OltreLaPelle 02
Tecnica mista, Alluminio Dibond, 2025
In quest’opera, Antonio Schiavano indaga l’eterno conflitto tra l’armonia della forma umana e il “flagello” dell’esistenza. L’artista utilizza la sua tecnica distintiva, la Fotomorfia: un’ibridazione in cui la fotografia incontra l’intervento materico diretto. Non si limita a scattare, ma viola la superficie della stampa graffiandola, creando una ragnatela di segni che simboleggiano il tempo e le ferite invisibili dell’anima. Schiavano sceglie di ritrarre il soggetto di spalle per universalizzarlo, spogliandolo dell’identità e concentrandosi sull’essenza. Il fulcro emotivo risiede nelle mani, tese e contratte, simili a radici o artigli che fendono l’aria sopra la testa. È una posa di estrema tensione, un gesto ambiguo tra la disperazione di chi cerca protezione e la forza di chi tenta di liberarsi da un peso invisibile. Attraverso la materia abrasa, l’artista racconta la resilienza: una bellezza che non solo sopravvive, ma si definisce proprio attraverso le sue cicatrici.
OltreLaPelle
Questa serie raccoglie una selezione di opere in bianco e nero, interpretate attraverso la Fotomorfia, che esplorano e approfondiscono ulteriormente il dialogo tra estetica, identità e appartenenza già affrontato in parte in The Beauty and the Bane. Le immagini ritraggono principalmente un uomo nero, da solo o accanto ad una donna bianca, componendo scene in cui i corpi dialogano con forza sul tema della convivenza, dell’accoglienza e della reciprocità.
Il titolo, OltreLaPelle, indica chiaramente la volontà di guardare oltre il colore della pelle, verso una piena inclusione e sinergia tra culture e persone. In queste opere, ogni gesto, anche il più semplice, come offrire un frutto, diventa simbolo di apertura e condivisione: un invito a riconoscere l’altro nella sua interezza, a superare distanze culturali e barriere invisibili.
Il bianco e nero amplifica l’essenzialità dello sguardo, eliminando il superfluo e accentuando la tensione poetica dei corpi. I segni, le abrasioni e le sovrapposizioni materiche della Fotomorfia trasformano le immagini, restituendo una verità visiva che parla di vulnerabilità, forza e integrazione.
In un’epoca che, nonostante i progressi, fatica ancora ad accogliere pienamente la diversità, queste opere ci invitano a fermarci e ad osservare con attenzione: leggere i gesti e riconoscere la dignità dell’altro. Qui la bellezza nasce dalla ferita, e nella ferita si apre sempre la possibilità di un nuovo inizio, fondato sulla reciprocità e sull’inclusione.
Informazioni generali
-
Categoria: Fotografia
-
Codice: 227
-
Eseguita il: 2025
Informazioni tecniche
- Misure: 98 cm x 98 cm x 2 cm
- Tecnica: Tecnica mista
- Stile: Fotomorfia
- Supporto: Alluminio Dibond
Informazioni sulla vendita
- Collezione: Milano
- Prezzo: € 5.000,00
- Disponibile: si
Informazioni Gigarte.com
- Codice GA: GA239990
- Archiviata il: 02/03/2026
Hai bisogno di informazioni?
Vuoi chiedere maggiori informazioni sull'opera? Vuoi conoscere il prezzo o fare una proposta di acquisto? Lasciami un messaggio, risponderò al più presto
