SAN GRATO...TI SONO GRATO! Commedia Teatrale

2001

SAN GRATO, TI SONO GRATO!
OVVERO: QUANDO I SOGNI AIUTANO A VIVERE
Di Aldo Marrari


SCENA PRIMA

Musica di apertura: Miserere (di Zucchero), sipario, scena luminosa, da mezza mattina

Salotto di un appartamento in centro Aosta un tavolo, quattro sedie, un divano, una libreria ed una poltrona; su di essa è seduto un uomo assorto nella lettura di un libro sulla vita di S. Grato ironia e scetticismo sul suo volto, si rivolge ad un interlocutore non in scena:

Paolo: “Cara, amore, senti qua, questo libro sulla vita di san Grato è proprio spassoso, meglio del barzellettiere; pensa che essendoci pochissimi riferimenti storici, la sua vita è stata dagli agiografi in parte romanzata, in parte prelevata dalla tradizione orale e senti che razza di storie vengono fuori - (legge un brano del libro con enfasi, con tono fortemente e volutamente ironico)
PER UN LUNGO PERIODO GRATO, VESCOVO DI AOSTA, LASCIA LA SUA DIOCESI E COMPIE UN VIAGGIO IN PALESTINA PER RIVISITARE I LUOGHI LEGATI ALLA VITA DI CRISTO, LI’, UN ANGELO GLI APPARE INDICANDOGLI IL POSTO DOVE ERA STATA SEPOLTA LA TESTA DI S. G. BATTISTA (che Erode a suo tempo, aveva fatto tagliare) eccetera, eccetera, PORTA LA SACRA RELIQUIA A ROMA PER, dice la leggenda, OMAGGIARLA AL PAPA E MENTRE GLIELA CONSEGNA, LA MANDIBOLA SI STACCA DAL TESCHIO RIMANENDOGLI IN MANO. IL PAPA SORRIDE, E DICE A GRATO DI TENERSI LA PARTE DELLA RELIQUIA CHE GLI E’ RIMASTA SUL PALMO COME DONO PER LUI E PER LA SUA VALLE.
Pare che il teschio senza mandibola sia conservato in una chiesa romana con sopra una scritta in latino “Ciò che manca qui è ad Aosta”;
ora dimmi, cara, se ci affacciamo alla finestra, neanche la vediamo la cattedrale talmente siamo abituati alla sua presenza, e cosa c’è lì dentro? La mandibola di S. Giovanni Battista, dico ma ti rendi conto? Questo è l’anno del giubileo, bisognerebbe studiare il modo di fare il grande business, certo ci fosse anche la lingua del profeta…”

Entra in scena una donna vestita da casalinga, con i bigodini in testa, mentre con le mani sta asciugando dei piatti, scuote la testa verso il pubblico: mani alte sui fianchi , movimenti repentini con la testa, tono duro mentre guarda il marito

Isotta: “ Che ne dici se invece usiamo la tua di lingua, così lo farei io il business del 2000, anzi del 2010, perché ho riserva delle tue stupidaggini per altri dieci anni... Leggiti davvero il barzelletiere e smettila di prendere per il naso (prende per il naso il marito)i santi, blasfemo!” (e si fa il segno della croce quattro volte molto velocemente, mentre le sue labbra si muovono intonando una nenia incomprensibile: il marito la osserva sbigottito, posa il libro si alza e si avvicina alla moglie)


Paolo: “Scusa puoi ripetere? Sai mi è sfuggita l’ultima parola, ammesso che lo sia…Sembrava il verso di tua madre quella volta che le ho aperto la porta nudo pensando fossi tu…”

Isotta: “ Non mi ci far pensare povera mamma, ancora un po’ e le viene un collasso…(cambiamento di tono, più dolce) E’ una preghiera che mi ha insegnato la mia bisnonna, proprio su San Grato… che strano, l’avevo completamente dimenticata, e tu, regalandomi questo libro sul santo, proprio oggi 7 settembre me l’hai fatta ritornare in mente, e prima mi è venuta di getto, istintivamente…”

