Collana fotografica

«Siediti al sole. Abdica e sii re di te stesso» (Fernando Pessoa) L’ars fotografica dell’autore Mario Fior si fonda, dichiaratamente, sul pensiero di Fernando Pessoa, che fa da filo conduttore a tutta l’opera. Mario, allora, applica in fotografia l’intrigante e appassionante concetto degli eteronimi, peculiarità dello scrittore portoghese: da non confondersi con gli pseudonimi, dietro ogni nome fittizio nell’opera di Pessoa esiste una personalità poetica indipendente con peculiarità ideologiche e stilistiche che hanno una vita propria e si esprimono attraverso la poesia… ebbene la stessa operazione, idea, viene applicata da Mario alla fotografia. Da una parte, allora, il cogito ergo sum diviene il video ergo sum e meravigliosamente l’artista può così avere vite e personalità diverse, o semplicemente far emergere dalla sua interiorità uno dei propri Io; dall’altra il rappresentare, il fotografare, dona vita a ciò che si genera nell’immagine, accende ed evoca, in un certo senso, il genius loci della concezione classica latina. Mario supera addirittura tale concetto, estendendolo ai momenti, come a dire che ogni attimo, ogni situazione abbia un’anima (non solo i luoghi) ed il fotografo è colui che la cattura per sempre nell’immagine… propriamente non “imprigionandola” ma “liberandola” eternamente nella foto. Insomma, Mario unifica nella sua arte l’ultima frase che scrisse Pessoa in inglese “I know not what tomorrow will bring…” (“Non so cosa porterà il domani”) alle sue ultime parole in portoghese “Dê-me os meus óculos!” (“Mi dia i miei occhiali”), perché noi uomini non sappiamo davvero cosa ci porterà il domani, ma intanto l’artista ci dona i suoi occhiali, per osservare la realtà con un nuovo punto di vista. L’osservatore lettore, allora, si troverà di fronte ad una grande sorpresa: il mondo rappresentato racchiude l’universo interiore, anche il suo! La foto Sailing - A gonfie vele è il simbolo principale di tutto ciò, perché ogni opera è un viaggio, un percorso che l’uomo intraprende col proprio Io; non importa dove ci porterà il vento o quale sia la meta, l’importante è spiegare il cuore, come le vele, alle emozioni e alla bellezza. Mario ha ben presente la complessità enigmatica racchiusa dentro ogni essere umano. I suoi paesaggi, i suoi scorci, rappresentano sia spiragli di bellezza, vie di fuga dalla stanze del tempo e dello spazio, sia finestre sul mistero, aperture sul cosmo interiore ed esteriore (Sori – Scorci di Liguria). Firma e timbrica dell’autore è anche il contrasto, che dona movimento al tutto. La calma apparente delle persone sulla panchina ed il mare in burrasca (Contemplazione - La natura dà spettacolo), il contrasto cromatico tra le ocra gialle e rosse dei palazzi nelle calli veneziane (Calle veneziana - La casa rossa, la casa gialla); i contrasti cromatici e geometrici portoghesi (I colori di Cascais - Geometrie portoghesi), il mare in inverno già quasi un ossimoro nel titolo (The blue corner - Il mare d’inverno). «La letteratura, come tutta l'arte, è la confessione che la vita non basta.» (Fernando Pessoa) Fondamentale resta, assolutamente, il ruolo dell’osservatore. Il pubblico è la tessera mancante, il completamento ed il proseguimento vitale dell’opera. Nulla è compiuto, niente è definivo, l’uomo può e deve sempre scrivere la sua parte nel libro dell’universo…

di Dantebus
editore

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