Malte Solare (Il Basso continuo dell'Universo)

Collage Fotografico, Carta, 2010

Informazioni tecniche
  • Codice Gigarte.com:GA130098
  • Misure:22 cm x 22 cm x 18 cm
  • Tecnica:Collage Fotografico
  • Stile:Fantastico-Surrealistico
  • Supporto:Carta
Descrizione

La conoscenza della bellezza della luce diventa anche il manuale d’iniziazione all’interpretazione dell’arte, infatti, affinché luce ed elettricità si congiungessero, sono dovuti trascorrere quasi duemila anni. Fu James Clerk Maxwell a comprendere per primo che esse sono lo stesso, così com’è stato Freud a capire che Io, Super Io ed Es costituiscono le tre istanze sulle quali si forma la persona, divenendo tutt’uno, presenti in questo libro in colori caleidoscopici, come dovrebbe essere la vera vita non mortificata dalle miserie sociali, le quali, molto spesso, prendono il posto del quadro e costituiscono l’attenzione maggiore, come se la cornice fosse più importante del dipinto che nel frattempo è sparito, volatilizzatosi nel nulla delle chiacchere senza fine, perché il vero Io è sconosciuto: tutti noi co-abitiamo con un io che non conosciamo e non sappiamo conoscere. Ma chi si ritrova in questi tristi paesaggi? Tutti quelli che non sanno leggere la realtà, coloro che non vedono nei volti, i paesaggi più belli, profondi e veri: essi delimitano continuamente lo spazio, lo scolpiscono con i loro incubi, avvolgono l’Ego nel mantello invisibile del Nulla e innalzano simulacri giganteschi della propria immagine. L’Io senza «l’Altro» e la sua umanità, non sarà mai completo, è un io che ne sancisce la sua fine, etico-morale, se non immediatamente fisica, ragiona in termini esageratamente, egoistico-personali, auto evidenziando la pochezza dei suoi istinti, confinati nel grigio del suo basso orizzonte, in un terribile processo degradante verso il quale i potenti indirizzano la massa, gli stessi contro cui Turner ha gettato via la sua identità di successo per assumerne una, nella quale: io-non io-nessun io-tutti gli io agiscono contemporaneamente in passaggi progressivi attraverso i supporti delle tele, dove sperimentava tutti gli stili, per giungere alla pura luce, dove tutto è indistinto, simile all’esplosione originaria dell’universo, inizio di tutte le nascite: ed ecco superate le divisioni!
Se per Lévinas «la filosofia è un’egologia», l’arte lo è maggiormente e con più visibilità, perché l’artista dipinge il suo Io in ogni minuscola superficie, annulla le differenze, azzera le distanze, dona il suo Io e allo stesso tempo, assume tutti gli io, tutti gli enti: la sua soggettività diviene universale, afferma, nella trascendenza, la propria dialettica, perché la forma è il contenuto, nessun dualismo è permesso, fa della sua mano, la mente con la quale dipinge.

L’Io è identico anche nelle sue alterazioni. Se le rappresenta e le pensa. L’identità universale nella quale l’eterogeneo può essere abbracciato ha l’ossatura di un soggetto della prima persona. Pensiero universale è un «io penso».




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  • Codice:GA130098
  • Tipo:Collage
  • Creata nel:2010
  • Archiviata il:sabato 19 maggio 2018