PRODI CAVALIERI

2012

PRODI CAVALIERI

Per noi.

Che ci avventurammo,
tra i deserti dell’anima.

E ci spostammo alteri,
a cavallo dei sogni.

Con le spalle addomesticate
dalle intemperanze della vita
e dalle astrusità della morte.

E con le mani avvezze,
a scavare la neve,
ricoperte di sangue.

Ed il viso
invecchiato dal sole.

Per noi,
che nascemmo guerrieri.

Cosa conta di più ?

E per me,
che importava ?

Se le lune mi han guardato,
abbaiare
ai miei errori voluti.

E che ho fatto ?

Quando quell’imprevisto
seguitava a chiamarmi,
protendendosi da una finestra.

Quando anch’io,
titubai,
come gli altri.

Forse si considerava
diverso.

Più aggraziato
di quanto apparisse.

E lo era:
più bello.

Dichiarato all’anagrafe
maschio.

Si sentiva una donna.

Quell’angelo di stoffa
partorito da due esseri umani.

"Disumani":
pensai.

"Ma non peggiori di me":
mi ripeto quest’oggi.

"Bambino,
vieni a giocare con me ?".

Mi diceva.

"Vuoi venire da me?
A casa mia?"

Quell’angelo
dai capelli ondulati.

Dai bellissimi boccoli,
arricciati dai rifiuti del mondo.

Ma nessuno di noi
volle mai dargli ascolto
e prestargli attenzione.

Quell’angelo di lebbra,
tenuta reclusa.

E un bel giorno,
qualcheduno mi disse:

"si è ucciso".

Ma non volli guardare
verso quella finestra.

Che guerriero hai chiamato ?
Che creatura hai creato?

Se mi hai illuso,
di essere giusto.

Invincibile e impavido.

Ed ho avuto paura di amare
il mio prossimo.

E ho voltato le spalle
agli amici e all’amore.

Che guerriero del cazzo !!

E che uomo mostruoso,
son stato.

Se non ebbi il coraggio
di varcare la soglia di un cuore.

Che invocava soltanto amicizia
e un fratello.

Con quel volto paffuto
e due occhi dal taglio orientale.

Ed un naso schiacciato:
camuso.

E il sorriso di un clown.

Quell’amico
che non volli mai avere.

E passarono i giorni.

Le stagioni:
e anche gli anni.

E lui,
là.

Sempre lì,
ad aspettare.

Affacciato
da un pertugio del cuore.

A chiamarmi.

Con il volto di quelli.

Che invocarono aiuto
e non volli ascoltare.

Quei bambini.

E quei giovani
e anziani.

E quegli uomini.

E donne.

Che non ebbi
la forza di amare.


Informazioni tecniche
  • Codice Gigarte.com:GA71720
  • Tecnica:PRODI CAVALIERI Per noi. Che ci avventurammo
Lascia un commento / scrivimi
Inserisci il tuo nome
Inserisci un indirizzo email corretto
Inserisci un messaggio
Pubblico (mostra in questa pagina) Privato (invia solo a Arcangelo Delfino) Commento pubblico o privato


  • Codice:GA71720
  • Tipo:Poesia
  • Creata nel:dicembre 2012
  • Archiviata il:venerdì 28 dicembre 2012