Critica del Dott. Giorgio Falossi

Qui oltre il mestiere c'è la forza giovanile che ama, ama scolpire, ama la scultura come seconda vita, non è un lavoro è una passione che non sente fatica, non sente il tempo che passa nè stanchezza. Incisore e scultore rappresenta un canto alla figura umana ruvida o levigata resa simbolo di confine, forme astratteggianti, materiali che vanno dalla resina al ferro, elementi provocatori nutriti di un alto grado di forza rappresentativa. Le forme sono stilizzate alla ricerca di un' anima, aeree e vaganti ad elevare il simbolo a ricerca, a motivazione di irrazionale con una forma che si tende a superarsi per aggrapparsi allo spazio e alla risposta di una bellezza mai trovata. Indagini e verifiche interiori per un artista come MOJA per la creazione di opere nate sulla spinta della fantasia o di astratteggianti esperienze, per assumere un aspetto particolare e personale in cui il passaggio dalla concettualità del pensiero alla concretezza della materia avviene attraverso una trasformazione naturale che si risolve in evoluzione organica. Forme levigate o forme ruvidamente articolate, la scultura di MOJA si fa apprezzare per gli intimi interrogativi sull' uso di quel frutto che è il corpo umano.

di Dott. Giorgio Falossi
Critico d'Arte
2016

Opera di riferimento

  • Pubblicazione:Catalogo Biennale di Jesolo 2016
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