“
Stanco
si appoggiava
il vecchio
ai suoi ricordi
amandone quel gusto di sconfitta
trito e masticato
da anni di gengive spoglie
***(spigoli di carne divoravano felicità nascoste)***
Perse i denti
il vecchio
li strappò
per regalarli
al mio sorriso
**(quel sorriso
fu rimpianto di se stesso
elegia di un nostalgico abbandono
fuga in fiamme
dall’immagine di sé)**
Rideva intanto il vecchio
e scuoteva
i suoi capelli
come fruste
sulle mie pareti d’ansia
(era un sussulto fragoroso
che mi scavava l’anima
foderandola con cellule di pelle arsa)
E piangeva il vecchio
lacrime di rabbia
per il suo amore
che non colsi mai
finchè morì
Si spense un giorno
nella sua disfatta
Lo vidi allontanarsi
su sentieri inesplorati
e provai a chiamarlo
Il suo volto non aveva nome
I suoi passi voce d’eco…..
R impiango
I o, anima
M asochista
O gni
R uvido
S uo sorriso
O rmai perduto
*(quel vecchio che non sapeva amare
aveva amato me)*