arte Alberto di Paola e Rita Grauso. Nioi (principe dei ceramisti) si esibirà anche in piazza col suo famoso tornio. Sono stati invitati a partecipare i ragazzi delle scuole (anche quelle che non sono di Siliqua) che potranno soffermarsi con gli artisti e discutere sulle tecniche di pittura e scultura.Non mancano le celebrazioni religiose (la processione è fissata per il 23 aprile) e quelle civili. Per giovedì 25 si esibirà la banda musicale col concerto dedicato a San Giorgio. Nello stesso giorno è prevista la pedalata ecologica con partenza dalla 'Madonnina'. Insomma, arte e cultura faranno parte del peogramma per onorare il santo patrono. San Giorgio ne sarà contento.
Prima Pagina
L'UNIONE SARDA Venerdi 26 Novembre 2004
SILIQUA ARRIVANO SETTANTA ARTISTI PER FARE ARTE NELLE STRADE
Avrà inizio domani pomeriggio alle 17 nei locali del Monte Granatico la IV edizione della manifestazione dedicata alla pittura 'Siliqua Arte 2004 -colori-forme-sensazioni' organizzata dall'associazione culturale Le muse, diretta da Enrico Ibba. L'evento culturale quest'anno è stato particolarmente curato dai soci dell'associazione. È prevista la partecipazione di oltre 70 artisti provenienti da tutta la Sardegna che lavoreranno a stretto contatto con gli ambienti paesani e con i suoi abitanti, con opere di pittura, scultura, ceramica, sbalzo, fotografia o altre tecniche attinenti alla produzione artistica. Secondo le intenzioni degli organizzatori, gli artisti si sistemeranno negli angoli più suggestivi dell'abitato per immortalare le loro creazioni. Le opere saranno poi esposte lungo le vie principali del centro urbano, che diventerà un vero e proprio atelier all'aperto. La premiazione dei migliori lavori è prevista per il giorno dell'Immacolata l'otto dicembre nei locali del monte granitico. Giulio Lampis
L'UNIONE SARDA Venerdi 26 Novembre 2004
SILIQUA ARRIVANO SETTANTA ARTISTI PER FARE ARTE NELLE STRADE
Avrà inizio domani pomeriggio alle 17 nei locali del Monte Granatico la IV edizione della manifestazione dedicata alla pittura 'Siliqua Arte 2004 -colori-forme-sensazioni' organizzata dall'associazione culturale Le muse, diretta da Enrico Ibba. L'evento culturale quest'anno è stato particolarmente curato dai soci dell'associazione. È prevista la partecipazione di oltre 70 artisti provenienti da tutta la Sardegna che lavoreranno a stretto contatto con gli ambienti paesani e con i suoi abitanti, con opere di pittura, scultura, ceramica, sbalzo, fotografia o altre tecniche attinenti alla produzione artistica. Secondo le intenzioni degli organizzatori, gli artisti si sistemeranno negli angoli più suggestivi dell'abitato per immortalare le loro creazioni. Le opere saranno poi esposte lungo le vie principali del centro urbano, che diventerà un vero e proprio atelier all'aperto. La premiazione dei migliori lavori è prevista per il giorno dell'Immacolata l'otto dicembre nei locali del monte granitico. Giulio Lampis
ISARDI.NET
Giornale online dell'Associazione I Sardi
NEWS
23/05/2010 - Colloquio con il maestro Enrico Ibba: una vita dedicata all’arte (di Laura Vargiu)
Enrico Ibba, pittore e scultore, è una delle firme più conosciute e apprezzate del panorama artistico sardo e nazionale.
Nato a Siliqua nel 1941, dagli anni Sessanta partecipa attivamente alla vita culturale della Sardegna. Per sua iniziativa è stato creato, nel 1985, un movimento artistico regionale che ha avuto l’adesione di oltre duecento artisti tra pittori, scultori, ceramisti, poeti e critici d’arte. Nel paese natale, dove risiede, è il presidente dell’Associazione culturale Le Muse, da lui fondata nel 2002.
Pur avendo dovuto svolgere un’altra attività, perché non sempre l’arte dà da vivere, si è dedicato e si dedica ancora costantemente a quelle che sono state le sue passioni fin da giovanissimo: pittura e scultura, a cui si è aggiunta in seguito la poesia.
