"Tempus Fugit"

Choronos. Dal greco tempo.
E' da questa parola chiave che inizierei a parlare dell'arte di Marco Papagni, artista pugliese di nasscita ma parmigiano di adozione che si accolla all'arte partendo dalla pittura per approdare infine alle tridimensionalità e matericità della forma scultorea.
Guardando diverse opere dell'artista la mostra ci rimanda immediatamente all'antica Grecia e alla sua filosofia. Cono, appunto il tempo. un tempo che scorre, che può essere lento o veloce, quel tempo che l'artista dimette sempre davanti attraverso clessidre io i suoi orologi che compongono le sculture. Sempre pensando alla filosofia greca, non si può che citare Eraclito e la sua filosofia del " tanta rei", tutto scorre, certamente. tutto si muove, nulla sta fermo ovviamente nulla nella vita può accadrebbe volte esattamente uguale.
Lesculture dell'Artista ci pongono di fronte alla poetica del tempo e al suo scorrere inesorabile.
Citando solo qualche titolo di opere "I , " Le chiavi del tempo", "l guardiani del tempo", "L'occhio del tempo". Indubbiamente il concetto impalpabile del tempo è un concettose assilla l'artista , il quale cerca di rendere tangibile e palpabile una cos una cosa letteralmente intangibile come il concetto di tempo. Ma chi può fermare il tempo? Chi può avere le chiavi del tempo? IL tempo, quel concetto cosi' astratto.
E, ritornando alla classicità ellenistica, si notano anche le forme o i materiali utilizzati, le per scultoree sono ispirate ad una visione iconografica che trae spunto dal mondo greco-latino. Ecco che il cerchio si
chiude perfettamente . Filosofia e arte dell'antica Grecia si uniscono nell'arte di Papagni creando un' opera armonica, elegante e piacevole all'occhio.
Tanti sono i materiali utilizzati per le sculture: dalla terracotta ai metalli, resine, legno fino a materiali di recupero che sono utili per donare anche un tocco di modernità ad un opera che presenta invece forme classiche. Ecco che il moderno e l'antico si uniscono. Ma non solo per i materiali ma anche per un altro concetto, meglio soggetto presente nelle sue opere: l'orologio. Ecco che torna il concetto di tempo meglio la poetica di Salvatore Dali' della "bidensionalita'del tempo". Papagni nelle sue sculture ci presenta un orologio reale, tridimensionale, palpabile, Dali' nella sua opra più nota
" La resistenza della memoria" ci presenta invece, in un dipinto, un orologio molle, deformato, ma la sostanza rimane la medesima.
Qual è l'idea di questo di Arte?
L'idea che il tempo sia relativo e non qualcosa di fisso. Quindi ancora una volta il panda rei eraclitiano.
E dalla classicità, dove le forme sono ordinate perfette, l'artista inizia ad accostarsi ad un'idea, forse, più moderna e contemporanea. Dalla tridimensionalità scultorea si passa alla bidinsionalità e una nuova ricerca della materia. I contorni non sono più ben definiti, le immagini si sovrappongono. Insomma un teschio che sembra sospeso in uno spazio astratto e temporale, una lastra che si sovrappone ad un vecchio orologio. Credo che il concettosi rimandi alla riflessione iniziale. Il tempo scorre veloce. Nessuno lo può fermare. Intorno a noi tutto muta, cambia e cambia forma.

di Monica Baldi
Critica d'arte

  • Pubblicazione:Catalogo della mostra personale di Marco Papagni in vendita presso la Galleria AreteArte di Mantova
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