Simboli, archetipi, radici e arcane presenze alla Vi.P. Gallery
Mostre personali di Enrico Martino, Valentina Carrera, Luigi Profeta e Alessandro Zanni
Quattromostre personali in parallelo, tra fotografia, pittura e scultura, quattroartisti di caratura nazionale e internazionale che indagano, con tecniche,linguaggi e poetiche differenti le radici ancestrali dell’uomo contemporaneo: unpoker d’assi nell’unica galleria d’arte contemporanea aperta tutto l’anno inValcamonica.
Sabato 6 giugno 2026 alle ore17 nelle ampie e luminose sale della Vi.P. Gallery - Virgilio Patarini ArteContemporanea a Niardo (BS), in via Nazionale, 35, si inaugura un poker dimostre personali che vedono uno dei massimi fotoreporter italiani come EnricoMartino, che ha fatto la storia del fotogiornalismo in Italia (e nel mondo)pubblicando importanti reportage su Epoca, l’Espresso, Panorama, l’Europeo,Sette, Airone, D-Repubblica, Elle, Marie Claire, Bell’Europa, Spiegel, DieZeit, e tanti altri, in mostra parallelamente a due artisti tra i piùsignificativi della loro generazione come Valentina Carrera e Luigi Profeta,che negli ultimi vent’anni hanno esposto in importanti gallerie e spazi musealiin tutta Italia e all’estero e uno scultore emergente come Alessandro Zanni chenegli ultimissimi anni ha avuto importanti riconoscimenti (vincitore, adesempio, del Premio “Essere Italiani” al Palazzo di Regione Lombardia nel2024), affacciandosi nel panorama nazionale con mostre a Milano, Torino, Roma,dopo una quindicina d’anni di “gavetta” in provincia di Bergamo e Brescia.
Un filo rosso collega questequattro mostre curate da Virgilio Patarini e Graziano Filippini: uno scandagliodelle origini, di quel coacervo di archetipi e memorie che attraverso elementimateriali come gli oggetti d’uso quotidiano tramandati nei secoli, oimmateriali come i simboli, costituiscono, nonostante tutto, al di sotto dellasuperficie e delle effimere apparenze, le radici dell’uomo contemporaneo.
Nello Spazio Brunelleschi enella saletta Modigliani il pittore di area milanese Luigi Profeta presenta lapersonale “Archetipi e altre storie”,
nella sala Leonardo l’artista ValentinaCarrera, anch’ella milanese d’origine ma da alcuni anni residente e attiva inprovincia di Bergamo con due gallerie a Clusone e Serina, con la mostra “Symbols”,
nella sala Michelangelo enella saletta Caravaggio il decano del reportage di viaggio Enrico Martino,torinese, con la mostra “Le radici non dimenticano. America Latina e Spagna,nostalgie dell’anima”
e in tutta la galleria le sculturedell’artista di Sovere Alessandro Zanni con “Arcane presenze”.
La mostra di fotografia è acura di Graziano Filippini, quelle di pittura e scultura sono a cura di VirgilioPatarini. Le mostre sono visitabili dal mercoledì alla domenica dalle ore 15alle ore 18 fino 28 giugno. L’ingresso è libero.
In allegato una locandinariassuntiva e foto di opere in mostra.
Qui di seguito una breve presentazionecritica di ciascun progetto e biografie sintetiche degli autori.
ENRICO MARTINO
Le radici non dimenticano. AmericaLatina e Spagna, nostalgie dell’anima
A cura di Graziano Filippini
Oltre vent’anni divagabondaggi dal Messico alla Terra del Fuoco, il Mundo a la Fin del Mundo, fino al cuore più profondo della Spagna,l’Estremadura dove iniziò laConquista spagnola di un intero continente. Sulla piazza di Trujillo, suo paesenatale, l’ombra del monumento a Francisco Pizarro, conquistador del favolosoimpero Inca, cavalca ogni giorno a lascinco de la tarde. In Galizia cavalli e machismo, icone di quel mondo,rivivono nella Rapa das Bestas, iltaglio della criniera dei cavalli selvaggi che ogni estate si trasforma in unrito iniziatico per i giovani del paese. I loro eredi sono i charros, i cowboysmessicani con i loro immensi sombreri ricamati e le pistole dal calcio dimadreperla. Secoli dopo, passioni, contraddizioni, e sincretismi di questasecolare diaspora dell’anima ispanica riaffiorano nelle chiese del Chiapas imaya si sono rivolti per secoli a un allucinato universo di santi a cui hannoattribuito le caratteristiche degli antichi dei. La Madonna di Guadalupe, laPatrona de las Americas apparsaopportunamente dopo la Conquista per ridare speranza ai popoli indigeni, èarrivata in realtà sulle navi dei conquistadores che la veneravano dai tempidella lotta contro i Mori, e persino il tango è nato come risposta allancinante sentimento di esilio che mangiava l’anima degli emigranti europei.