E proprio questo amore in particolare per le arti visive, unito ad una formazione da autodidatta e ad un talento autentico, gli ha fatto guadagnare onorificenze e premi vari non soltanto nell’isola.
Della Sardegna c’è tanto nei suoi dipinti sotto forma di personaggi, avvenimenti e luoghi: gli scorci di Cagliari, sa die de sa Sardigna, gli omaggi ad Emilio Lussu e a Maria Carta e molto altro ancora. Ma la sua versatilità emerge anche da pitture che affrontano tematiche particolari, come l’eutanasia e la globalizzazione energetica. Altrettanto creative ed originali anche le sculture da lui realizzate, per le quali può utilizzare materiali diversi come malta, resina e persino radice di fico d’india.
Il nome di Enrico Ibba, a riprova del valore del suo lavoro artistico, non è sconosciuto ad alcuni siti web specializzati e, dall’inizio degli anni ’90 ad oggi, viene regolarmente inserito in un prestigioso catalogo nazionale (“L’èlite, Arte selezione internazionale”) che presenta profili ed opere di migliaia di artisti.
Un riconoscimento che va ben oltre i confini isolani, dai quali spesso è difficile spostarsi per via dei costi elevati che inevitabilmente comporta la partecipazione a concorsi e ad esposizioni in altre parti d’Italia. Del resto, come lui stesso sottolinea, non esiste un reale ritorno economico derivante da queste attività; anzi, contrariamente a quanto si possa pensare, il rischio è quello di restare al di sotto delle spese affrontate per organizzare o partecipare agli eventi espositivi.
La prossima manifestazione che vedrà Ibba protagonista sarà la mostra di dipinti inediti e non presso l’ex Liceo Artistico in piazza Dettori a Cagliari in programma dal 12 al 20 giugno prossimo; per l’occasione esporranno alcuni lavori anche i figli Andrea e Sabrina a cui il padre ha trasmesso la passione per l’arte.
Quando ha scoperto che pittura e scultura fossero la sua passione? E per quanto riguarda la poesia?
- Ho iniziato a scarabocchiare da piccolo. Ricordo che già alle elementari ricopiavo con i pastelli colorati i fumetti di Topolino, Zorro, Tex e le immagini del catechismo. Ma è stato nel periodo del liceo che ho iniziato a elaborare qualche dipinto con supporti di fortuna; stiamo parlando del 1955. Quando ho iniziato a lavorare, sui vent’anni, ho acquistato i primi libri d’arte, manuali di pittura, scultura, storia dell’arte, tele, cavalletti e quanto serviva per poter concretizzare la mia passione.
Per quanto riguarda la poesia è un discorso tutto particolare: mi trovavo a Torino nel 1963, e partecipavo a mostre collettive nei circoli privati, soprattutto sardi. In questi punti di aggregazione, ogni tanto si organizzavano anche concorsi a premi di poesia. I premi in denaro, in quel periodo, raggiungevano massimo le 5 mila lire. Cosi ho cominciato con le mie prime filastrocche. Ho vinto diversi premi; ho continuato a scrivere poesie e racconti, ma pittura e scultura restano i miei punti di riferimento che mi danno un trasporto emotivo e un appagamento interiore fuori dal comune, acquietando tutti gli affanni della vita.
Ha avuto degli artisti di riferimento? Se sì, quali?
- Negli anni ’50 e ’60 negli ambienti d’arte si parlava e si discuteva dei maggiori artisti che furoreggiavano nel periodo, per cui era inevitabile non cercare di clonare o prendere spunti dalle varie correnti artistiche e dalle opere di questi grandi maestri, a partire dall’impressionismo di Renoir e Monet al fauvismo di Matisse, Chagall, al cubismo con Picasso e Braque e tanti altri sino ad arrivare a Dalì e Guttuso. Ma alla fine, ricercando e sperimentando, trovi una tua identità e connotazione personale, nei tratti, nei colori, nella forma, per cui resti inconfondibile per chi ti conosce.
La sua definizione di “ispirazione”.
- Ogni persona, per quanto mi concerne, è creatura e creatore, è contenitore e contenuto; ogni nostra azione è la concretizzazione del nostro pensiero, del nostro stato d’animo. Siamo liberi di agire nel bene e nel male. L’ispirazione è un alito di vita che ci è stato dato e che a nostra volta dobbiamo dare; dico dobbiamo, perché a ciascuno nel momento della “resa dei conti” verrà chiesto come abbiamo messo a frutto il nostro alito di vita. Dante il sommo poeta dice: “fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”.
