POESIA: "A RENÉ", DEDICATA AL GRANDE FILOSOFO DEL SEICENTO CARTESIO, AL SECOLO: RENÉ DESCARTES
2026
“A RENÉ”
(poesia dedicata a René Descartes (Cartesio)
La poesia \"A René\", di Roberto Zaoner, è un omaggio al filosofo René Descartes (Cartesio), che celebra la sua vita, il suo pensiero e la tragica fine in Svezia. Attraverso versi riflessivi, l\'autore esplora il dualismo cartesiano, la filosofia come guida esistenziale e le circostanze storiche della morte del pensatore, esprimendo ammirazione e rammarico.
Contesto Storico
René Descartes visse nel Seicento (1596-1650) e morì in Svezia nel 1650, invitato dalla regina Cristina a insegnarle filosofia in una biblioteca gelida all\'alba. La poesia evoca il clima rigido svedese (\"fitta nebbia e cielo caliginoso\") e suggerisce cause controverse della sua morte prematura, come il freddo o pretese regali mattutine, forse avvelenamento da ambienti cattolici.booksprintedizioni?
Elementi Filosofici Centrali
Il nucleo è il famoso \"Ego cogito, ergo sum\" (\"Penso, dunque sono\"), certezza dell\'essere pensante dipendente da un \"Essere Superiore\" (Dio). Zaoner esalta la filosofia cartesiana come \"modo di vivere\" che sconvolge menti mediocri, analizzando il legame corpo-mente e le passioni dell\'anima (amore, odio, gioia) non come peccati, ma funzioni fisiologiche da dominare.booksprintedizioni?
Significato Complessivo
La poesia rimpiange una vita tronca giovane (\"ancor giovane\"), ipotizzando un destino migliore in un \"suolo di clima mite\" italico, e celebra l\'unicità di Cartesio nel razionalizzare le emozioni. Riflette lo stile di Zaoner – emotivo, personale, immerso in biografie storiche – per trasmettere ammirazione eterna verso un genio innovatore.gigarte?
Testo:
Immaginarsi le tue opere nella
fitta nebbia e cielo caliginoso
in quel di Svezia. “Ego cogito,
igitur sum”.
È l’essere pensante che è
Certezza dell’Io, e senza quel
’”Essere Superiore” non saremmo,
o’ mio grande Cartesio.
La filosofia, un modo di vivere e
frasi che a sconvolgere le menti
mediocri quando ormai uomini
eccelsi avevano dato addio alla
vita.
E vedesti la luce agli albori
del Seicento. L’incoronata
Cristina, Regina di Svezia,
ardui compiti ti assegnava
in quella sua terra a insegnarle
trattati di filosofia.
A quell’ambito didattico
nuovo impulso desti, e compreso
fosti da menti della stessa tua
stregua.
E tu in quella gelida biblioteca
a sol nascente, custode di libri
baciati dalla polvere e ricca di
assordanti silenzi, non reggesti
quell’aberrante clima freddo.
E con la turpe morte che non
perdona ad alcuno, sembianza
di un ripugnante monatto che
trasporta i malati e seppellisce
i morti, te ne andasti per sempre
ancor giovane.
Forse pur avvelenato da
ambienti cattolici? Ti ha guastato
l’angosciante pretesa della
Regina la salute. Avrebbe voluto
addomesticarti ai propri orari
mattutini.
Sei stato unico ad analizzare
il legame tra corpo e mente
e ci hai spiegato che le emozioni
non devono esser viste come
“peccati”, ma fisiologiche funzioni.
Ne facesti un’opera: “Le passioni
dell’anima”: amore, desiderio,
ammirazione, odio, gioia e tristezza,
che non sono negativi sentimenti,
ma che si devono dominare ad
evitare che offuschino il giudizio.
E più a lungo avresti vissuto
se le tue orme avessero calpestato
quel suolo di clima mite in una
terra che sarebbe divenuta
d’italica gente.
diritti riservati
Roberto Zaoner
(11/02/2026)
Dettagli dell'opera
Informazioni generali
- Categoria:
- Poesia
- Eseguita il:
- 11 febbraio 2026
Informazioni sulla vendita
- Disponibile:
- no
Informazioni Gigarte.com
- Codice GA:
- GA239220
- Archiviata il:
- 12/02/2026