Ragione e Sentimento
Dall'astrazione geometrica all'Informale, un tour di mostre che parte dall'Ex Filanda Meroni di Soncino
DaSoncino a Roma, passando per Montichiari, la Valcamonica e Milano: si inaugura mercoledì1 aprile 2026 nella Sala della Ciminiera dell’Ex Filanda Meroni il progettoespositivo itinerante intitolato “Ragionee Sentimento”
Prende il via mercoledì 1 aprile 2026alle ore 18 nella grande sala della ciminiera dell’Ex Filanda di Soncino (CR),in via Carlo Cattaneo, 1, il progetto d’arte contemporanea itineranteintitolato “RAGIONE E SENTIMENTO. Dall’astrazione geometrica all’Informale”. Mostra di pittura, fotografia escultura a cura di Virgilio Patarini.
In esposizione opere di Alberto Besson,Alessandra Cantamessa, Valentina Carrera, Rinaldo Degradi, Carlo D’Orta,Lorenzo Favaron, Paola Gamba, Katerina Korshun, Elio Maffeis, MassimilianoMarino, Ezio Mazzella, Paolo Pasini, Fabiano Paterlini, Alessandro Pedrini,Maria Luisa Ritorno, Michele Schirinzi. Organizzazione e catalogo Zamenhof Art.Con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Soncino e del Rotary Club.
Mostravisitabile fino al 14 aprile, tutti i giorni dalle ore 15,30 alle 18; sabato,domenica, Pasqua e Pasquetta dalle 10 alle 12 e dalle 15,30 alle 18. Chiusomartedì 7 e mercoledì 8.
Questoil calendario delle esposizioni in programma:
1- 14 aprile 2026: Sala della ciminiera, Ex Filanda di Soncino (CR);
27giugno - 26 luglio 2026 (date da confermare): Museo Lechi di Montichiari (BS);
1- 12 agosto 2026: Vi.P. Gallery Valcamonica – Virgilio Patarini ArteContemporanea, di Niardo (BS), con presentazione del catalogo;
12- 19 settembre 2026: Galleria degli Artisti di Milano;
3- 24 ottobre 2026: Carlo D’Orta - Art Studio Gallery di Roma
Quidi seguito una presentazione critica del progetto e la storia del progetto.
Inallegato la locandina del primo evento
RAGIONEE SENTIMENTO
Introduzione critica
In questa mostra si squadernano opere che vanno da una razionalità distrutture compositive di matrice geometrica a una ricchezza inquieta efortemente emotiva di stesure cromatiche e materiche di matrice informale.Senza soluzione di continuità e con una lunga teoria di passaggi “intermedi” incui la geometria non ostacola, ma asseconda il pulsare dell’emozione chesoggiace, e al tempo stesso ne scandisce il ritmo: passaggi chedimostrano, in maniera plastica ed evidente, che i due poli opposti –Astrattogeometrico e Informale, o, fuor di metafora, Ragione e Sentimento- non sono inrealtà né davvero opposti né tanto meno inconciliabili.
Ragione eSentimento parrebbero essere agli antipodi. C'è un rapporto tra questi dueopposti? E se c'è, qual è? Qual è il rapporto, lo scambio, la connessione trala razionalità e l'emotività? Tra il controllo assoluto e la più sfrenatalibertà? Ammesso che l'uno o l’altra siano davvero praticabili finoall'estremo.
Quale ilrapporto, ad esempio, tra astrazione geometrica e action painting? Perché astrazione geometrica e pittura gestuale,dei due opposti su cui stiamo riflettendo, sono i più emblematici correlativioggettivi.
Perrispondere a tale domanda è stata pensata questa mostra itinerante: senzatroppe elucubrazioni, ma attraverso delle opere (quadri, fotografie, sculture)frutto di azioni artistiche ben precise, tutte in bilico, in tensione, tra i dueopposti di cui si diceva: tra il controllo assoluto del gesto della mano odello sguardo che va a tracciare algide, rigide traiettorie geometriche sullasuperficie o nello spazio, come in Degradi,D'Ortao Pedrini,fino alla fluida, sensuale sinuosità delle sculture della Ritornoe di Pasini o dei “bassorilievi” dei tessuti non tessuti della Korshun,sinuosità che si sfilaccia nello spazio nei lavori di Schirinzi, o fino allamateria pittorica apparentemente libera, rarefatta e sospesa di Maffeis,passando attraverso infiniti passaggi intermedi come le composizioni materichee ancestrali della Carrerae della Cantamessa, la frammentazione dei piani nei quadri di Bessono nelle foto di Marino, la sperimentazione di forme e materiali di Paterlini,il gioco dialettico tra ritmo delle campiture e segno spiazzante in Gamba eMazzella, l'alternarsi di gesti guizzanti e ricerca d'ordine nelle sculture diFavaron…
Perché allafine è l'opera che resta. L' azione che produce l'opera e rende manifesto ilpensiero, lo incarna, lo invera. Il coacervo di ragione e sentimento. E l'operanella sua concreta, materiale esistenza riesce talvolta, miracolosamente, aconciliare gli opposti, a risolvere le aporie, e a dare un senso al tutto.
