I MIEI FAVOLOSI 17 ANNI

Gli anni ruggenti di Francesco Primerano

All'età di 17 anni, a differenza degli altri adolescenti o dei colleghi dell'epoca, risultavo già, a tutti gli effetti, uno studente universitario. Quegli anni di vitalità hanno rappresentato una delle più grandi svolte della mia preziosa Esistenza. Una seconda rinascita che mi ha permesso di evadere da un mondo che non mi apparteneva più per raggiungerne un altro che amavo e conoscevo fin dalla nascita: la mia favolosa città di nome Roma. Eppure, a volte, si presenta quel piccolo richiamo che mi permette di viaggiare tra le onde di un mare accogliente e tra i raggi di un sole invitante, 2 tipici ingredienti per un piatto succulento di nome Calabria. Anche se i miei fantastici e deliziosi 17 anni li ho vissuti e stravissuti intensamente un bel po' di tempo fa, loro si trovano dentro di me con animo gentile e non se ne vogliono andare per fortuna. Cerco di raccoglierli e catturarli con un entusiasmo un po' tiepido ma piacevole, approfittando della loro generosità. Visto che il tempo vola non tornando più indietro, cerco con grande fermezza di afferrare l'istante presente..
LA VITA E' ADESSO.

In sostanza quegli anni ruggenti sono stati siglati da diversi eventi o episodi che sono vivi e presenti nella memoria ancora oggi: dal viaggio nella meravigliosa Parigi all'estate più accattivante degli ultimi tempi, dal conseguimento della maturità scientifica col massimo dei voti al matrimonio di mia sorella Anna nella splendida Sicilia, dal raggiungimento di traguardi importanti all'iscrizione nell'Università di Perugia. In sostanza si era attuato con grande verve e senza alcuna difficoltà quel trasferimento tanto atteso e definitivo dalle valli del Sud al Centro Italia. Ebbene sì, a soli 17 anni mi iscrissi nell'Ateneo perugino più snob d'Italia, dove incontrai i migliori colleghi e le peggiori insidie di sempre. Proprio così, quella cittadina di provincia si presentava con un doppio volto: bella e accattivante di giorno, tenebrosa e insidiosa di notte. Droghe e prostitute dietro l'angolo sussistevano e come, ma io facevo finta di non vederle e né sentirle. Erano gli anni ruggenti, gli anni della mia adolescenza migliore, erano gli anni della mia curiosità più vivace. Grazie a quest'ultima riuscivo a fuggire spesso dalla tiepida Perugia per raggiungere la mia amata Roma che mi aspettava a cuore aperto. “Vivere una favola” è l'elemento essenziale che cercavo e volevo ad ogni costo e così fu. Prendevo a morsi tutto ciò che mi si presentava: spettacoli di ogni genere, discoteche e locali chic, centri sociali ed avventure allo sbaraglio. Tutto risultava ai miei piedi in quanto ero da considerare il ragazzetto più felice del mondo. Non mi facevo mancare nulla, proprio nulla. Mi concedevo tutte quelle libertà che un ragazzo della mia età avrebbe desiderato. Ero minorenne ma già consapevole di quello che avrei messo in atto. Diciamola tutta, ero minorenne, ma non certo minorato: avevo sempre la testa sulle spalle, anche se esageravo nelle mie conquiste umane di ogni genere. Commettevo degli errori, ma subito dopo mi ricomponevo e ritrovavo me stesso come se non fosse mai successo nulla. Tra gli episodi carucci dell'epoca ricordo gli incontri fugaci con la Giornalista Lilli Gruber al "Mercatino delle strenne" e i simpatici spettacoli che si tenevano al Teatro Morlacchi della città. Spaccavo e divoravo il mondo come desideravo io e nessuno mi poteva dire nulla, proprio nulla. Ero un giovanissimo ribelle con tanta voglia di fare, costruire ed esserci sempre. In ogni occasione mi presentavo io con le mie esibizioni, le mie veraci passioni e le mie virtù nascoste. Facevo tutto ciò che di bello la realtà mi richiedeva in quanto rappresentavo la migliore gioventù e la vera anima che sorrideva alla vita. Sì, proprio così, sorridevo alla “Dolce vita” e non soltanto a quella. “Bello, giovane e ricco” mi sussurravano in tanti. Bello e giovane sì, ma non penso di essere stato così ricco. Eppure, a pensarci bene, di ricchezza ne avevo parecchia da distribuire. Era quella dell'Anima. Ebbene sì ero ricco di umanità, di gioventù, di allegria, di umiltà e di verace disponibilità. Per tanti altri ero da definire una persona speciale di cui fidarsi e a cui rivolgersi nei momenti di aiuto e di bisogno. La magia dell'esistenza mi corteggiava ed io puntualmente mi concedevo e mi affidavo a lei senza alcuno scrupolo. Ero finalmente libero di essere me stesso ed altro ancora. Un essere fortunato e nello stesso tempo meritevole. Ero il padrone del mondo e nessuno poteva dire nulla al riguardo. Ero miele per le api, un frutto da sbucciare, un fiore da far sbocciare, una nuova moto da guidare, un buon libro da leggere e scrutare, un bel cd da ascoltare, un film da guardare, un vestito da indossare, un gioiello da mettere, un'emozione da vivere. In pratica un amico da conoscere, un essere da scoprire e da annusare attentamente. In realtà ero corteggiato fino allo spasimo in quanto risultavo CARNE VIVA per tutti. Studiavo tanto e mi divertivo altrettanto, bilanciando interessi e sfide di ogni tipo. PR in discoteca ed aspirante speaker in alcune radio locali erano alcune attività che svolgevo in quegli anni pieni di vitalità e di armonia. La mia proprietà di linguaggio era una delle mie armi migliori ed io cercavo di sfruttarla nella maniera più giusta e più consona. Questa era la mia profonda e adorabile adolescenza che non si limitava nella sola apparenza. Tutto aveva un senso e quello stesso senso possedeva tutto. Dopo qualche anno di università trascorso nella città più misteriosa ed emblematica del centro Italia, finalmente mi aprì le porte Mamma Roma accogliendomi con grande gioia, stile ed eleganza. La Roma che ho sempre amato e venerato fin dalla mia venuta al mondo mi aspettava e mi sorrideva come la nostra prima volta. Da lì in poi riuscivo a divorare avventure senza fine facendo sì che LA FAVOLA MIA si sviluppasse e prendesse piede più che mai. Continuai gli studi alla "Sapienza" di Roma, riuscendo a conseguire la laurea nel giro di pochissimi anni. Grandi rinascite e limpide storie hanno baciato con vigore il mio cammino di giovane studente e non solo. E' vero, è successo di tutto, proprio tutto. Mi sono fatto travolgere da tutto ciò che la gioventù poteva richiedere, superando ostacoli ed errori senza alcuna difficoltà. Negli anni successivi le mie adorate vite riuscivano a gratificarmi sempre di più con diversi successi sia nello studio che nella vita privata. Era un susseguirsi di vincite, perdite e poi di nuovo rivincite, di alti e bassi, di dolcezze e amarezze, di vittorie e cadute, di gioie e dolori etc. In quei periodi molto intensi e di grande entusiasmo c'era tutto quello che stavo cercando: non sarà esistita LA NEW SELFIE GENERATION, ma sussistevano per fortuna altri diversivi, svaghi, passatempi, spassi, hobby e interessi di cui andarne veramente fieri.