Paolo: (sprofonda nuovamente in poltrona) “Ma dai, preghiere del medio evo nell’anno 2000, non diciamo sciocchezze…
Piuttosto a saperlo prima della sacra reliquia potevamo aprire un sito in internet del tipo… www.mandibolasant.it e pubblicizzare a dovere questa cosa …, c’è da mordersi la lingua, anzi la mandibola solo a pensarci…avremmo fatto un sacco di soldi con il giubileo come hanno fatto tanti… in ogni modo, a parte gli scherzi, sai che io rispetto le tue idee religiose, ma rimango ateo e scettico convinto, nonostante sia l’anno del giubileo appunto! “

Isotta: “ Eppure ascolta che parole poetiche e toccanti possiede questa preghiera, bisogna recitarla in caso di forti temporali quando si rischia di essere colpiti dai fulmini; (si inginocchia recita con enfasi, mentre il marito la osserva sbigottito) GLORIOSO SAN GRATO, VI SUPPLICO D’INTERCEDERE PER ME ORA PRESSO DIO AFFINCHE’ NON FACCIA CADERE SU DI ME LE FOLGORI VENDICATRICI DELLA SUA COLLERA. SONO COLPEVOLE E’ VERO, MA DOMANDO IL PERDONO DEI MIEI PECCATI, E IL TEMPO E LA GRAZIA PER FARE VERA PENITENZA, E PERCHE’ LA MIA INDEGNITA’ MI IMPEDISCA DI ESSERE ESAUDITA CHIEDO DI PREGARE A VOI STESSO, O SAN GRATO, IL DIO DELLE MISERICORDIE, PER ACCORDARMI CIO’ CHE GLI DOMANDO PER I MERITI DI GESU’ CRISTO NOSTRO SALVATORE. COSI’ SIA”

Paolo: “ Dico ma sei impazzita? Guarda che è il giubileo dell’anno 2000 .l’anno di Bill Gates! Non dell’anno 1000… le folgori vendicatrici della sua collera: ma è ancora cosi arrabbiato per colpa di una mela?! Secondo te poi se uno ha un fulmine che minaccia la sua testa deve mettersi a fare il mea culpa? Ma va là, ma va là, vai a prepararti o farai tardi alla processione e lasciami finire di leggere questo saggio sulla satira, anche se oltre a farmi ridere (comincia a sbadigliare) mi mette addosso una sonnolenza…aahhh, aahh…”

Isotta: “ E te pareva, ateo blasfemo e… poltrone!”

Paolo: “Su, dammi un bacio Isotta la mia bigotta!”

Isotta: “Te lo puoi scordare Paolone il mio poltrone!” (esce di scena)
Paolo si alza e si avvicina alla finestra, guarda fuori, mentre si sentono delle campane incessanti, scuote la testa e esclama:


Paolo: “Guarda che nuvoloni stanno arrivando… Isotta avrà preso l’ombrello?… e quanti pecoroni si sono radunati… mah! Chissà la mia mandibola dove sarà tra 2000 anni… (si dirige nuovamente verso la poltrona, ci sprofonda dentro, ha di nuovo il libro tra le mani) Certo quella di Giovanni Battista è qui sotto….aaahh, ma a lui ormai che gli frega… aahhh…Dunque, vediamo un po’, dove eravamo rimasti?(pausa)…Ecco qua! LA BENEDIZIONE DI SAN GRATO…Dal rituale AUGUSTANUM…veniva utilizzata per allontanare dai terreni coltivati insetti ed altri animali nocivi per il raccolto (guardando il pubblico) non credevo che gli esorcismi si potessero fare anche contro i bruchi!!…roba da matti…(riguardando il testo) il tutto rigorosamente in latino…aahhh…ESORCISMI…Bah!..per cacciare via cosa poi? BRUCHIS, appunto…OMNIBUS LOCUSTIS,ERUCIS TALPIS…Aahh…MURIBUS…SERPENTIBUS…Aahh “ (borbotta ormai frasi incomprensibili mentre scivola in un sonno profondo, fino a russare con la bocca aperta)