Forse l'arteserve esattamente a questo: a conciliare gli opposti. A trovare un momentaneoma concreto punto di equilibrio tra ragione e sentimento. Una bella metafora euna filosofica weltanshauung (visionedel mondo) a cui tendere.
Virgilio Patarini
RAGIONEE SENTIMENTO
Storia di un’idea
Questoprogetto parte da lontano.
Quasivent’anni fa, nel 2007, Virgilio Patarini e Valentina Carrera curano una primamostra itinerante di pittura e scultura intitolata proprio “Ragione eSentimento”: una grande mostra che indagava i medesimi temi della mostraodierna presentando opere selezionate di vari artisti italiani contemporanei eche veniva allestita in spazi storici come la Rocca Viscontea di Lacchiarella(MI), Palazzo Beato Jacopo di Varazze (SV) e la Sala del Quattrocento aPontremoli (MS). È la prima volta che gli allora giovaniartisti-curatori-galleristi, titolari dal 2003 della galleria “Atelier Chagall”sul Naviglio Grande a Milano, sperimentavano quella che poi sarebbe diventatauna formula vincente di promozione e divulgazione artistico-culturale: lacuratela e l’organizzazione di una grande mostra tematica itinerante allestitadi volta in volta in palazzi, castelli, musei differenti in giro per lapenisola.
Nel corsodegli anni poi questo primo progetto viene più volte ripreso, con lo stessotitolo o con piccole varianti sul tema, offrendo ulteriori occasioni diapprofondimento dei rapporti formali e concettuali tra Astrazione Geometrica eInformale attraverso la selezione e l’accostamento dei lavori di molti artistinazionali e internazionali: nel 2014, a Piacenza, nella cornice museale diPalazzo Ricci Oddi e nell’ambito del Piacenza Art Festival; nel 2016 a Ferrara,alle Grotte del Boldini, nell’ambito del Ferrara Art Festival; nel 2021 inValcamonica (BS) per la rassegna “Siamo ancora vivi!” al Museo di Nadro a Ceto,alla Città della Cultura di Capo di Ponte e alla Vi.P. Gallery di Niardo.
In tutte le varie declinazioni nel corso degli anni opere inbilico tra la razionalità di strutture compositive di matrice geometrica e laricchezza inquieta e fortemente emotiva di stesure cromatiche di matriceinformale dialogavano con spazi storici e suggestivi: e i vari allestimenti inluoghi tanto caratteristici quanto molto differenti tra loro consentivano divolta in volta di evidenziare differenti punti di forza delle opere proposte.
Allestire una mostra in un castello o in un vecchio edificiodi archeologia industriale è l’esatto opposto che allestirla in un “white cube”:in un “white cube” qualsiasi aborto della creatività umana viene valorizzato almeglio e sembra un capolavoro, anche se vale poco o niente, mentre in un luogofortemente caratterizzato l’opera deve avere altrettanta forza e “carattere”per non essere annichilita dal contesto. Ed è in contesti del genere cheun’opera d’arte dimostra a pieno il suo valore.
Certo in questi casi la sfida per i curatori è decisamentepiù ardua: occorre scegliere bene sia le opere che la loro collocazione,secondo due alternative che di solito non consentono deroghe: o l’assolutasintonia tra contenuto e contenitore o, al contrario, la massima “dissonanza”.O lo spazio e le opere cantano all’unisono o si crea un contrappunto in cui sipossa distinguere nettamente la voce del luogo e quella delle opere. “Tertiumnon datur”.
Quale sarà l’opzione prescelta nell’allestimento alla vecchiaFilanda di Soncino? E a Palazzo Tabarino a Montichiari? E nel grande spaziomoderno e con grandi vetrate sulla Valcamonica della Vi.P. Gallery?
giovedì 19 marzo 2026
Largo Carlo Cattaneo,1 - Soncino - Cremona - Italy
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