L’ispirazione è un impulso d’amore per perpetuare le bellezze del creato e delle sue creature che ci viene da un essere superiore: il nostro Dio Creatore.
L’arte può essere un potente strumento di comunicazione? A suo parere, essa ha e deve avere una finalità sociale?
- Ogni espressione artistica è un potente strumento di comunicazione di massa, non dimentichiamo che nel rinascimento italiano Papa Sisto IV e Papa Giulio II (XV e XVI sec.), con Michelangelo, fecero affrescare la Cappella Sistina con la storia del Vecchio Testamento “Genesi” perché tutti i cristiani (la stragrande maggioranza non sapeva né leggere né scrivere) vedendo i dipinti potessero capire.
Se un’opera trasmette le stesse sensazioni ed emozioni che ha provato l’artista nel momento della sua creazione, siamo di fronte a un’opera d’arte. Nei grandi musei, di fronte a moltissime opere d’arte, sono sistemati dei divanetti dove gli estimatori stanno seduti per ore a contemplare e scrutare, capire, quasi a comunicare con l’artista in un silenzio assoluto. Questo, è ovvio, vale per qualsiasi forma d’arte. La finalità sociale è palese. Con l’arte e per l’arte si misura il grado di civiltà e cultura di un popolo.
Qual è stato il riconoscimento (non necessariamente un premio o una onorificenza) che, nella sua carriera d’artista, le ha dato maggior soddisfazione?
- L’arte è amore per la vita e per il creato, è rispetto e fratellanza tra i popoli, soprattutto è un mezzo di socializzazione, di confronto e di accrescimento morale e spirituale. Quando vedo una persona che rimane estasiata di fronte a una mia opera, la mia sfera emotiva sale, sale sino a scorgere il sorriso del mio creatore. Ma l’appagamento maggiore l’ho provato nell’aver saputo trasmettere la gioia per l’arte a mia moglie e ai nostri figli che dipingono e organizzano mostre, partecipano a concorsi e hanno vinto svariati premi.
Lo stato dell’arte in Sardegna: al momento, considerando i tempi di crisi generale e la difficoltà a reperire contributi e finanziamenti, come lavora un artista nel campo delle arti visive?
- Sappiamo che la Sardegna da sempre soffre per la sua insularità, un male endemico che i nostri governanti non sono riusciti mai a esorcizzare, e il mondo dell’arte, soprattutto visiva, è il più penalizzato. Le istituzioni non si preoccupano minimamente di promuovere l’arte sarda a livello nazionale e internazionale. La maggioranza delle amministrazioni comunali della Sardegna raramente, nel loro mandato, hanno promosso o finanziato una mostra d’arte. Quando proponi un’operazione culturale per la comunità, dove l’amministrazione pubblica è chiamata a fare la sua parte, in molti si defilano, la cultura può attendere; altri, detentori della buona novella, si fanno avanti solo per innalzare paletti di divieto. È da tre anni che a Siliqua presento progetti culturali per la comunità, ma mai che mi abbiano interpellato per illustrarne uno. Un forestiero ha più spazi e credibilità.
Tutto viene lasciato all’iniziativa personale con dispendio di energie e risorse che, nella maggioranza dei casi, non ripagano mai lo sforzo per poter vivere della propria creatività, o quantomeno devi avere i mezzi per poterti autopromuovere a livello nazionale, con mostre personali in gallerie affermate, pubblicità, cataloghi etc; basterebbe che la Regione Sardegna programmasse una biennale a livello nazionale, sponsorizzando ed inserendo i 50 migliori artisti sardi in circuiti internazionali con mostre nelle varie città d’arte.
A parte la mostra in programma il mese prossimo a Cagliari, quali altri progetti ci sono a breve e a lungo termine? E che cosa, in particolar modo, le piacerebbe realizzare?
- Ritengo che ognuno, per quanto può, debba mettere a frutto il suo ingegno. Essendo l’arte visiva la mia grande passione, ho tanti progetti. Quelli che posso gestire direttamente li porto avanti con tranquillità; infatti ho in calendario una personale sempre a Cagliari, presso la “Galleria La Bacheca”, per dicembre 2010 e altre che saranno pubblicizzate a suo tempo.