Lampi di una lunga diaspora ibericache riaffiorano nei volti induriti di minatori e campesinos la cui vita non ècambiata troppo dopo secoli di rivoluzioni, colpi di stato e globalizzazioni,in un Nuovo Mondo che troppo nuovo non è mai stato. Dove la realtà spesso non èquella che appare, e per tentare di capire bisogna lasciarsi travolgere da uncaleidoscopio di profumi, luci, emozioni. (E.M.)
VALENTINA CARRERA
Symbols.
A cura di Virgilio Patarini
I quadri diValentina Carrera sono ossimori, coerenti contraddizioni: sono immobili tempeste,sono lampi di tenebra fatti di materia spirituale, sono funambolici giochi datavolo di disequilibrato equilibrio, criptiche rivelazioni di un caos ordinato,superfici tridimensionali di levigata scabrosità, arcaiche narrazionicontemporanee, apollinee composizioni dionisiache, ricche, colte e prezioseopere di semplice e disarmante povertà.
E nonapparirà dunque strano se affrontano, come in questa mostra, temi esistenziali,antropologici, filosofici e sociali come i simboli, i miti, la dimensione delsacro che si declina attraverso differenti religioni.
La forzaprimigenia e al tempo stesso raffinata che promana da questi quadri (e cheaffascina il fruitore in maniera al tempo stesso sottile e prorompente) derivaproprio dalla capacità dell’artista milanese di conciliare gli opposti. Difondere nel crogiolo incandescente della sua sapienza alchemica elementi apparentementecontraddittori per dar vita ad opere d’arte di sostanziale, corposa coerenzaartistica ed eterea, originaria originalità.
E in talecrogiolo prendono forma e sostanza sintesi alchemiche che hanno nei “simboli”che affiorano sulla superficie la loro chiave di lettura, ma anche una sorta diambiguo ed ambivalente sigillo che chiude l’opera, allude all’enigma senzarivelarlo completamente, lasciando al fruitore spazio, tempo e modo affinchésia lui stesso, se vuole, a provare a decifrarlo. (V.P.)
LUIGI PROFETA
Archetipi e altre storie.
A cura di Virgilio Patarini
L'arte di Luigi Profeta nasceda un rapporto fortemente dialettico tra elementi contrapposti: luce e tenebre,ordine e caos, forma e materia. Si tratta, come è facile arguire dalle coppiedi elementi contrapposti, di un'arte che potremmo definire, senza tema dismentita, di matrice 'filosofico – cosmogonica', come ultimamente rivelanoanche i titoli stessi. L'autore un tempo, parlando delle sue opere, fornivaspiegazioni di tipo autobiografico e psicologico, attribuendo ad ogni segno edelemento presente nell'opera il valore di metafora: metafore che scaturivanoper raccontare un momento esistenziale, uno 'stato d'animo', l'emozione di unistante. E su tutto ciò nulla da eccepire. Ma il fatto è che l'arte, quandodavvero è tale, vive di vita propria, e le opere spesso travalicano leintenzioni stesse dell'autore. È questo il prodigio della 'creazione'artistica. Ed è questo da sempre il prodigio delle opere di Profeta, che purnascendo come catarsi del tutto personale, privata e circostanziata, finisconoper farsi discorso assoluto (e problematico) di questioni filosofiche,estetiche. E negli ultimi anni l’artista parrebbe averne preso sempre più pienaconsapevolezza, come spesso i titoli delle opere rivelano.
Come non leggere in chiave'Biblica' o più genericamente 'cosmogonica', ad esempio, lo scontro tra la lucee le tenebre che caratterizza tante opere di Profeta? Molte sono infatti lenarrazioni mitiche sull'origine del Cosmo che vedono nella separazione tra lucee tenebre un momento essenziale. E allo stesso modo l’affiorare di segnigraffiati sulla superficie, disegni stilizzati, essenziali, che alludono ad unimmaginario primitivo o infantile, svelano la dimensione ancestrale edarchetipica di queste narrazioni su tela. (V.P.)
