LA VECCHIA ROVIGO Personale presso Galleria

No so definire in questo momento il mio stato d'animo: ho la sensazione di non poter essere il miglior giudice di Claudio Lucchiari ma a questo compito non rinuncerei per niente al mondo: troppo mi lega a lui per potermi esimermi. Vorrei che queste opere potessero urlare a tutti il loro messaggio: questo è il cuore di Rovigo. Il cuore di chi ama una città, questa città, la sua città, fino a scavare nel suo passato, fino a estorcere i ricordi che di Rovigo hanno le generazioni passate. Il cuore di chi ama tanto la sua città da accettare il degrado, che non è solo urbanistico ma relazionale, che consiste nella perdita del gusto del condividere per accettare una snaturante convenienza. Cosi la denuncia appassionata ma civica del cittadino e dell'uomo Claudio Lucchiari diventa la protesta, irrazionale come gli slanci dell'animo ma lucida e profetica come il grido di un veggente, dell'artista. Nella "follia" di una ribellione fuori del tempo il recupero di valori non più attuali viene affidato ad una tecnica illustrativa si sapore antico, la nostalgia viene affidata ad una coloristica ormai persa. L'intonaco, supporto difficile che mal sopporta l'urlo del colore, richiama alla mente altri tempi, altri ritmi di vita. Non è un supporto preconfezionato che tutti possono consumisticamente possedere ma uno spazio che richiede l'attenzione e il gusto di chi ne deve usufruire. E i colori tenui, i seppia, i bruni, gli ocra, non solo richiamano immagini che sanno di infanzia e di vecchie foto di famiglia, ma scavano nella nostra coscienza di uomini per richiamare pallidi ricordi ancestrali, per ritrovare e riappropriarsi delle variazioni monocromatiche dei carboni e delle terre del nostro primitivo sorgere all'intelligenza. Falsi strappi ed evanescenze servono a ricordare un passato che muore nell'indifferenza, condannando una comunità civile al soffocamento della pressione dell'immediato. E infine il cuore di Claudio esplode nel simbolo delle figure umane, che sono bambini e donne, a reclamare il suo diritto a sognare l'innocenza , la gioia e la speranza, la voglia di vita vera e di semplicità, di intensi rapporti umani, di natura e di pace. Claudio Lucchiari è tutto questo, uomo e artista di sentimenti semplici e profondi, è l'amico che tutti vorremmo avere e che ringraziando Iddio, sono felice di considerare tale.

di Davide Bragato
Gallerista
1994

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