La forma di ribellione, vissuta in quel periodo, è stata decisamente intrigante, contestataria e sicuramente determinata nelle mie grandi scelte, da bravo ragazzo a bad boy, da bad boy a buon pischello. Tutto ciò potrebbe essere considerato una serie di vari eccessi, ma in realtà erano dei veri momenti di rivoluzione interiore contro la noia e la negatività di alcuni soggetti e di certi ambienti patetici di una piccola realtà che non mi apparteneva più, quegli stessi momenti che mi hanno fatto trascorrere i migliori anni della mia deliziosa esistenza, senza compromettere nè la mia vita, nè quella degli altri. E chiamateli pure "Eccessi", non cambierebbe nulla nel mio lungo ed interessante percorso di pura Libertà. Non cambierebbe nulla.
Felice vita a tutti da un Francesco che ha sempre amato tutte le creature e le meraviglie del mondo. Quelle stesse delizie che la natura ci ha voluto donare con la sua indomabile volontà, realtà e vivacità.
Per questi essenziali motivi sono ritornato ad essere quello che ero: un bimbo umile, onesto e felice, con tutti quegli ostacoli che un adulto consapevole e meritevole deve riuscire a superare.
A questo punto non mi resta altro che rivolgermi in maniera calorosa e sincera ai giovani e agli studenti d'oggi.
Le nuove generazione risultano le più amabili in quanto hanno quella marcia in più che fa la differenza.
“Grazie di cuore di esistere. Cercare di spaccare il mondo nel miglior modo possibile. Fate tutto ciò che di bello la realtà vi richiede in quanto siete da considerare un ottimo esempio di gioventù da seguire e da elogiare. Inoltre rappresentate al meglio le vere anime che sorridono alla vita. Io ne posso sapere qualcosa perchè ci sono passato anch'io.”







Ho pensato che dovremmo ridare risalto alla nostra preziosa Esistenza:
Ho pensato che dovremmo sbattere la nostra gioia in faccia alle persone inutili..
Ho pensato che dovremmo avere più fibra e carattere da essere invidiati e temuti..
Ho pensato che dovremmo non considerare la falsità e l'ipocrisia...
Ho pensato che dovremmo sentirci superiori alla gente fasulla e sleale che non ci appartiene, cercando l'autenticità......
Ho pensato che dovremmo riscoprire le cose semplici come un fiore o un pezzo di pane..
Ho pensato che dovremmo accogliere esseri più acuti o brillanti come un cane o una rondine..
Ho pensato che dovremmo essere semplicemente un pò più sereni, seguendo la NEW SELFIE GENERATION con i giovani e gli studenti d'oggi.
Francesco Primerano

  • Pubblicata venerdì 07 ottobre 2016

  • Da Francesco Primerano

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  • Pubblicatavenerdì 07 ottobre 2016