“Ho spronato il cavallo
davanti al cielo aperto
l'erba sotto agli zoccoli
diventava un unico verde
Il galoppo era ritmico e potente
io invidiavo quella potenza.
L'aria era così veloce che le lacrime
cadevano dietro di me
senza toccare le guance
la scia che tracciavo
era erba violata e lacrime di vento
Il mio sguardo
capiva appena la direzione
Alla fine dell'orizzonte
lasciai la mia cavalcatura
tornai a piedi
lungo il solco tracciato
Era una lunga distesa di erba battuta
le lacrime erano gocce di rugiada
A metà percorso
mi girai verso il sole
e gli chiesi cosa vedeva
Il sole annuì appena
mi disse solo che ero un uomo
in mezzo ad un campo
a metà strada
tra l'inizio e la fine del suo mondo.