Dal disegno tecnico ai ritratti a inchiostro: l’arte di” Antonellino” Ranieri e l’aquila che fu
L’AQUILA - Inchiostro, cartoncino pregiato, il dono di saper tradurre l’immaginazione in tratti netti e decisi su carta, il ricordo di una madre che per prima ha saputo riconoscere e coltivare la predisposizione del suo ragazzo per l’arte: ecco Antonio Ranieri, ingegnere aquilano con la passione del disegno a inchiostro, descritto nei suoi tratti salienti.
I suoi lavori portano in calce la firma ‘Antonellino’ perché “è il nome con cui mi chiamava mia madre da piccolo, è il mio omaggio a lei che non c’è più e che mi ha insegnato a disegnare”, racconta Ranieri ad AbruzzoWeb.
I disegni di Antonio trasportano su cartoncino, liscio o ruvido a seconda della tecnica utilizzata, le sensazioni che vive, l’amore smisurato per la sua città, L’Aquila, descritto nelle linee pulite e marcate dei suoi lavori in bianco e nero con la tecnica del disegno a inchiostro, o nei ripetuti passaggi di colore nei ritratti e nelle nature morte.
“Utilizzo una tecnica pittorica tutta personale, per realizzare i disegni con inchiostro e colore - spiega Antonio Ranieri - i passaggi di colore, le linee marcate: tutto, alla fine, permette di ottenere un disegno dall’effetto cangiante, iridescente, con le tonalità che si modificano a seconda della luce”.
Animali, ritratti di donna, scorci aquilani: i lavori di Ranieri raccontano i suoi stati d’animo, negli sfondi cupi, nei chiaroscuri accentuati, nei dettagli che raccontano scene di vita tra piazza Duomo, San Bernardino e la periferia cittadina, nei personaggi popolari che sono parte della quotidianità aquilana.
Come per il disegno che ritrae Libero e che è diventato la copertina di un libro L’Aquila de ‘na ‘ote di Antonello Carbonara.
“La fantasia, è tutto. Immagino un soggetto, un dettaglio, una situazione. Traccio un bozzetto a matita, poi viene fuori il disegno vero e proprio. Scelgo la tecnica in base alla sensazione che voglio trasmettere. Linee più nette o sfumate”, racconta ancora Ranieri, che, pur avendo disegnato praticamente da sempre, solo negli ultimi anni ha deciso di condividere i suoi lavori prima attraverso i social network poi con mostre personali.
“Devo molto alla mia compagna, che ha creduto in me e mi ha spronato a rendere pubblici i miei lavori. Lavori che dedico a mia madre. La prima ad aver avuto fiducia in me”.
Una nuova mostra in programma per la primavera 2017 e tanti progetti in divenire.
L’ingegnere aquilano con la passione per l’arte e il disegno non si ferma e con il suo carattere schietto e aperto continua a creare quadri dall’impatto fotografico e a metterci dentro tutte le sue emozioni.
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