ALESSANDRO ZANNI
Arcane presenze.
A cura di Virgilio Patarini
L'arte di AlessandroZanni muove in prima istanza da un recupero di oggetti vetusti, logorati daltempo e dall’usura, in disuso, per lo più del mondo arcaico e contadino, a cuil’artista di Sovere non solo dona nuova vita, ma soprattutto una diversafunzione: poetica e al tempo stesso rivelatrice. Potrebbe sembrare unarcheologo della civiltà dei nostri antenati artigiani e braccianti, ma non ècosì. Oppure, se vogliamo mantenere la metafora archeologica, occorreràprecisare che si tratta di un archeologo molto fantasioso e ben poco filologico,poiché di ogni oggetto disseppellito dall’oblio Zanni fornisce sistematicamenteun’interpretazione creativa e ben differente dal reale utilizzo e significatodell’oggetto medesimo.
Lo spunto iniziale èla forma, il meccanismo che poi scatta è quello dell’analogia, come in ogniespressione poetica che si rispetti: Zanni osserva l’oggetto con occhi nuovi,ingenui e al tempo stesso disincantati, e questo gli consente di aprirsi e aprirealla rivelazione che per completarsi necessita di essere accostata ad altreosservazioni spiazzanti e rivelatrici. Di qui l’assemblaggio di oggetti, oparti di oggetti, differenti, che insieme compongono l’opera.
Scoperta, analogia,assemblaggio, epifania: sono questi i passaggi che trasformano oggetti deltempo perduto in opere d’arte contemporanee. Opere d’arte contemporanea chetuttavia hanno un’aura antica, arcaica che deriva dall’intrinseca forzaespressiva degli oggetti che la costituiscono e che non vengono in alcun modocamuffati o nascosti e dunque, in seconda battuta, riaffiorano, con stupore,all’attenzione del fruitore: per questo tali opere si rivelano alla fine“arcane presenze”. (V.P.)
NOTE BIOGRAFICHE degli artisti in mostra
ENRICO MARTINO
Fotografo e giornalista, hadocumentato per le principali testate italiane ed europee le tensioni politichee sociali degli anni Settanta, soprattutto a Torino, e realizzato reportages inAmerica Latina, Europa, Asia, Medio Oriente. I suoi reportages sono statipubblicati da riviste italiane e straniere tra cui Epoca, Espresso, Panorama,Europeo, Sette, Airone, D-Repubblica, Elle, Marie Claire, Panorama Travel,Condé Nast Traveller, Bell’Europa, Atlante, Merian, Spiegel, Die Zeit, Geo,Jeune Afrique, Rutas del Mundo, Altair, Courier International, Azione, Rhythms,prestigioso mensile culturale di Taiwan e Meridiani, per cui ha realizzatooltre 200 reportages. È stato il primo fotogiornalista italiano a realizzare unreportage sui campi di addestramento dei marines USA e ha seguito soprattuttoeventi politici e sociali, dal Medio Oriente alla carestia del Sahel e aicambiamenti epocali di molti paesi dell’Europa orientale dopo il crollo delMuro di Berlino.
Dagli anni Ottanta si èspecializzato in reportages di viaggio, soprattutto sull’America Latina, conparticolare attenzione all’antropologia e alle forme di cultura e religionepopolari evitando stereotipati esotismi.
In Messico, dove ha vissutoper lunghi periodi, ha vinto cinque prestigiosi premi Camera e Pluma de Plataconferiti dal presidente della repubblica per i migliori reportages culturali edi viaggio sul Messico.
Ha realizzato progetti legatia opere letterarie, dal Cairo islamico di Neguib Mafhouz alla Dublino di Joyce,dalla Ruta Maya di Catherwood al Viaggio in Egitto di D. Robertse soprattutto a un progetto ancora in corso sugli scrittori latinoamericani.
Tra i volumi pubblicati: Messico (Idea Libri), L’anima degli indios (EGA libri), Gente chiamataTorino (EGA libri), Borgogna di pietra (Idea Libri), Italie (Vilo, Paris),Tierras Altas (Notes Edizioni).
Ha presentato mostre personali a Città del Messico, Buenos Aires,Berlino, Milano, Roma, Chicago, Bologna, Perugia ed è stato più volteprotagonista a Capo di Ponte al Festivaldella fotografia “Segni.