SCENA SECONDA

Paolo dorme profondamente sulla poltrona, la scena diventa gradualmente scura, come quando il sole è coperto dalle nuvole, rumori di pioggia scrosciante, tuoni, lampi (la scena ora scura deve essere intervallata da lampi di luce qualche secondo prima del arrivo dei tuoni)
Il rumore dei tuoni scema gradualmente mentre subito dopo parte ” I Fortuna Imperatrix Mundi” di Carmina Burana, sulla scena si alza del fumo dal quale compare San Grato dalla notte dei tempi vestito da vescovo dell’epoca con il classico bastone ricurvo…effetti luminosi, la musica scema, la figura di San Grato si ricompone e la scena si rischiara (se è possibile deve essere una luce che proviene dal santo e gradualmente si espande tutto intorno), adesso la strana figura si trova dietro la poltrona di Paolo che ha continuato a russare Imperterrito…San Grato a questo punto guardando fisso davanti a se, pronuncia parte della benedizione di cui sopra: “DOMINE SANCTE PATER OMNIPOTENS AETERNE DEUS, SPIRITUM SACTUM TUUM EMITTE DESUPER CUM ANGELO ET ARCHANGELO TUI, QUI OMNIA PRAEDICTA VISITENT ATQUE DEFENDANT VIDELICET SEGETES, SEMINA, VINEAS, ARBORES, BESTIAS, AGROS, IUMENTA, RAPAS, OLERA, HORTOS ET ALIA OMNIA SUPER QUIBUS HAEC ACQUA ASPERSA FUERIT, ET AB OMNIBUS LOCUSTIS, ERUCIS, BRUCHIS, TALPIS, MURIBUS, SERPENTIBUS ET ALIIS QUIBUSCUNQUE ANIMALIBUS FRUCTIBUS TERRAE NOCENTIBUS PROTEGANT, NEC EA NOCERE ILLIS ULO MODO PERMITTANT. Paolo intanto, nel sonno pronuncia a voce alta le parole in grassetto intervallandole con quelle del santo…Al termine dell’orazione, d’improvviso con qualche verso, comincia a svegliarsi, anche se non si rende bene conto di quello che succede; si rigira sulla poltrona, i suoi occhi incontrano quelli del santo, per un momento Paolo sembra non farci caso, poi scoppia in un urlo terrificante.
San Grato dalla sua, risponde con un urlo altrettanto terrificante, infine i due urlano insieme spaventandosi a morte a vicenda. I due ora sono uno di fronte all’altro, Paolo comincia a balbettare qualcosa:

Paolo: “ Sto sognando, sto sognando, sto sognando…non credo ai miei occhi tu, tu, tu sei Sa… Sa…Sa…Saaan Grato?!


Grato: “ Ma certo! Credi di aver fatto una grossa scoperta? Sono secoli che mi chiamano e mi invocano con questo nome…anche se ultimamente molti aostani come te, invocano la data del 7 settembre solo per starsene in casa a poltrire, ANZICHENO’!

Paolo: “ le mie povere coronarie…. dimmi solo se sto sognando oppure no, ti prego!

Grato: “ Tu che mi preghi?! Buona questa! devo proprio raccontarla a Giocondo! In ogni caso non posso risponderti, ma tranquillizzati, questa conversazione la ricorderai esattamente come un sogno… a proposito ti faccio io una domanda: secondo te la vita è un sogno o i sogni aiutano a vivere?”

Paolo: (guardando il pubblico) Mio dio, che incubo; Gigi Marzullo vestito da San Grato! Devo svegliarmi, devo svegliarmi…

Grato: (Scoppia in una sonora risata) “Ah, ah, ah, ah…vedo che non hai perso l’ironia nonostante tutto…sei simpatico (tirando una forte pacca sulla spalla del povero Paolo che accusa il colpo) ANZICHENO’!

Paolo: ( Con meno titubanza, rassicurato dall’ atteggiamento goliardico del santo) “Non capisco… come mai mi appari in sogno proprio a me che non credo neppure in Dio (pausa)… farfugliando quell’incomprensibile esorcismo in latino neanche fossi una locusta…o peggio un serpente sul bus! forse ti sei sbagliato sai ,volevi parlare con Isotta… guarda solitamente russa già alle nove di sera …

Grato: “No, è proprio te che volevo, un blasfemo ateo e burlone…infatti ero stufo di farmi sbeffeggiare da una locust..ehm! Da un ometto buffo come te…e così d’accordo con il capo (fa un cenno al cielo con un bastone) o pensato di farti una visitina… E adesso anoi due! Scommetto che hai un sacco di domande da farmi…ANZICHENO’!

