News Scritto il 24/12/2017
"BLU CHRISTMAS"
By NORMAN ZOIA
Icebergs come balene bianche, spostati di forza nel mediterraneo [...] In lucide allucinazioni di sospensioni […] Il blu si addensa e si schiarisce seguendo il profumo di liriche stanze, profonde e rarefatte nello stesso tempo, nello stesso spazio attimo dipinto e ridipinto, pensato e ripensato, vissuto e rivissuto da Geri Palamara. E il maestro ambro-eoliano questo work space moment lo ha colto e rilanciato sia nel suo vecchio studio di ringhiera o nel loft all’Isola - la Manhattan all’ombra della Madonnina - sia nell’atelier di un’altra isola, autentica e natale, lungo i sentieri di quel cuore liparota pompato dai venti e dalle maree, dalle onde ai confini di spiagge ancor più lontane, oltre le scie tracciate dalle ultime comete. Tra plexidiane e blue holes che hanno fatto ribalenare i tagli di Fontana, la fantasia dell’astratto torna sacralità e materia grazie a questo postmoderno cantastorie sospeso tra colore e segno, musica e gesto, scena e poesia. Un artista che ha esposto le proprie filosofie negli angoli museali o nelle gallerie più cool e più consoni del nostro maltrattato pianeta, da Milano e Roma passando per Atene e New York; lo ha fatto proponendo mondi perduti nella virtualità ma espressi con i mezzi classici della pittura, ovvero attraverso pennelli, pennellesse e mani nude votate a stendere lampi acrilici su tela, come nel particolare di quella qui in foto, cm 120x100.
24 Dicembre 2017
24 Dicembre 2017