Saligia mostra di Andrea Chisesi

LUG 04

Quando? Terminato martedì 20 agosto 2019

Dove? viale Douhet, 2/a, Caserta, (Caserta)

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SALIGIA
Reggia di Caserta – 04 luglio / 19 agosto 2019

COMUNICATO STAMPA

L’artista Andrea Chisesi reinterpreta vizi e virtù dal racconto del mito alla contemporaneità
Alla Reggia di Caserta, nelle retrostanze del Settecento, la Personale di Andrea Chisesi rivisita i 7 vizi riscattando la debolezza umana

Testimonial Rocco Barocco

Roma, 16 giugno 2019 - Da giovedì 4 luglio, nelle lussuose stanze della Reggia di Caserta, verrà inaugurata SALIGIA, la grande mostra personale dell’artista Andrea Chisesi.
L’evento eccezionale, che sarà presentato alla stampa alle ore 11,00 da un lato apre i battenti della stagione estiva della Reggia, e dall’altro costituisce il punto di congiunzione tra l’ideale classico e l’arte contemporanea, con un percorso a serpentina che si svilupperà tra le stanze più ricche di fascino di questo prezioso scrigno settecentesco.
La pluralità dei linguaggi dell’arte contemporanea al confronto con l’eredità antica presente nella collezione permanente del luogo, innesca una riflessione altrettanto fertile sulle ripercussioni visive, estetiche, tecniche che si producono quando tra l’arte antica e quella contemporanea non si pone soltanto un semplice accostamento. Se l’arte di oggi reinventa il presente attraverso il passato, se è capace di rimpastarlo nel tempo della vita, allora va sempre all’arte il merito di sapere rinegoziare un patto antico, che attraverso il racconto di una memoria visiva e condivisa, sia capace di ricomporre il filo, in fondo mai spezzato, tra il passato e il presente.
Allora ecco che SALIGIA, la mostra di Andrea Chisesi che presenta un nucleo di 62 opere, molte delle quali site specific, realizzate dalla tecnica da lui stesso coniata delle “Fusioni”, costituisce il presupposto ideale di questo legame dell’antico versus il contemporaneo.
Acronimo dei 7 vizi capitali, SALIGIA racconta quanto l’idea del vizio umano non sia soltanto già ampiamente connotata negativamente dal sentire comune, ma a riconferma della fragile natura umana, stabilisce come sia impensabile abbandonare una visione che incentra nella dualità vizio - virtù, la vera essenza dell’uomo e della donna.
È cosi che le storie antiche come quelle di Diana e Atteone, il richiamo alle tre Grazie, i canoni formali intrappolati nel manifesto strappato, cosi come i numerosi riferimenti ai miti presenti nella Reggia, assumono un significato diverso poiché tutti insieme compongono un patrimonio universale capace di leggere i difetti umani in chiave simbolica mentre in contemporanea recano un augurio di eterna bellezza, tema non esclusivamente di matrice foscoliana e già presente nei “Matrem” di Chisesi.
Non è un caso infatti, che l’inedita chiave di lettura chisesiana reinterpreta alla luce di una più ampia visione i fatti storici, mitici e letterari: narrando come dall’egoismo del conte Ugolino, all’accidiosa posa del Satiro dormiente, dall’ira di Achille, o del peccato di gola di Bacco, si giunga senza soluzione di continuità fino a una profonda rivisitazione della superbia di Adamo ed Eva, nonché all’estrema sintesi del peccato di lussuria inquadrata in un’odierna scena di film osé.
È l’arte quindi, che ristabilisce i confini ripristinando i valori nella giusta collocazione. Con la forza delle sue immagini in quanto valori muti, possiede anche una componente decisamente impattante sui presupposti ideologici che guidano una società civile; Amy Winehouse oggi per Chisesi rappresenta il peccato di gola, Trump la superbia, ed ancora, legata alla nostra contemporaneità, il ritratto del Cardinal Bertone che connota meglio oggi il peccato dell’avarizia. In questi termini la poetica di Chisesi, narrata attraverso la sua personale tecnica pittorica che si declina in stratificazioni di pittura, manifesti ed immagini iconiche, contribuisce non solo a svecchiare idee consunte che oggi non trovano più spazio, ma pone domande artisticamente scomode, entrando nel vivo delle questioni attuali.
Come è da intendersi infatti oggi l’idea di “vizio” rispetto per esempio alla visione dantesca della Commedia? A riprova di come l’arte sia l’unico strumento capace di liberare l’umanità dai preconcetti, il confronto tra canone antico e sguardo contemporaneo è quanto mai stringente con i temi presentati. La lezione d’arte di Chisesi, mai didascalica, mette davanti agli occhi le molteplici possibilità dell’arte contemporanea, la sua capacità di usare ampiamente tutti quei filtri interpretativi che possono rielaborare un’immagine classica attraverso il medium artistico.


Ufficio stampa e Comunicazione
Artpressagency di Anna de Fazio Siciliano
Contatti: E. annasicilianodefazio@gmail.com - M. 349/15.05.237

  • Pubblicata domenica 16 giugno 2019

  • Da Anna Siciliano De Fazio

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  • Pubblicatadomenica 16 giugno 2019