Paolo: beh! Visto che sei qua, ne approfitto Grato….(prende il libro sulla vita del santo) posso darti del tu, vero? Leggi che razza di panzane scrivono su di te , roba da cabaret, io fossi in te devierei fulmini e saette sugli agiografi…pensa che mentre storicamente sei vissuto nel quinto secolo, ti collocano nell’ottavo-nono secolo contemporaneo di Carlo Magno , attribuendoti miracoli e meriti che non hai …insomma un sacco di fandonie che si sono bevuti tantissimi cristiani nel corso dei secoli!

Grato: “Calma la tua enfasi! Non tutto quello che è stato scritto dagli agiografi è falso, molto viene dalla tradizione orale e quindi è inevitabile che ci sia qualcosa di romanzato…mica c’era internet una volta ANZICHENO’ ! Ci si riuniva davanti al fuoco e si raccontavano delle storie ma molti attraverso queste vicende trovavano la fede e quindi la forza di andare avanti nella loro durissima e poverissima vita contadina … anzi visto che siamo in un sogno e in essi tutto è possibile ti farò narrare un antica leggenda che mi riguarda: entri il cantastorie!(alzando il bastone ricurvo)


SCENA TERZA

La scena si oscura , i due arretrano sul fondo della stessa , entra il cantastorie indossa un vistoso cappello con qualche piuma colorata , su una medievale;accompagna la declamazione con uno strumento a corda:

CANTASTORIE:
O voi nobili e sinceri Cavalieri
Poco nobili e per niente sinceri
O voi fedeli e leggiadre dame,
dagli occhi freddi e lingue come lame
prestatemi ora un po’ d’attenzione
niente a che fare col vecchio sermone
è l’antica leggenda che potrete mirare
è l’oscura leggenda che potrete ricordare
quella di quel Grato, Vescovo di Augusta
quello dove il bene arriva e aggiusta

C’era una volta, là, sulla montagna,
in un eremo quieto, quel Santo vescovo,
e c’erano anche, celate da fate
due streghe scellerate

Esce di scena lentamente,parte la musica del “fantasma dell’opera”; le streghe entrano in scena, una più vecchia con una parrucca albina, l’altra più giovane con una parrucca nera; sono sporche di nero in viso, hanno i piedi nudi ed i i vestiti strappati; danzano sulle note del “fantasma dell’opera” mentre la scena è alternata da bagliori di luce. I loro capelli sono scompigliati, sogghignano in modo terribile muovendosi in maniera innaturale; la musica è diventata gradualmente bassa fino a scomparire; la più giovane mette un braccio intorno al collo della più anziana e comincia a parlare, mentre la musica scema:


STREGHE
Tre volte il gatto tigrato ha miagolato
Tre volte e una il riccio ha grufolato
L’arpia grida: “è l’ora, è l’ora!”
Raddoppia, raddoppia lavoro e travaglio,
Brucia fuoco, gorgoglia caldaio!

1^ STREGA : Bene, la magica pozione per propiziarci gli abitanti di Gressan è pronta

2^ STREGA: Allora non ci resta che provare a vendere la nostra mercanzia ai primi contadini che incontreremo

Escono di scena; buio. Luce in scena non fortissima paragonabile ad un fuoco acceso;


(Musica medievale, che introduce il cantastorie)


CANTASTORIE:
Scendono a valle vestite di stracci :
suonano forte con dei campanacci,
per farsi notare, per farsi ascoltare,
e cercare di vendere quelle merci amare

Esce di scena.

CONTADINI:(arrivano cantando)

Forte la falce l’erba taglia e l’erba presto diventi fieno e paglia


1° CONTADINO: Oggi però ho la schiena a pezzi!

2° CONTADINO: Non me ne parlare…Non riesco neanche a stare in piedi!

1° CONTADINO: Consolati! Domani ci aspetta una giornata altrettanto dura!

2° CONTADINO: Meno male che ci pensi tu a tirarmi su il morale!

1°CONTADINO: Sai cosa dovresti fare? Pregare, ti darebbe sollievo!

2°CONTADINO: Già! Pregare, pregare…Come il nostro Vescovo…ho sentito che si ritira spesso e volentieri a pregare in solitudine…lì sulla collina appena sopra la città…in un posto chiamato Ermitage…chissà se si ricorda anche di noi!

