“Fra la foschia lumeggia la luna
si posa sulle tegole antiche,
che rifiniscono il cielo sul paese.
Intanto illumina i vicoli tristi,
lucidi d'umido
e le folte chiome degli alberi
del principal viale
dove un cane abbandonato,
solitario e cupo,
rovista tra i rifiuti.
A me in petto si schiumeggia
una tenera malinconia
a mirar questo scenario
e sul ciglio una lacrima m'ondeggia.
Or mi siedo su una panchina,
mentre nel vial par che voli farina:
è la nebbia.
Sto per andarmene senza fretta,
quando quel cane
mi accarezza con la zampetta.