News Scritto il 23/10/2016
GAETANO DE LUCA INCANTA ALLA RASSEGNA “I COLORI DELLA POESIA” SVOLTASI A POMIGLIANO D’ARCO.
Per il presepista di Quadrelle continuano senza sosta gli attestati di stima per le sue opere. Anche nella vicina località partenopea la qualità e l’originalità del suo repertorio non è passata inosservata tanto da ricevere nuovi attestati di stima dalla folta platea accorsa alla manifestazione.
E’ un articolo di Mario Volpe ad elogiare pubblicamente Gaetano De Luca. Un tributo che rende onore ancora una volta ad una delle più importanti professionalità del Mandamento Baianese.
“Se Gesù fosse nato a Napoli il ritratto della sua nascita avrebbe ricevuto una rappresentazione fedele nel presepe di Gaetano De Luca. Un pezzo di mondo, che pur evocando una straordinaria nascita di duemila anno orsono, ci sembra così familiare nelle espressioni dei volti di pastori congelate dallo scatto di un valente fotografo. I sorrisi, i pianti e le smorfie di dolore dei personaggi che popolano i presepi di De Luca ricordano un mondo partenopeo ormai affidato alla storia, ma reso ancora vivo dai dettagli e dalla cura delle sue opere, in cui attraverso finestre semiaperte si notano alle spalle della massaia camere arredate, librerie e quadri raffiguranti il Vesuvio. Ambientazioni che calcano la mano sull’attimo in cui le anime di napoletani in terracotta, che popolano quelle grotte di sughero e di legno, si donano allo sguardo avido dell’osservatore. Perché è proprio l’avidità che i paesaggi di varie forme e dimensioni, talvolta nascoste in teche di vetro, suscitano nel visitatore che preso dalla mirabile fattezza e dagli impressionanti dettagli dei vestiti, delle finiture della case, delle fiamme che riscaldano le osterie, immagina di diventare piccolo al tal punto da poter essere parte integrante di quel mondo che lo attira con forza. Alla vista di tanta antica napoletanità verrebbe da chiedersi ma dove sono finite le figure sacre? Sembrerebbero quasi un elemento disturbante, fuori dal tempo e talmente ingombrante da non trovare più il suo legittimo posto della tradizione che li vuole in una stalla o nella grotta. Ma Gaetano De Luca colloca nelle stalle solo gli animali della tradizione, mentre la Vergine con in braccio il bambino al cui fianco l’inconfondibile figura di Giuseppe stazionano su una gradinata, al centro della scena ma integrati e confusi tra la folla ad indicare una presenza religiosa costante nella vita dell’uomo indipendentemente dalla rievocazione storica.
Gaetano De Luca scatena la sua fantasia realizzando mondi autonomi, dove elementi caratteristici rendono le sue creazioni uniche e ricercate. Senza dubbio tra le opere più ammirate della rassegna. Le centinaia di visitatori e le scolaresche hanno dedicato molto tempo all’osservazione di quei mondi messi in opera dalle abili mani di Gaetano De Luca che testimoniano di quanto l’uomo vivente sia attratto da quei mondi in miniatura di cui De Luca è un pregevole interprete”.
Ecco lo speciale di Mandamento Notizie dedicato all’arte presepiale di Gaetano De Luca lo scorso dicembre.
E’ un articolo di Mario Volpe ad elogiare pubblicamente Gaetano De Luca. Un tributo che rende onore ancora una volta ad una delle più importanti professionalità del Mandamento Baianese.
“Se Gesù fosse nato a Napoli il ritratto della sua nascita avrebbe ricevuto una rappresentazione fedele nel presepe di Gaetano De Luca. Un pezzo di mondo, che pur evocando una straordinaria nascita di duemila anno orsono, ci sembra così familiare nelle espressioni dei volti di pastori congelate dallo scatto di un valente fotografo. I sorrisi, i pianti e le smorfie di dolore dei personaggi che popolano i presepi di De Luca ricordano un mondo partenopeo ormai affidato alla storia, ma reso ancora vivo dai dettagli e dalla cura delle sue opere, in cui attraverso finestre semiaperte si notano alle spalle della massaia camere arredate, librerie e quadri raffiguranti il Vesuvio. Ambientazioni che calcano la mano sull’attimo in cui le anime di napoletani in terracotta, che popolano quelle grotte di sughero e di legno, si donano allo sguardo avido dell’osservatore. Perché è proprio l’avidità che i paesaggi di varie forme e dimensioni, talvolta nascoste in teche di vetro, suscitano nel visitatore che preso dalla mirabile fattezza e dagli impressionanti dettagli dei vestiti, delle finiture della case, delle fiamme che riscaldano le osterie, immagina di diventare piccolo al tal punto da poter essere parte integrante di quel mondo che lo attira con forza. Alla vista di tanta antica napoletanità verrebbe da chiedersi ma dove sono finite le figure sacre? Sembrerebbero quasi un elemento disturbante, fuori dal tempo e talmente ingombrante da non trovare più il suo legittimo posto della tradizione che li vuole in una stalla o nella grotta. Ma Gaetano De Luca colloca nelle stalle solo gli animali della tradizione, mentre la Vergine con in braccio il bambino al cui fianco l’inconfondibile figura di Giuseppe stazionano su una gradinata, al centro della scena ma integrati e confusi tra la folla ad indicare una presenza religiosa costante nella vita dell’uomo indipendentemente dalla rievocazione storica.
Gaetano De Luca scatena la sua fantasia realizzando mondi autonomi, dove elementi caratteristici rendono le sue creazioni uniche e ricercate. Senza dubbio tra le opere più ammirate della rassegna. Le centinaia di visitatori e le scolaresche hanno dedicato molto tempo all’osservazione di quei mondi messi in opera dalle abili mani di Gaetano De Luca che testimoniano di quanto l’uomo vivente sia attratto da quei mondi in miniatura di cui De Luca è un pregevole interprete”.
Ecco lo speciale di Mandamento Notizie dedicato all’arte presepiale di Gaetano De Luca lo scorso dicembre.