1° CONTADINO: Abbi fede…ha una parola buona per tutti…eppoi è un uomo straordinario…qualcuno giura di averlo visto, lo scorso anno, durante un forte temporale costringere la grandine che stava per abbattersi sulla campagna a finire dentro un pozzo…salvando così il raccolto!

2° CONTADINO: Proprio un bel miracolo quello! Il pozzo dove ha fatto finire la grandine era il mio!…completamente distrutto! Fosse rimasta una sola pietra in piedi, dico una!

1° CONTADINO: Ognuno deve fare il suo compito, quell’uomo pio sfama i tuoi figli di fede!

2°CONTADINO: Sarà…ma la fede non si mastica…ti assicuro che in certi momenti ho paura che i miei figli, da come mi guardano, vogliano mangiare anche me!

Entrano in scena all’improvviso le due streghe , roteando e danzando intorno ai due sorpresi contadini – sulla canzone “bidibibodibibù”-




STREGHE:

Signori, non andate via così!
Quest’occasione non perdetela!
Date un’occhiata alla nostra mercanzia, qui ce n’è d’ogni genere.
Nel nostro emporio senza pari non c’è nulla
che non abbia già provocati mali grandi agli umani esseri al mondo.
Non c’è pugnale qui, che non stillò sangue,
non c’è coppa da cui micidiale veleno
non sia corso in un corpo sanissimo,
non c’è gioiello che donna piacevole non sia riuscito a traviare,
non spada che non abbia tradita un’alleanza
o colpito alle spalle un avversario

1° CONTADINO: Chi credete d’ingannare brutte megere!!

2° CONTADINO: Sparite dalla nostra vista, siete sicuramente delle streghe, credete che non vi abbiamo riconosciuto? Scrofe immonde, puzzate peggio delle interiora di un gatto marcite al sole!
VIA, ANDATEVENE VIA!!

1^ e 2^ STREGA: Derise e umiliate oggi ce ne andiamo
ma domani di sicuro torneremo forte e piano
la sorpresa sarà per voi ancor più bella:
un’intera montagna che scivola e saltella
Buio.

Luce.

(Musica medievale, che introduce il cantastorie)


Entra il cantastorie:

CANTASTORIE:

Per sbarrare la Dora ed annegare
Quelle genti così cattive e amare
Di tutto gettano nel calderone stregato
Ora il monte non può essere fermato
Scende e scivola giù nella vallata
Per trasformare tutto e tutti in marmellata

Esce di scena.

Le streghe sono nuovamente sole, come la scena iniziale.Sono provate ed indispettite dall’accaduto.


STREGHE:
Filetto di serpe acquaiolo, bolli e cuoci nel paiolo,
occhio di ramarro e dito di rana, pelo di pipistrello e
lingua di cagna…
Scaglia di drago, dente di lupo, mummia di strega
Ventre e imbuto dello squalo che i mari depreda


Buio (introduzione musicale)

Casa (scenografia solo di una coperta che copre i due sdraiati in terra) di una famiglia di contadini del villaggio, si vede ina coppia che sta dormendo, si svegliano di soprassalto in piena notte (rumori violenti preregistrati che diano l’idea di una grossa massa di terra in movimento, tipo terremoto, campane che suonano. I due fuggono impauriti : “che succede, dio mio, che succede!?

Altri entrano in scena,a turno,ed ognuno pronuncia una frase, in preda al terrore ed alla preoccupazione..chi ha un bambino in braccio..chi per mano..chi si sta’ ancora vestendo perché colto in piena notte:

al riparo, al riparo!”, -la vendetta delle streghe!”

“si sta bloccando il corso della Dora!”,

“Mio dio, aiutaci! Presto, chiamate tutti…!

“il vescovo Grato, qualcuno chiami il vescovo Grato!”

Buio.

