“NOI
Figli del genio.
Pregni ed olenti di corporali inganni,
che rinnegaro Dio.
Voi.
Ciechi.
Ed ignoranti,
che tutto si governa.
Da matematiche sublimi
e non da acerbi conti.
Figli del sopravvento
di insteriliti semi.
Che calcolate mondi,
scordandovi l’amore.
L’amore.
Sì.
Che a volte parla
e a volte tace.
Questo guardarsi,
che interroga nel cuore.
Per ribadirsi
appartenenza.
Questo respiro
che diventa voce.
Per un sorriso,
che è fatto di parole.
E invoca baci,
che valgono sentenze.
L’amor
che veste noi.
Solo,
di noi.
Che seguitiamo provvidenza
in vita.
E in morte.
Dell’amore nuovo.
Aroma.