“Leggiadra prima del sonnecchio,
poi del sonno
tra le lenzuol fragranti
eri solita volar nei libri
e tra uno schiocco e l'altro
di giro pagina
le tue stanche palpebre
si baciavano.
Che sogni,che soavità,
mi contavi,
in codesto raro spasso c'avevi
dopo la travagliata giornata
insoddisfatta e faticata.
Poi all'appassir del troppo sonno,
allo spegnersi del lume
cor e mente
si raffreddavano con egli
dolcemente.
Più facile era la ripresa del dì
durante il quale in mente
desiderosa avevi
solo l'appuntamento serale
in cui leggevi.