La scena è di nuovo vuota , si sente solo un trambusto lontano, entra il cantastorie:

(Musica medievale, che introduce il cantastorie)

CANTASTORIE:

Dall’ Ermitage la morena il Santo osserba
Scivolar giù tra i campi e l’erba
Ecco che allora la sua pietosa mano
Frena la corsa da veloce a piano
Ecco che infine le potenti rocce
Perdon di forza come poche gocce

Esce di scena.
San Grato, fermo sullo sfondo con Paolo, si avvicina al pubblico, si inginocchia in terra , e rimane assorto in un atteggiamento di preghiera; all’improvviso, viene destato da dei rumori un sottofondo, si alza guarda verso il pubblico e con aria molto preoccupata esclama:


Grato: Ma, che succede, che succede Dio Mio…è tempo di tornare, la mia diocesi è in pericolo…si…le creature del demonio…(impone la sua mano stendendola verso valle, la stessa trema leggermente ed inizia la benedizione di San Grato, ma rendendosi conto dell’errore impreca) Porco diavolo! (tirandosi una sonora sberla sulla tempia)questa è per gli insetti…e per le streghe come sarà? Boh! Meglio improvvisare…dunque vediamo ORDINO PER GRAZIA CONCESSAMI DAL SIGNORE CHE LE FORZE DELLA NATURA MI OBBEDISCANO E FACCIANO CESSARE IMMEDIATAMENTE QUESTO SCEMPIO E CHE LE CREATURE DEL DEMONIO VENGANO ALLONTANATE DALLA TERRA E DAL CIELO

Musica, mentre le streghe cercano di entrare in scena ma indietreggiano impotenti, combattendo contro dellle forze invisibili …

Buio.(San Grato ritorna accanto a Paolo)

Luce.

Nuovamente in scena i due contadini di ritorno dal lavoro.

1°CONTADINO:…E’ andata bene…quelle maledette streghe…le avevamo sottovalutate vero? Ormai son passate sei lune da quella terribile minaccia…non dimenticherò mai le loro urla terribili dopo l’intervento di quel sant’uomo , nostro vescovo Grato!

2° CONTADINO: Già…avevi proprio ragione sai…la preghiera è cibo, perché riesce a centuplicare le nostre forze, se quando lo fai sei veramente convinto di rivolgerti a dio! (pausa)

1° CONTADINO: (Gurdando verso il pubblico, e indicando con la mano) Hai visto che enormi morene hanno lasciato quelle fate cattive?

2° CONTADINO: Credo sia un monito, per noi e per le generazioni future…forse per ricordare che non bisogna mai sottovalutare la forza del demonio…

1° CONTADINO: E anche quella di Dio….

(Musica medievale, che introduce il cantastorie)

CANTASTORIE:
…E qui finisce la leggenda, dame e signori
prelati e borghesi, bambini e pastori
ma prima di prendere da Voi commiato
e rendere voce al nostro santo Grato
ancora una volta il vostro menestrello
sempre più stanco ma ancora un po’ monello
vi guarda uno a uno perbene in faccia
e vi regala la sua ultima boccaccia
Esce di scena.




SCENA QUARTA

Nuovamente San Grato e Paolo sulla scena, uno di fronte all’altro:

Paolo: Bene! complimenti! Graziosa rappresentazione…bravi attori…persino un cantastorie…farei proprio un bell’applauso! (rivolto al pubblico) …però vedi, Grato, ho le idee ancora più confuse di prima…

Grato: Quello che vorrei che tu afferrassi, in quella tua testaccia di legno ANZICHENO’, è che il dono più bello che ci ha fatto Dio è la completa libertà che abbiamo di scegliere sempre tra il Bene e il Male, senza nessuna imposizione…possibile che nel 2000 sia difficile da capire questo? Vedi,
i miracoli, le apparizioni, le streghe e i diavoli, sono spesso dei simboli che ci possono aiutare in questa scelta… credere o non credere, dipende esclusivamente da noi…

Paolo: Ma perché devo essere sempre obbligato a scegliere tra il bene e il male? Esistesse solo il bene, non sarebbe tutto più semplice? Perché? Perché?

La domanda rimane senza risposta, San Grato sparisce di scena, la luminosità torna come inizio scena, mentre Paolo viene come risucchiato dalla poltrona e sprofonda in una posizione completamente scomposta, continuando a farfugliare “perché?”

SCENA QUINTA

Rientra nella scena Isotta, ha i capelli bagnati e un po’ arruffati, i vestiti bagnati:

Isotta: Che temporale, che temporale…sono tutta zuppa d’acqua…come un biscotto caduto nel tè….

Paolo: Perché?

Isotta: Come perché? Fuori e scoppiato il diluvio universale, non dirmi che non te ne sei accorto!

Paolo: Perché?