Ha inoltre realizzato progetti multidisciplinari sulleproblematiche urbane, da Città del Messico a Torino, e pubblicato calendari conAmnesty International italiana. Suefotografie sono conservate presso ilBritish Museum e l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati(UNHCR) di Ginevra.
VALENTINA CARRERA
Pittrice,fotografa, ma anche curatrice e gallerista, è nata a Milano nel 1975, si è diplomatascenografa con 110 e lode pressol'Accademia di Belle Arti di Breranel 1998. Quindi studia Iconografia e Teologiapresso l’Università ortodossa di Mosca “Ioanna Bogoslova”. Sispecializza poi in fotografia per la moda alla scuola “R.Bauer” di Milano, conun successivo stage di fotografia teatrale presso lo studio/archiviofotografico del Piccolo Teatro diMilano nel 2000.
Dallaprimavera del 2000 co-dirige il Centro Culturale Apollo e Dioniso di Milano. Hacurato e organizzato tre edizioni di un Festival dedicato alla cultura eall'arte russa e un Festival dedicato ai paesi dell'ex-Jugoslavia. Nellepubblicazioni della casa editrice di Apollo e Dioniso è stata illustratrice peri volumi per bambini usciti nelle collane “I libri delle Muse” e “Le barchettedi carta”. Si è anche occupata come direttrice di spazi espositividell'organizzazione e curatela di mostre d'arte contemporanea, alla Basilica diS. Celso prima (fino al 2002), e poi all’Atelier Chagall dal 2003, allaGalleria Mirò (stagione 2005/2006), agli Archivi del ‘900 (stagione 2006/2007).Dal maggio 2008 è vicedirettrice artistica della Galleria Zamenhof di Milano,di cui è stata co-direttrice dal 2010 al 2013. Dal 2013 al 2018 è direttricedello Spazio E di Milano, al quale nel 2014 si è aggiunto SPAZIO E 2, dedicato principalmente alla fotografia. Dal 2010 con Zamenhof Art sioccupa di vari festival a Palazzo Zenobio a Venezia e a Palazzo Racchetta aFerrara. Ha partecipato a diverse fiere d’arte: a Modena, Bergamo, allaFabbrica del Vapore a Milano, Photissima a Torino e a Venezia. Dal 2015 al 2020è direttrice artistica dell’ArteTurismo “I Sentieri dell’Eden”, a Serina (BG),dove organizza corsi e seminari residenziali, mostre d’arte e un percorso diLand Art.
Nel 2017dirige un festival multidisciplinare RainBowie Festival, organizzando oltre 20mostre d’arte e fotografia, conferenze, concerti, presentazioni di libri tuttelegate alla figura di David Bowie in diverse location e città come I CastelloVisconteo di Abbiategrasso, l’Ex-Fornace di Milano, Il Binario 7 di Monza,Villa Borletti a Origgio (VA). Dal 2018 al 2022 dirige Spazio Eden a Cislago(VA) organizzando corsi d’arte e benessere. Nel 2019 è direttrice artistica di “NovegroPhoto Days”, fiera di fotografia d’arte presso il Parco Esposizioni di Novegro(MI).
Nel 2022apre la Galleria A Est dell’Eden a Serina (BG) e nel 2024 la sede di Clusone(BG) che dirige e gestisce in collaborazione col marito Alessandro Baito.
