Caricamento delle preferenze cookie…

News Scritto il 04/10/2026

IL REGISTRO DELLA MATERIA: L'ARCHEOLOGIA CONCETTUALE DI STEFANO DE CARLI

IL REGISTRO DELLA MATERIA: L'ARCHEOLOGIA CONCETTUALE DI STEFANO DE CARLI

Dallo spazio rigorista al riscatto filologico del tempo riemerso

«Testo  critico a cura di Davide Bisato, Critico d\'Arte e Curatore»

IL  REGISTRO DELLA MATERIA: L\'ARCHEOLOGIA CONCETTUALE DI STEFANO DE CARLI

Dallo  spazio rigorista al riscatto filologico del tempo riemerso

Nel panorama dell’arte contemporanea, l’indagine plastica di Stefano  De Carli si configura come un rigoroso laboratorio filosofico in cuila materia cessa di essere mero supporto visivo per farsi custode e  testimone della memoria collettiva. Il ciclo monumentale \"RIEMERSI\"  rappresenta il punto di massima tensione di questa ricerca: un perimetro analitico in cui il rigore geometrico di matrice  spazialista dialoga, per contrasto e per innesto, con la drammaticità  densa e primordiale del frammento storico.

Il  punto di origine di questa rivoluzione è, al contempo, geografico estoriografico. Sulla linea di battigia del Lido di Venezia, inquell\'arenile nord antistante lo storico complesso dell’ex Ospedale  al Mare, il moto ondoso e le forti mareggiate hanno restituito ilaterizi originari del  Campanile  di San Marco,  inabissati oltre un secolo fa, l\' 11 novembre 1902, all\'indomani del  celebre crollo. Sottratti all\'oblio marino attraverso un puro eradicale atto concettuale di ricognizione sul campo (fieldwork),questi manufatti medievali e rinascimentali abbandonano lo status didetrito demaniale per entrare nel perimetro della PublicArchaeologye, infine, transmutare in opera d’arte.

La  poetica di De Carli non si limita alla pura celebrazione del reperto  (ready-made)  ,ma ne attua un vero e proprio \"riscatto filologico e biologico\".I mattoni, profondamente levigati, corrosi e smussati dall\' azione  erosiva del mare, subiscono un rituale processo di desalinizzazione e  sezionamento manuale presso l\'atelier di Villa Jolanda.Successivamente, la materia minerale e storica viene innestata e  serrata millimetricamente all\'interno di strutture monumentali  autonome, dove perni in ottone, bullonerie cromate, inserti cartacei  d’archivio del Regio Tribunale, tufo vulcanico e lacche vermiglie  generano un cortocircuito temporale.

Il  ciclo ha definito le sue coordinate storiche attraverso quattro tappe  fondamentali:

  • Il  registro del tempo riemerso (2022):  

  • L\'archeologia che si fa struttura enciclopedica. La forma  strutturata del \"Libro-Scultura\" evoca un diario  monumentale in cui il mattone sanmarchino diviene parola  tridimensionale, bloccato in una griglia di ferrea pulizia  geometrica.


  • Elegia  del fuoco e della pietra rimasta (2022): 

  • La dialettica degli opposti. Qui l\'artista introduce la drammaticità  della combustione controllata del supporto cartaceo. Il volume  bruciato dal fuoco, nero e fragile, trova il proprio baricentro  concettuale nella spina dorsale della pietra rimasta, in un dialogo  eterno tra distruzione e permanenza.


  • Il  sangue della pietra rimasta - Monolito Bianco (2026):

  • L\'epurazione formale. Scompare la componente cartacea in favore diuna purezza monumentale e minimale. Il blocco bianco viene solcato  da uno squarcio cromatico rosso vermiglio — ferita e linfa vitale— in cui i laterizi storici rimangono sospesi come frammenti di un  DNA architettonico inalterabile.


  • Il  corpo della materia (2026):

  • La sintesi brutale e terragna. L\'innesto avviene direttamente nel  tufo vulcanico poroso. La trazione e la tensione millimetrica degli  elementi metallici sfidano la gravità, celebrando una stabilità  tettonica che richiama le grandi architetture del passato e leradici della scultura contemporanea.


L\'evoluzione continua del ciclo:
L\'indagine  sul campo e la manipolazione filologica della materia non si  esauriscono con queste pietre miliari. Il ciclo \"RIEMERSI\"  rimane un cantiere concettuale aperto all\'interno dell\'Atelier: le  opere future continueranno a indagare nuove tensioni barocentriche e  inediti innesti materici, espandendo progressivamente i confini di  questa classificazione enciclopedica della memoria.

Il  legame intellettuale con la storica collezione di famiglia, l\'eredità  critica di Giuseppe Marchiori e i dialoghi con maestri del calibro di  Leone Minassian riaffiorano nella precisione esecutiva di De Carli.Ogni opera del ciclo \"RIEMERSI\"  è un\'architettura della  memoria. Non è un oggetto inerte, ma un \'\"opera  viva\" e in divenire, scientificamente catalogata, destinata a mutare  impercettibilmente nel tempo, offrendo al collezionista d\'élite non  solo un manufatto plastico di straordinaria potenza visiva, ma un  frammento autentico, tracciato e protocollato della storia d\'Europa.

«Testo  critico a cura di Davide Bisato, Critico d\'Arte e Curatore»

DE CARLI COLLECTION - https://galleriadecarli.wixsite.com/de-carli-collection

Contattami

Hai bisogno di informazioni?

Vuoi chiedere maggiori informazioni? Lasciami un messaggio, risponderò al più presto

Cliccando su "Invia il messaggio" accetto che il mio nome e la mail vengano salvate per la corretta erogazione del servizio