“CIPRESSO 15
Un giorno di pioggia è figlio dei mugnai,
pochè essi tornano ai loro lavori con l'ingegno di chi sà arare la sua vita.
I vecchi mulini spalano giorni umidi...pazzi e folli bramati di terra!
Nel villaggio si attende il pane...lo si fa con mani sudate e volti da copricapo cinereo.
Piove tra le pale del mulino, l'acqua torbida dà da bere agli uomini incolti.
CIPRESSO 20
Un cipresso è cavaliere indiscusso dell'offertorio;
domina con l'ottusità di un lirico gli occhi diramanti delle serpi da villaggio,
sono infami sognatori di serate autunnali, quando tra ricordi come pietre tombali,
s'aggirano nei campi sonnolenti gli spettri di chi abbiamo conosciuto.
CIPRESSO 2
Un triste sole accompagna il volo sparuto dei tuoi occhi,
atrove i tuoi declini infiammeranno le mie turgide labbra...
dimessa, povera damigella solitaria,
torni dalla campagna con in mano i tuoi garofani sciupati.