The Beauty and the Bane 28B
Tecnica mista, Alluminio Dibond, 2025
La composizione di quest'opera è dominata da un’ombra profonda e vibrante che sembra voler cancellare i tratti somatici, lasciando emergere solo i punti di massima tensione emotiva: il rosso intenso delle labbra e l’accenno degli occhi. In quest’opera, il concetto di “bellezza” (the beauty) è ridotto all’essenziale, a un ricordo sbiadito ma persistente che lotta per non essere inghiottito dall’oscurità circostante. Attraverso i segni che incide sulla superficie, Schiavano porta alla luce la “rovina” (the bane) non come elemento distruttivo, ma come parte integrante dell’identità. I graffi che attraversano il buio appaiono come lampi di consapevolezza o ferite aperte, rendendo il soggetto reale, tangibile e umano. L’opera si propone come un invito a smettere di cercare la perfezione e a trovare la verità nel contrasto, nel graffio, in ciò che resta quando tutto il superfluo viene rimosso. Non si tratta di un vuoto, ma di una presenza che si afferma con forza proprio attraverso il mistero di ciò che non viene svelato.
THE BEAUTY AND THE BANE
Questo progetto si pone l’obiettivo di portare l’osservatore a confrontarsi con la natura effimera dell’estetica. Le immagini, inizialmente scatti pubblicitari realizzati dallo stesso artista, sono state trasformate, nei colori, nell’aspetto e nella texture attraverso l’utilizzo di oli, vernici e materiali abrasivi, creando così delle opere uniche e non riproducibili. La realizzazione di ogni opera è stata condotta interamente in modo artigianale sottolineando l’importanza di un processo creativo che valorizza il lavoro manuale e l’autenticità dell’intervento umano. Questa scelta diventa un ulteriore atto di ribellione contro l’omologazione e la standardizzazione imposte dalla società contemporanea. Inoltre, il progetto denuncia il crescente abuso della chirurgia estetica, che spesso trasforma i corpi in oggetti da conformare a ideali irraggiungibili, privandoli della loro unicità e autenticità. Qui, invece, la bellezza viene scavata, incisa, graffiata. Ogni graffio dissolve l’eccesso, il finto, ma nel sottrarre, si aggiunge: ogni segno impresso sull’immagine non la distrugge, la rivela. Ogni ferita diventa un frammento di significato, una verità che affiora sotto la superficie. Attraverso una vera e propria decostruzione, le opere mettono in discussione i canoni estetici tradizionali e si presentano come un potente commento sulla superficialità con cui spesso percepiamo il bello.
Uno degli elementi centrali del progetto è il concetto di “Fotomorfia”, intesa come una metamorfosi visiva che avviene attraverso la manipolazione materica dell’immagine fotografica. L’atto di trasformare gli scatti originali in opere totalmente nuove non solo altera la percezione dello spettatore, ma invita anche a riflettere sulla capacità dell’arte visiva di svelare significati nascosti attraverso l’alterazione della forma originale. La Fotomorfia diventa così un linguaggio di decostruzione, un mezzo per spogliare l’immagine della sua funzione estetica convenzionale e per provocare un dialogo introspettivo con l’osservatore.
The Beauty and the Bane rappresenta quindi una critica alla società dell’immagine, evidenziando come la concezione di bellezza possa essere facilmente manipolata e distorta da chi detiene il potere di definire ciò che deve essere considerato bello oppure no. È un invito a guardare oltre l’apparenza, a scoprire la bellezza nelle crepe e nelle ferite, a riconoscere che è proprio attraverso la sua distruzione che la bellezza può rinascere e rivelare la sua essenza più profonda.
Informazioni generali
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Categoria: Fotografia
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Codice: 205B
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Eseguita il: 2025
Informazioni tecniche
- Misure: 133 cm x 98 cm x 2 cm
- Tecnica: Tecnica mista
- Stile: Fotomorfia
- Supporto: Alluminio Dibond
Informazioni sulla vendita
- Collezione: Milano
- Prezzo: € 6.000,00
- Disponibile: si
Informazioni Gigarte.com
- Codice GA: GA239984
- Archiviata il: 02/03/2026
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