Diverso è il discorso quando vuoi realizzare un qualcosa con l’aiuto o in comunione con altre persone o con le istituzioni. Mi piacerebbe realizzare nel mio comune un museo d’arte visiva di artisti sardi contemporanei, come hanno fatto altri artisti nei loro comuni, per esempio Ermanno Leinardi a Calasetta, Giuseppe Carta a Banari e tanti altri.
Con la fondazione dell’Associazione Culturale “LE MUSE” a Siliqua, l’intento era quello di creare un folto gruppo di pittori e scultori del posto e organizzare gemellaggi con mostre e concorsi d’arte. Dal 2002 a tutt’oggi nessuno si è iscritto all’associazione. Mi piacerebbe realizzare, e puntualmente ogni anno propongo, un simposio di sculture ad altezza d’uomo da sistemare nei vari angoli del paese. Come previsto, vengo ignorato. La speranza è per un futuro migliore. Le idee ci sono e son tante. Finché avrò il ben dell’intelletto le proporrò. Farò ancora rumore. Non passerò di certo inosservato.
Qualche consiglio ad un giovane che voglia intraprendere la carriera artistica.
- Quando percepisci il piacere e la passione per qualsiasi forma artistica perseguila, non aspettare un ipotetico domani, non sprecare il tuo tempo. Tutti dobbiamo mettere a frutto il nostro ingegno in questa nostra permanenza terrena. Pensa positivo e sii creativo. Ad ogni uomo è stato affidato il compito di essere artefice della propria vita; ma devi essere cosciente di vivere in una società soggetta a regole, con tanti cervelli tutti diversi, che ragionano in modo diverso. Nessuno fa regali, anzi troverai ostacoli che dovrai superare con la tua genialità. Non pensare di campare d’arte; ma questa sarà senz’altro un mezzo e un modo di vivere in armonia con te stesso e con gli altri, aiutandoti a perfezionare il tuo miglior capolavoro: LA VITA.
Prima Pagina
L'UNIONE SARDA Mercoledi 02 Luglio 1997
PITTURA IN PIAZZA: SABATO IL CONCORSO
Pittura in piazza: sabato il concorso
C'è anche un premio di pittura e una mostra di scultura tra gli appuntamenti della 131 sagra della Madonna di Bonaria organizzata dai Padri Mercedari. Il premio di pittura, che coincide con la sagra e durerà dieci giorni a partire da sabato, è incentrato su questo tema: la Madonna di Bonaria, la Sardegna e il mare. La vidimazione e la timbratura dei supporti verranno effettuate sabato alle 8 nel Convento dei Padri Mercedari, a fianco alla Basilica. Poi, l'inaugurazione ufficiale alle 10. Le opere dovranno essere consegnate entro le venti di sabato. Dal giorno successivo, le opere verranno messe in mostra nel chiostro della Basilica di Bonaria mentre le premiazioni sono fissate per domenica 13 luglio (alle 19) nei locali del Convento. I premi più importanti: un milione alla prima opera dei professionisti, mezzo a quella dei dilettanti riservati agli allievi dei licei artistici sardi. Le adesioni devono essere comunicate a Enrico Ibba telefonando al numero 0781/77267.
L'UNIONE SARDA Mercoledi 02 Luglio 1997
PITTURA IN PIAZZA: SABATO IL CONCORSO
Pittura in piazza: sabato il concorso
C'è anche un premio di pittura e una mostra di scultura tra gli appuntamenti della 131 sagra della Madonna di Bonaria organizzata dai Padri Mercedari. Il premio di pittura, che coincide con la sagra e durerà dieci giorni a partire da sabato, è incentrato su questo tema: la Madonna di Bonaria, la Sardegna e il mare. La vidimazione e la timbratura dei supporti verranno effettuate sabato alle 8 nel Convento dei Padri Mercedari, a fianco alla Basilica. Poi, l'inaugurazione ufficiale alle 10. Le opere dovranno essere consegnate entro le venti di sabato. Dal giorno successivo, le opere verranno messe in mostra nel chiostro della Basilica di Bonaria mentre le premiazioni sono fissate per domenica 13 luglio (alle 19) nei locali del Convento. I premi più importanti: un milione alla prima opera dei professionisti, mezzo a quella dei dilettanti riservati agli allievi dei licei artistici sardi. Le adesioni devono essere comunicate a Enrico Ibba telefonando al numero 0781/77267.