Molte le mostre personali (d’arte e di fotografia )negli anni: “ Russia privata”, basilica di San Celso, Milano, 2002; “ Visioniteatrali”, Basilica di San Celso, 2002; “Sacro quotidiano”, Atelier Chagall,Milano 2005; “Frammenti di sacro”, Atelier Chagall, Milano 2005; “En Archè”,Galleria Mirò, Milano 2006; “Ofelia”, Atelier Chagall, Milano 2006; “Arcaicopresente”, Archivi del ‘900, Milano 2007; “Arcaico contemporaneo I”, AtelierChagall, Milano 2007; “Charta”, Atelier Chagall, Milano 2008; “Bereshit”,Galleria Il Rivellino, Ferrara 2009, Galleria Ariele, Torino 2009, ChiostrinoS.Eufemia, Como 2010, Galleria Zamenhof, Milano 2010, Il ramo d'oro, Cislago(VA) 2011, Galleria Civica di Monza 2012; “Symbols”, Galleria Zamenhof , Milano2012, Galleria Vista, Roma 2012, Padiglione Islanda, Venezia 2012, Palazzo dellaRacchetta (per la settimana del libro ebraico in Italia), Ferrara 2013; “Ogniuomo ha un nome”, mostra per il giorno della memoria, Comune di Locate Triulzi,2014, mostra personale a Piacenza, Palazzo Ghizzoni Nasalli, 2015; “Eden”,Spazio E, Milano, 2015; “Tra(S)figurazione, Castel dell’Ovo, Napoli, 2016;“Ogni uomo ha un nome” ,Villa isacchi, Cislago, 2018; “Oxigene: Il respirodella terra”, Centro Civico polifunzionale Curt du Magnanel, Carbonate(CO),2022; “ Hamlet” mostra fotografica, Museo del Parco archeologo di Luine,Darfo Boario Terme (BS), 2025; “Oxigene: Il respiro della terra”, Museo delParco archeologo di Luine, Darfo Boario Terme (BS), 2025; “Semi di luce, Igiusti tra le Nazioni”, Mostra di fotografia e installazioni, ex chiesetta diVilla Barbarigo, Clusone, 2026, Sala Portec, Clusone, 2026; “Symbols”, VI.P.Gallery Arte Contemporanea, Niardo (BS), 2026; “Oxigene: Il respiro dellaterra”, A est dell’Eden, Clusone (BG), 2026.
LUIGI PROFETA
Luigi Profeta è nato a Milanonel 1969, vive e lavora a Cormano (MI). Pittore italiano contemporaneo, nascecon un’innata inclinazione artistica che si manifesta presto nella sua vita.Fin dagli anni della sua formazione, ha approfondito diversi mezzi artistici,trovando inizialmente un profondo legame con la fotografia. Ha esplorato lascultura e la pittura, spinto da un’insaziabile curiosità e dal desiderio diesprimersi attraverso diverse forme d’arte. Cruciale negli anni ‘90 l’incontrocon il maestro Alfonso Madaluni. Sotto la guida di Madaluni, Profeta affina lesue capacità e affina la sua visione artistica. Con l’incoraggiamento diMadaluni, Profeta ha tenuto la sua prima mostra personale, un momento che hasegnato l’inizio della sua ascesa nel mondo dell’arte. La mostra ha superatotutte le aspettative, con la maggior parte delle tele esposte che hanno trovatoacquirenti entusiasti. Questo successo iniziale è servito da trampolino dilancio per la fiorente carriera di Profeta. Le sue opere hanno raccoltoconsensi sia a livello nazionale che internazionale, trovando casa incollezioni private in tutta Europa e oltre, tra cui: Albania, Armenia, Belgio,Francia, Grecia, Germania, Inghilterra, Italia, Massachusetts, New York,Olanda, Spagna, Svizzera, Taiwan. Ha alsuo attivo oltre duecento mostre tra collettive e personali.
Nel 2011 entra a far parte delMuseo della Permanente a Milano. Nel 2013 fonda il centro culturale artisticoClick Art, di cui è presidente e direttore artistico. Nel 2019 il museo diCalonge acquisisce l’opera “Evanescenti memorie”. Nel 2019 la collezione JordiComas acquisisce l’opera “Tormento”. Nel 2021 il museo “Copelouzos Family ArtMuseum” acquisisce un’opera. Nel 2025 il museo diffuso “Lentate Arte"acquisisce un'opera.
Tra le numerosissime mostrepersonali ricordiamo: nel 2004, 2005 e 2010 a Milano presso lo spazio ViaMontorfano tre, nel 2005 a Como nella Galleria “Arte Contemporanea e dintorni”,nel 2006 e nel 2009 all’Atelier Chagall di Milano, sempre nel 2006 al centroculturale Athena di Milano, nel 2007 e 2008 all’ Enterprise Art Gallery diMilano, nel 2010 alla Galleria Vista di Roma, nel 2014 alla Galleria delRivellino a Ferrara, nel 2015 alla Galleria Click Art di Cormano (MI), nel 2018a Villa Bagatti Valsecchi a Varedo (MB) e alla Galleria Click Art di Cormano(MI).