Isotta: Ma Paolo, mi stai prendendo in giro? (si volta finalmente e vede Paolo che dorme in una posizione assurda…scoppia a ridere fragorosamente)

Paolo: Sono tornate le streghe…nooo….le campane…suonate le campane!

Isotta: Sei tu, che sei suonato come una campana…ma guarda in che stato…una foto…devo farti una foto mentre stai ancora vaneggiando così non potrai negare l’evidenza (si allontana a cercare una macchina fotografica)


Paolo: (Ha sempre gli occhi chiusi, continua ad agitarsi con mani e piedi) Sua Eminenza…chiamate Sua Eminenza…

Isotta rientra con la macchina fotografica in mano, pronta a scattare con il flash e lo fa:
Paolo si sveglia di soprassalto urlando e cade rovinosamente dalla poltrona, Isotta urla anch’essa d’istinto e cade a terra; Paolo si rialza di scatto brandisce una scopa:

Paolo: Vade retro…vecchia strega maleodorante!

Isotta: (furente) Dico, ma sei completamente impazzito? Mi hai spaventato a morte! (lo guarda meglio, pausa, si placa immediatamente la sua ira, mentre lui rimane immobile e interdetto) Certo che sei…buffissimo…sei veramente uno spasso…ti ho anche fatto una foto… (scoppia a ridere) metti giù quella scopa, è stato solo un incubo!

Paolo: Incubo? Incubo…già un fottutissimo incubo! (corre ad abbracciare la moglie) ma…ti ho spaventato così tanto che te la sei fatta addosso?

Isotta: Ma piantala, vecchio rimbambito…vado ad asciugarmi di là che ho freddo…comunque deve essere stato un incubo pornografico, vista la posizione che avevi sulla poltrona! (esce di scena)

Paolo: ti ricordo che sei appena stata ad una processione religiosa…già…tutta colpa del libro su San Grato…è lui che ha scatenato il sogno…ma la vita è un sogno o i sogni aiutano a vivere? Mah… (la sua attenzione è attirato da qualcosa sul pavimento) …e questo cos’è? s(i china e raccoglie una piuma del cappello del cantastorie, la tira su lentamente e rimane con lo sguardo impietrito per qualche istante; nel frattempo entra nuovamente in scena Isotta che si sta asciugando i capelli con un asciugamano, indossa l’accappatoio)

Isotta: beh? Ti sei riaddormentato da sveglio?

Paolo: (fissando ancora la piuma tra le mani, che tremano leggermente) devo fare una telefonata!

Isotta: E a chi?

Paolo: A Gigi Marzullo!

Isotta : Chiii!?

Paolo: Gigi Marzullo!

Isotta: Perché invece non telefoni alla neuro?(continua a borbottare)

Paolo: devo assolutamente fare una telefonata… (si avvicina al telefono alza la cornetta) Pronto? Servizio 12? Salve operatore189, vorrei il numero della RAI di Roma…Grazie
(compone un altro numero) Pronto? RAI? Senta, io dovrei assolutamente parlare con il Signor
Gigi Marzullo, è una questione di vita o di morte…come sarebbe a dire che lo trovo solo verso mezzanotte e dintorni? E lei, signorina non può proprio lasciarle un messaggio? Grazie lei è un angelo... stia a sentire la conosce la domanda che Gigi Marzullo pone sempre ad i suoi ospiti?
Sì esatto...bene le dica che con certezza da oggi non deve farla mai più…perché la vita non è un sogno…SONO I SOGNI CHE AIUTANO A VIVERE! Se sono impazzito oppure no? (per nulla infastidito) Scelga lei signorina, è liberissima di farlo ANZICHENO’!

Isotta lo guarda con espressione sbigottita, musica di chiusura, SIPARIO.




Informazioni tecniche
  • Codice Gigarte.com:GA42618
  • Tecnica: SAN GRATO, TI SONO GRATO! OVVERO: QUANDO I SOGNI
Informazioni sulla vendita
  • Disponibile: no
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Descrizione

Commedia Teatrale portata in scena dalla Compagnia Teatrale Passe-partout al Teatro Giacosa di Aosta il 7 settembre 2001 in occasione della festività di San Grato, patrono della Città di Aosta;

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  • Codice:GA42618
  • Tipo:Poesia
  • Creata nel:luglio 2001
  • Archiviata il:sabato 23 ottobre 2010