La Classicita' del Ritmo

Marina Novelli e' una novita' per gli interessati all'arte, perche' ha lavorato per molti anni come pittrice, pur svolgendo questa attivita' in secondo piano. Dobbiamo comunque essere lieti che sia uscita allo scoperto, perche' sarebbe stato un peccato che la formazione e la tecnica che stanno alla base della sua opera, la sua inventiva e la sua maestria, restassero nascoste allo sguardo di chi ama la pittura e non solo.

Siamo in presenza di una vera artista, un'artista che

lascia il segno. La sua umilta', cioe' la sua disposizione all'ascolto, senza modestia e senza timidezza, la qualifica come una pittrice decisa, il cui tratto non ha esitazioni ed indica che nell'opera l'artista ha gia' superato la fase dell' esitazione e del

dubbio, del ripensamento: per questo cuascun quadro e' un'opera compiuta con grande forza e con decisione conclusiva.

Marina Novelli e' sicuramente partita dal disegno, dove notiamo una finezza nel tratto, ma e' giunta a un modo di usare l'olio, l'acquerello, il pennello e la tela del tutto privo di riservece di compromessi. Se da una parte notiamo nell'arte di Novelli la questione del disegno, della linea come spirale, come dissimmetria, che giunge dall'inarmonia all'armonia, dall'altra notiamo la tranquillita'. Questo non vuol dire che, per esempio, le donne dei suoi dipinti siano tranquille, anzi. Se noi guardiamo il contenuto dell'opera, ci sono sempre elementi piuttosto inquietanti, c'e' qualcosa di misterioso. Ma, al di la' del contenuto, c'e' qualcosa della tranquillita' nel fatto che le sue opere giungono a un ritmo, perche' in esse le cose entrano in una disposizione non ordinale, bensi' intellettuale. E anche questo e' un elemento decisamente classico, secondo alcuni la parola ritmo d3riva dal termine greco che qualificava l'andamento a pieghe ordinate della veste lunga: pertanto il ritmo sarebbe proprio il panneggio della veste.

E notiamo come Marina Novelli insiste proprio in queste pieghe nel lenzuolo. Questo ritmo, senza che

noi ce ne accorgiamo, ci situa nel tempo. Ritmo in latino "dispositio": come si dispongono le cose nel tempo, un tempo intellettuale, un tempo con le sue scansioni, con il suo ritmo, che allude all'infinito.

Nulla di effimero, nessuna fugacita' in queste opere, ma qualcosa che esige la perennita'.

di Maria Pia Giuliani
Giornalista - Roma
2000

Opera di riferimento

  • Pubblicazione:Il Centauro
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