Numerose anche lepubblicazioni, tra cui ricordiamo: “Luigi Profeta, Accumuli di pensiero”catalogo Agorà 35 edizioni 2005; “Luigi Profeta, Riflessi inconsci”,catalogo Apollo e Dioniso edizioni 2005; “Ragione e Sentimento”, catalogoApollo e Dioniso edizioni 2007; “Scripta Manent”, catalogo Apollo e Dionisoedizioni 2007; 3° edizione Biennale di Pero, catalogo 2007; “La materia è ilcolore”, a cura di Paolo Levi e Virgilio Patarini, editoriale Giorgio Mondadori2010; “Arte da mangiare”, Società Umanitaria Milano, catalogo 2010;1
CAM - CATALOGO ARTE MODERNA N°48, Editoriale Giorgio Mondadori 2012; FERRARA ART FESTIVAL, Catalogo Mondadori2012; PIACENZA ART FESTIVAL Catalogo Zamenhof Art; “Movimento Psicoavanguardia”catalogo mostra villa Bagatti Valsecchi 2017; BIENNALE DI GENOVA 2019 (operapremiata); “Pintors de la LLombardia” catalogo castello di Calonge (Spagna)2019, “L’arte contemporanea alla ricerca di un nuovo linguaggio” Catalogo editoda Click Art; UNA COSTANTE RICERCA 2003-2020 donazione Museale GiuseppeScalvini a cura di Cristiano Plicato con la collaborazione di Renata Ghiazza;“Artisti Italiani” catalogo Sartori d’arte moderna e contemporanea - archivioSartori Editore 2021; “2025 America & Italy” Art Exchange catalogo mostraNew York, Rambaldi edizioni.
ALESSANDRO ZANNI
Alessandro Zanni “Alekos” è nato nel 1964 a Sovere, provincia di Bergamo, dovetutt’ora risiede e lavora. Figlio e nipote di falegnami da generazioni, fin dabambino è attratto da vecchi attrezzi appartenuti ai nonni e bisnonni. Dalpadre acquisisce le tecniche di lavorazione del legno, che lo portano allarealizzazione dei primi lavori di scultura con tecnica ad intaglio.
Appassionato di storia del territorio, rimane spesso affascinato daantichi oggetti di uso contadino e da reperti di ogni genere; intraprende unaricerca artistica che lo porta a fondere ed elaborare questi oggettirestituendo loro una nuova vita.
I suoi lavori sono spesso ispirati alla musica e a temi sociali.
Partecipa a diverse mostre, sia personali che collettive, ed è statoorganizzatore di numerosi eventi artistici e culturali sul territorio dell’altoSebino.
Nel 2024 vince il premio “Essere Italiani” al Palazzo della RegioneLombardia.
Tra le mostre più significative degli ultimissimi anni ricordiamo: nel2026 “Di mano in mano”, Endine Gaiano (Bg) Fabbrica coperte, Torino Art Expo 2026, Fiera di Torino; LAP 27° premio VittorioViviani, centro culturale villa Brivio Nova Milanese (MB) ; nel 2025 “Arcaicocontemporaneo”, VI.P Gallery Niardo (BS) “Cronache della seconda e terzadimensione”, VI.P. Gallery Niardo (BS), la mostra personale “Vento per lavita”, Giornata nazionale del contemporaneo, Riva Di Solto (BG) “Artisti perGaza”, Casa delle Arti Pisogne (BS); ”Artisti per la pace, Gromo (BG); ”A portechiuse”, chiesa di Santa Maria della Neve Pisogne (BS) ; Concorso d’artecontemporanea “La rosa d’oro”, castello visconteo Abbiategrasso (MI) “Dimensionearte”, Milano; nel 2024 “Chiamale se vuoi emozioni”, Galleria degli Artisti,Milano, espone “Mare nostrum”, installazione presso il parco archeologico diLuine, per la giornata nazionale del contemporaneo promossa da AMACI, DarfoBoario Terme (BS) e la mostra personale“La poesia della materia, memorie diferro”, sempre per la giornata nazionale del contemporaneo promossa da AMACI,Clusone (BG) ; sempre nel 2024 e sempre nel museo del Parco archeologico diLuine la personale “Memorie di ferro”, Darfo Boario Terme (BS); “Novara Arte:22° premio nazionale arte città di Novara”, castello visconteo Novara ;
Mostra dei4 vincitori del premio “Essere Italiani”, presso MUEF Art Gallery, Roma; “Love it if we made it” e “Terza dimensione a palazzo, Ranzanico (BG) ; Premio Essere italiani,Spazio Isola SET presso palazzo della regione, Milano.
mercoledì 3 giugno 2026
via Nazionale, 35 - Niardo - Brescia - Italy
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